speakeasy Annalisa Testa

Andiamo a Berlino!


Ecco il vincitore della Diageo Reserve World Class Italia che a Berlino proverà ad aggiudicarsi il premio come miglior bartender del mondo.

L’urlo di Fabio Caressa alla fine della semifinale tra Italia e Germania dei Mondiali di calcio del 2006, dopo quel gol di Alex Del Piero, è passato alla storia. “Andiamo a prenderci la coppa”, verrebbe da ripetere a Francesco Galdi proclamato “Miglior bartender d’Italia 2018” in occasione della tappa italiana della Diageo Reserve Worls Class, prestigiosa gara internazionale dedicata alla mixology che mette in scena il più grande palcoscenico del settore dei luxury spirits mediante la ricerca e la selezione dell'élite dei bartender di più di 50 paesi nel mondo.

La vittoria è giunta al termine di una giornata densa di sfide giocate tra tradizione e innovazione: dalla prova ‘The Showdown’, nella quale i concorrenti avevano a disposizione 6 minuti per preparare 6 cocktail classici, passando dalla sfida ‘Wanderlust’ nella quale era richiesta la creazione di due cocktail, uno ’home’, ispirato al proprio paese di provenienza, e uno ‘away’ dedicato a un luogo visitato o che vorrebbe visitare. A chiudere la competizione la prova ‘Berlin Biography’, dedicata alla città che ospiterà la finale mondiale di World Class: 10 minuti per creare un intero servizio ispirato alla cultura unica e vibrante di Berlino.

Ed è proprio a Berlino che stiamo andando, per sostenere il nostro campione in carica e per scoprire quali saranno le tendenze che vedremo al bancone dei migliori cocktail bar del mondo il prossimo anno.

Cosa significa per te rappresentare la mixology italiana in questa grande finale?
Un onore immenso. L’Italia e il panorama bar Italiano è migliorato incredibilmente negli ultimi anni, la Finale Italiana di World Class ha schierato otto mixologist di assoluta caratura internazionale. È quindi una serie di fattori che mi rende enormemente felice, rappresentare il mio Paese, l’hotel per cui lavoro, The Yard Milano, e fare da portabandiera per tutti quei bartenders che, tutti i giorni, vincono la competizione più difficile: far felici i loro ospiti.

Come ti sei preparato?
Ho studiato parecchio anche se non è stato facile conciliare il mio lavoro, F&B Manager e trovare il tempo di concentrarsi su competizioni così importanti come World Class. In questi mesi mi sono divertito a chiedere agli ospiti del The Doping Club di essere tester dei drink che presenterò alla finale.

Quali sono le prove che temi di più e quali quelle in cui ti senti più a tuo agio?
Sono lento dietro il bancone, perché fin troppo preciso. Quindi lo Speed Challenge è quello che mi da più pensieri. Mi sento invece molto più sicuro nelle prove in cui il protagonista è lo storytelling. Datemi il microfono cinque minuti e vi rapirò, portandovi con me nel mio mondo fantastico.

Quali sono i tuoi best cocktails?
Adoro i drinks tropicali e sperimentare con spezie ed erbe rare.  Negli ultimi anni mi sono orientato di più verso cocktail semplice, massimo 4 o 5 ingredienti, ma perfettamente bilanciati e, generalmente, a basso tenore alcolico. E poi mi diverto a costruire su misura i drink per i miei ospiti, un’esperienza quasi sartoriale.

Chi sono gli avversari più temuti? Attenzione anche alle donne, che vincono la World Clas ormai da un paio d’anni.
Devo dire che tutti i 57 competitors di questa edizione sono fenomenali. Arrivano tutti da grandi bar, hotel e, alcuni, sono ormai star affermate del mondo del bartending. Sarà una bella battaglia. Io comunque farei attenzione all’Italia, quest’anno promette bene...