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Portrait of a Lady: Steffy Argelich by AT

di Alessandro Turci - 6 Agosto 2020

Prosegue il ciclo di ritratti esclusivi firmati Alessandro Turci. Dialoghi che poco hanno dell’intervista e molto della partita a scacchi, dove ogni mossa e contromossa rivela il fascino di femminilità preziose.

Ascendenze aragonesi e un esodo in terra catalana. Bellezza mordoré, Steffy Argelich ricorda a tratti la Marisa Berenson degli esordi: perché ha il mistero della Sfinge, e per quel nulla e quel tutto che viene dall’educazione severa (e ha forgiato la noblesse inconfondibile della nipote Schiaparelli). Con lei la Spagna ha finalmente una modella di livello mondiale, con l’aura di una principessa biblica del Pentateuco, anche se vestisse una schmata. Invece colleziona Balenciaga originali.

Le hanno detto che somiglia a Colette?
No, lei è il primo a dirmelo.

È un complimento psicologico. Pensi che noia se le avessi citato Gaudí per il solo fatto che lei è di Barcellona…
Nessuna noia. Amo
Gaudí come tanti altri artisti catalani. Ha creato cose sublimi che ammiro ogni giorno passandoci accanto.

Dov’erano i suoi nonni durante la Guerra civile spagnola?
Mia nonna racconta sempre di quando lei e le sue quattro sorelle (di 15, 12, 9 e 6 anni) sono arrivate a Barcellona dall’Aragona. A piedi. Camminarono un mese e mezzo attraversando i Pirenei aragonesi nel febbraio del 1937, lasciandosi alle spalle la loro casa e la loro famiglia.

Ha lavorato in video con due nomi superbi: Kechiche e Lindbergh. Lei parte sempre dal meglio nella vita, non va mai per gradi?
Cerco sempre di fare quello che voglio e che mi piace. La vita è troppo breve per cose che non siano il meglio.

Avrebbe accettato di girare le scene di sesso de La Vita di Adele?
Sarebbe dipeso dal momento nel quale mi trovavo in quel preciso istante della mia vita.

Posare nuda è un controsenso per un’indossatrice?
Non penso sia una contraddizione. Certo mi sento molto più me stessa quando sono nuda rispetto a quando devo vestire un outfit assurdo con un trucco ancora più folle.

Lei viaggia tanto in aereo. Ma volare può far paura. E’ così?
Sì, un tempo avevo paura e adesso non più. Non so cosa sia successo.

Ha viaggiato in India e si è fatta un ritratto con il nath (l’orecchino ear to nose). Era un messaggio? Voleva dire che al momento della foto non c’erano uomini nella sua vita?
All’epoca della foto non c’erano uomini nella mia vita. E non ne stavo cercando. Qualcuno me ne ha fatto dono nel mercato di Pushkar.

Quando c’è Barcellona contro Real Madrid, lei guarda la partita o sfoglia romanzi erotici anni ’50 comprati sulle bancarelle?
Guardo la partita; e se posso la guardo allo stadio. E’ quella che preferisco. Però leggo anche i romanzi erotici degli anni ‘50. C’è un momento per ogni cosa…

Mi riveli un angolo di mondo che non compare nelle guide turistiche (nemmeno in quelle da bobo insopportabili) e che Estefania Argelich considera imperdibile.
Il mondo di internet purtroppo non ha più segreti… però ricordo una spiaggia chiamata The Secret Beach in Sri Lanka. Ma sono anche una vera spagnola: amo le Isole Baleari.

Ha mai indossato un Balenciaga? Intendo un originale realizzato dal Maestro.
Sì, possiedo alcuni pezzi magnifici.

Si guarda mai indietro?
Sì. A volte vorrei essere nata in un’altra epoca storica. Però anche l’aspettativa del futuro mi attrae come una forza seducente.

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