Andrea Pinamonti

Andrea Pinamonti

Attaccante dell’Inter dei record, neo campione d’Italia, Andrea, 22 anni, è già una delle realtà in rampa di lancio del calcio. E ammette: «Fin da bambino non avevo altro in testa se non il pallone»

di Digital Team

Pensare che da piccolo se la cavava bene pure come tennista, sport che continua a seguire con interesse. Spirito di sacrificio, gavetta a partire dai settori giovanili, vincendo, però, tutto, coronando adesso il percorso cucendosi lo scudetto al petto: «Un’emozione palpabile, personale e speciale, che si avverte in giro», racconta. Una passione per il pallone trasmessagli dal padre, ex giocatore non professionista e tifoso dell’Inter, maturata poi oltremodo crescendo nel vivaio dei talenti nerazzurri, lottando anno dopo anno, arrivando a giocare al fianco di campioni come i compagni di oggi, da Romelu Lukaku e Alexis Sánchez a Lautaro Martínez, «fonti di ispirazioni continue», senza dimenticare altri punti di riferimento quali sono stati nel passato Benzema e Ibrahimovic. 

«Il mio punto di forza? L’aspetto mentale, che mi aiuta a superare i momenti difficili, ma più passano gli anni più cerco di cogliere il meglio anche dagli altri intorno a me. Anche nella vita rispecchio chi sono in campo, per questo amo andare dritto verso le cose che voglio, il prima possibile». 

Sogni concreti i suoi, realizzati attraverso l’Under-21, di cui è una delle colonne portanti, e quella maglia della nazionale azzurra che per lui vale moltissimo e che potrebbe presto promuoverlo tra i grandi. «Per me è un orgoglio indossarla, ma riesci a capirlo nel tempo, sentendo l’inno, lottando per il tuo Paese. L’auspicio è che il pubblico, i tifosi, possano tornare presto a riempire gli stadi: abbiamo bisogno della loro energia».

Foto apertura Shorts in denim, calze e sneakers Levi’s

Photos by Giampaolo Sgura

Styling by Edoardo caniglia - Ilario Vilnius