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Portrait of a Lady: Stoya by AT

di Alessandro Turci - 20 Luglio 2020

Prosegue il ciclo di esclusivi “Portrait of a Lady” firmati Alessandro Turci. Questa volta è il turno di Jessica Stoyadinovich, in arte Stoya, ex attrice pornografica e modella americana, fondatrice del progetto digitale ZeroSpaces che sta rivoluzionando il settore del porno.

Il Cigno Nero del porno, capace di scardinare la banalizzazione dell’erotismo hardcore. Eroina stile Victor Hugo da barricate senza ideologia, non si vanta di poter dire la sua sul New York Times come di aver snobbato, da giovane go-go dancer, il salotto buono di Philadelphia tutto musei e Padri Fondatori. Da Musa voluttuosa a punto di riferimento del mondo alternativo e culturale con baricentro Brooklyn (anche grazie alla piattaforma online ZeroSpaces), la sua arte risponde allo scandalo conformistico della classe media americana e di una misoginia mai tramontata. Finalmente possiamo smettere, a cena, di citare solo Gore Vidal. Anche questo è sensualità.

Il concetto di “new normal” (mascherine, distanza sociale, video sorveglianza, app di tracciamento) la spaventa?
Per alcune cose va bene, fin quando Covid-19 è un’emergenza. Ma se penso che alcuni apparati dello Stato possono ampliare senza confine la sorveglianza su di noi questo mi spaventa molto. Penso a come dovranno organizzarsi gli attivisti per mantenere libertà di azione e di lotta.

Lei ha vissuto a Philadelphia, che è una città Santuario, poi è andata a Los Angeles per iniziare la carriera nel cinema per adulti, che non è esattamente un Santuario…
Ho vissuto a Philly, come a L.A. e adesso abito a New York. A L.A. avevo 20 anni e…

A Philly le piaceva sedersi nell’elegante giardino del Rodin Museum e pensare al suo futuro? All’epoca era più una “thinker” o più una go-go dancer?
Avevo diciotto anni e pensavo ai vestiti e a ballare. Sì ai musei ci andavo, ma frequentavo soprattutto South Philly.

I suoi genitori sono orgogliosi di lei quando leggono i suoi articoli sul New York Times?
Ho scritto due volte sul New York Times nella sezione Op-Ed e una sul The Guardian. Dire che sono una contributor è esagerato. Però sì, mia madre è orgogliosa, pensa che i sacrifici fatti per farmi studiare non siano stati vani.

L’industria del porno è guidata da due categorie: uomini, bianchi?
Una volta, chiaramente. Oggi è più un gioco di corporation, comunque guidate da uomini bianchi. C’è sempre stata una produzione di opere queer, femministe e film diretti da donne, solo che non hanno mai avuto l’attenzione della stampa. L’industria del porno ogni dieci anni cambia direzione, perché c’è l’avvento di una nuova tecnologia e di nuove macro sensibilità. Solo la misoginia è rimasta costante.

Preferirebbe essere la prossima First Lady o il prossimo Presidente?
Preferirei essere solo l’advisor, perché non mi sentirei sicura a gestire gli aspetti legali, la burocrazia e nemmeno la diplomazia della carica. Ma con un ruolo di supporto, importante come quello del primo consigliere, potrei portare avanti le mie battaglie, come quella dell’educazione sessuale per i giovani americani.

Scelga un aggettivo per queste ex First Ladies. Jackie Kennedy
Classy.

Nancy Reagan
No idea.

Michelle Obama
Capace.

Melania Trump è elegante?
A volte.

Lei capisce al volo quando un esordiente nel mondo dell’hard non ha abbastanza grinta e verrà sfruttato e spazzato via?
La domanda è troppo schematica e troppo drammatica. Non funziona così. Ci sono anche altri ambienti dove un esordiente rischia di essere sfruttato, tipo il wrestling, il cinema, la musica. Il porno è solo una variante dei consueti rapporti di forza sociali, non bisogna farsi ingannare dal fatto che si tratta di sesso. Questo è il sistema, tutti i giorni: il capitalismo è sfruttamento.

Il caso di Monica Lewinsky ha cambiato il rapporto tra sesso e potere nella percezione della classe media?
Non lo so cosa pensa la classe media. Io vivo a New York e frequento solo artisti, scrittori, coreografi, registi e fotografi. Quello che fa e dice la classe media mi è sempre suonato curioso. M’interessa solo il feedback del mio pubblico in ZeroSpaces. Posso parlare di quello che pensa e sente il mio pubblico.

Che differenza c’è, in termini di personalità e funzione sociale e culturale, tra lei e Sasha Grey?
La differenza principale è che io sono rimasta nel mondo del porno, co-fondando ZeroSpaces e diventano anche regista. Lei invece ha lasciato il porno si è dedicata al cinema indipendente come attrice. Penso abbia anche scritto una, o due, novelle erotiche. Io ho lavorato nel cinema indipendente, ma non è il mio focus. Poi certo siamo entrambe brune e con la pelle chiara, ma le analogie finiscono qui.

Luise Houston, Candida Royalle, Jiz Lee… è importante oggi testimoniare in favore del rispetto della diversità nella Adult Industry?
Tutti i giorni ZeroSpaces supporta l’inclusione razziale, la body representation e la diversità. E lavoriamo su come migliorarci. Questo è cruciale per ottenere una rappresentazione funzionale del sesso reale.

E’ saggio innamorarsi di lei?
Che tipo di amore?

Quello romantico.
No.

La sua scena preferita del balletto classico.
Non classico, una rilettura. Il Lago dei Cigni: quando Matthew Bourne è il cigno rabbioso che entra nel lago.

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