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Provenza: un weekend a Saint-Paul-de-Vence

di Alessandra Mattanza - 26 Agosto 2020

Abbarbicato sulle colline della Provenza, Saint-Paul-de-Vence è un gioiello da visitare tutto l’anno.

Luce e colore… Colore e luce… A Saint-Paul-de-Vence sembrano sposarsi meravigliosamente insieme. Per questo molti artisti vi hanno trovato l’ispirazione per i dipinti e per le loro menti, come per il loro piacere, dato che il gusto dell’esteta si mescola qui al godimento dei sensi, all’eccellente gastronomia, al buon vino, ai riflessi del mare azzurro di Cannes e di Antibes, ai giochi di chiaro e scuro del sole che sale e scende tra i monti, inebriandoli di sfumature di colori incantevoli e mutanti. “L'artista è un ricettacolo per le emozioni che provengono da tutto il luogo: dal cielo, dalla terra, da un pezzo di carta, da una forma che passa, da una ragnatela” credeva Pablo Picasso, che scelse pure di vivere nella campagna circostante questo paesino per varie fasi della sua esistenza, oltre che a Vallarius e a Cannes. “Un'immagine deve possedere un potere reale per generare luce e da molto tempo sono consapevole di esprimermi attraverso la luce o meglio della luce” rifletteva Henri Matisse, che allo stesso modo villeggiò tra queste dolci ondulazioni di paesaggio e sensibilità di pensiero francese, e alla vicina cittadina di Vence. In quest’ultima Matisse possedeva una casa negli ultimi anni della sua vita e ora Vence ha una piccola cappella, la Cité Historique Chapelle du Rosaire, completata nel 1951, con vetrate e altri accessori realizzati da lui. La cattedrale, costruita nel VI secolo sul sito di un tempio romano, ha una cappella con un mosaico di Marc Chagall, del 1979. Vence è famosa anche per le sue acque sorgive che sgorgano dalle numerose sue fontane.

Oggi guardandosi attorno a Saint-Paul-de-Vence, perdendosi nelle strette vie del centro storico, costellate da negozietti e botteghe artigianali, da diversi ristorantini, che paiono usciti da una fiaba da tanto sono deliziosi, e minuscoli bar e caffè, lasciando correre la vista sulle distese di colline fino all’azzurro del mare, si riscoprono sfumature di colore ed emozioni che si ammirano nei quadri di artisti, tracce di surrealismo e impressionismo, di cubismo, di neoclassicismo, di modernismo. Di blu, rosa, perfino, di esotico e africano, mediterraneo, caldo e passionale. Di colline ricoperte di fiori, di uliveti e vigneti. Ma, allo stesso tempo, si sente il vento nei capelli, la dolce brezza talvolta salmastra arrivare dal mare, il canto delle cicale nelle orecchie, il rumore delle bocce, il profumo delle brioche appena sfornate e del gelsomino in fiore.

Si vive un po’ di glamour e un po’ di trend, nella movida che caratterizza lo spirito locale e le notti, in cui si tira l’alba tra feste e cene a lume di candela in bistrò e brasserie su tramonti di fuoco. E, tra i tavolini all’aperto, si sente parlare di arte e letteratura, di politica, di poesia e musica, di vino e buona cucina, di cinema. Perché qui, oltre ai pittori, giungono anche musicisti, filosofi, intellettuali, finanzieri e collezionisti d’arte, pubblicitari e imprenditori, creativi e visionari alla ricerca del mito dell’ispirazione e del buon vivere. Si respira qualcosa di magico perfino al romantico cimitero, da cui si gode un panorama spettacolare, e dove è sepolto Chagall. Del resto tra i frequentatori più affezionati, da essere considerati come locali, c’erano anche Jean-Paul-Sartre, Braque e Mirò e, negli anni 60’, arrivarono gli attori francesi, come Yves Montand, Simone Signoret, Lino ventura, il poeta e sceneggiatore Jacques Prévert, di cui si può ancora vedere la casa.

Vissero qui altri artisti che hanno fatto storia come Jacques Raverat, Gwen Raverat, Bernard-Henri Lévy e Arielle Dombasle, il bassista dei Rolling Stone Bill Wyman, lo scrittore americano James Baldwin, l’attore britannico Donald Pleasence. Gli attori comici americani Gene Wilder e Gilda Radner hanno deciso invece di sposarsi qui nel 1984.

Nella medievale centro di Saint-Paul-de-Vence, dove se non fosse per i turisti il tempo sembra essersi fermato, fioriscono anche le gallerie d’arte, le boutique di moda, gli studi di design, atelier di artisti emergenti improvvisati in un minuscolo negozio, i vernissage e le mostre, gli eventi di musica sotto le notti stellate, le sere illuminate da lanterne.

La famosa Fondazione Maeght, inaugurata nel 1964, custodisce 12.000 opere di arte moderna. Vi si scoprono lavori di Joan Mirò e Alberto Giacometti, un giardino decorato con magnifiche sculture, mentre in estate si organizzano mostre a rotazione. Molto bella è anche la cappella decorata da Jean-Michel Folon, aperta nel 2008.

La Riviera Francese continua a essere una delle mete predilette anche da tante celebrity di Hollywood che vi trascorrono periodi o la frequentano numerose durante il Festival del Cinema di Cannes. E, il mare, è anche vicino a Saint-Paul-de-Vence, a soli sette chilometri, con le spiagge di Cagnes/Mer e di Antibes Juan Les Pins. La suggestione del verde e della roccia si mescola a quella del mare, che nelle giornate di sole intenso, sfuma in colori di azzurro caraibico.

