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I ritratti senza maschera di Martin Schoeller in mostra a Berlino

di Paola Corapi - 9 Giugno 2020

Dal 20 giugno al 29 agosto 2020, gli scatti di Martin Schoeller saranno esposti presso la galleria d’arte Camera Work di Berlino. Un omaggio alla sua capacità di raccontare volti e personalità. Senza finzioni né artifici.

Martin Schoeller si pone davanti alle persone con un approccio democratico. Scatta personaggi quali Robert De Niro con lo stesso trattamento tecnico con cui fotografa Christopher Walken, il trattamento riservato è lo stesso per tutti i soggetti, siano essi celebrità o sconosciuti. Il suo stile si è definito negli anni attraverso i primi piani iper-dettagliati ed è diventato sempre più riconoscibile grazie a una tecnica sempre uguale a se stessa. I suoi ritratti sono seriali, realizzati con luci, fondali e tonalità simili. Indipendentemente dal soggetto e dall'ambientazione, le sue fotografie sembrano prendere vita.

Martin Schoeller ha iniziato la sua serie Close Up più di 20 anni fa. In questa serie, l'artista tedesco ha fotografato i volti di ciascuno dei suoi soggetti con lo stesso angolo di ripresa, lo stesso obiettivo e la stessa illuminazione. Le espressioni risultano costantemente neutre, serie ma rilassate. Il tentativo dell'autore è quello di mettere in evidenza le differenze tra le persone catturandone i momenti più intimi e nascosti. Certamente la personalità, il carattere e il pensiero della persona ritratta risultano essere in netto contrasto con l'ambientazione essenziale e neutra, ma è proprio grazie a questo contrasto che il risultato diventa più realistico. Guardare un ritratto di Schoeller è come leggere un diario in cui le persone scrivono i propri segreti. Non usa alcun tipo di artificio, anzi, punta l’obiettivo proprio sui dettagli, scattando dei ritratti ravvicinatissimi, dei Close Up appunto. Inserisce i personaggi in un cubo di luce con due riflettori puntati addosso. Le sue regole inoltre prevedono un utilizzo minimo del trucco e fanno a meno del ritocco della pelle in post-produzione. Il risultato è una forma di espressione più vulnerabile, senza maschera, che consente un approccio al volto più semplice e diretto.

Martin Schoeller nasce a Monaco nel 1968. Dopo aver studiato fotografia a Berlino presso la prestigiosa Lette-Verein, parte per New York dove collabora con Annie Leibovitz per quattro anni prima di iniziare a concentrarsi esclusivamente sulla propria fotografia nel 1996. Per lungo tempo lavora come fotografo editoriale del The New Yorker. Il suo primo libro Close Up viene pubblicato da teNeues nel 2005.

Dal 20 giugno al 29 agosto 2020 sarà esposto presso la galleria d'arte Camera Work di Berlino.

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