Per impressioni acquatiche, spingetevi anche all’interno della cinta della mura di Saint-Paul-de-Vence, tra i vicoli e le pietre scure, nel cuore del villaggio, dove si sente lo scroscio della Fontana Grande sotto le volte medievali. Ispirò perfino il poeta Verlaine che scrisse: “Lo zampillo fa sempre il suo mormorio argentino”.

Dove mangiare a Saint-Paul-de-Vence

Chez Andréas è una brasserie che offre una vista stupenda e vi si può bere anche solo un bicchiere di vino. Propone una scelta di tapas alla provenzale, pasta artigianale, diverse insalate. È ideale per vedere un tramonto indimenticabile.

La Colombe d’Or è da sempre un’istituzione, le cui pareti sono ornate di quadri famosi. Yves Montand incontrò la sua futura moglie, Simone Signoret, proprio qui nel 1949. Il proprietario di allora, Paul Roux, fece loro da testimone di matrimonio nel municipio, nel 1951. Mirò regalò invece la sua arte in cambio di vitto e alloggio gratuiti per un periodo. Adesso la famiglia Roux gestisce ancora questo locale, che è, tuttora, sia hotel che ristorante. Si prefigge di creare una cucina provenzale, ma allo stesso tempo sensuale e senza pretese, molto familiare.

La Fontaine è un bistro chic con piatti da chef. Domina la mitica e storica fontana del paese e vanta una gastronomia mediterranea rivisitata con prodotti freschi di stagione. Nel pomeriggio servono pure il tè.

La Petite Chapelle si trova in una vera cappella del 1885. Prepara pietanze come una brasserie e ha una bella atmosfera sia sulla terrazza che sul patio, con una bellissima vista sulla valle e sulle colline Saint-Pauloises.

La Table du Malvan è l’antico e ultimo macellaio di Saint-Paul-de-Vence. Si trova nel verde ai piedi del paese ed è un ristorante specializzato in piatti a base di carne, come l’andouillette de Provence e il magret Rossini con foie gras saltato in padella. Ma la cucina cambia, a seconda dell’umore e degli incontri dello chef. Ogni giorno si propone la “scelta di Alain”, ispirati alle stagioni, al territorio e… alla sua “luna”.

Dove dormire a Saint-Paul-de-Vence

La Grande Bastide è una residenza di campagna del diciottesimo secolo, immersa nei profumi della campagna provenzale. C’è una piscina idromassaggio sotto un boschetto di palme, mentre dalla terrazza la vista spazia all’infinito fino al mare.

Le Hameau è stato creato in un’antica fattoria del diciottesimo secolo, avvolta da un giardino mediterraneo e un grande aranceto. Ha poche stanze, tutte arredate con mobili provenzali e alcune con terrazza che si affaccia sulla grande piscina a straripamento e sul mare. Vi soggiornò anche Chagall.

Le Saint-Paul si trova tra le mura del villaggio storico e offre un’esperienza atemporale e tanta suggestione di storia e arte, e molto romanticismo. Ha un buonissimo ristorante, dove lo chef conduce alla scoperta dei sapori della tradizione provenzale e del piacere culinario.  

Les Messugues è un hotel di charme con poche camere, ristrutturate in colori caldi ispirati dal paesaggio provenzale. In estate anche gli ospiti esterni possono mangiare al bistrot dello Chef Alain Llorca, con cucina mediterranea e creativa. Si trova immerso nel verde e nei vigneti, vicino alla bella piscina. È a pochi minuti di macchina da Saint-Paul-de-Vence, altrimenti si può arrivare al villaggio a piedi, per un sentiero.

Château Saint-Martin & Spa, a Vence, è un luogo davvero speciale, magico e unico. Riaprià il 30 aprile 2021, ma le prenotazioni si prendono già ora, dato che è una meta anche molto amata dalle celebrity durante il Festival del Cinema di Cannes. Le suite sono molto spaziose, diverse con vista sul mare e sulla Costa Azzurra, e ci sono anche ville private che si possono affittare, abbarbicate su un monte, circondate da ulivi secolari e da un parco. Ma la particolarità è che qui l’arte contemporanea si mescola alla storia, con mostre a rotazione alle pareti e nella splendida cappella, la possibilità di incontrare gli artisti che espongono qui, e un ristorante da gourmet, Le Saint-Martin, che vanta una stella Michelin ed è conosciuto in tutta la Riviera. L’Oliveraie giace, invece, in un uliveto e ha un ambiente più rilassato, con cuochi che cucinano prodotti freschi alla griglia al caminetto. Al bar Le Rossini si servono invece squisiti cocktail e alcuni dei vini migliori al mondo, locali e internazionali, anche vintage. In questo eremo sui monti, è possibile rimanere tranquilli e isolati, anche nei periodi di maggior flusso turistico. Pare, veramente, di vivere in un castello, dove l’arte dell’ospitalità è di rigore. Molto rinomata è la spa, che propone trattamenti anche ispirati dal paesaggio, oltre ad utilizzare prodotti cosmetici di lusso: La Prairie. Una macchina privata gratuita conduce a Saint-Paul-de-Vence, a Vence e in altri villaggi e zone della Riviera Francese. Per mete più distanti, si organizzano autisti o il noleggio di automobili. Tra le proposte? Scendere lungo la costa di Monaco, a Cannes e Nizza, ma anche all’Hotel du-Cap-Eden-Roc per sorseggiare un Bellini, scoprire l’Antibes di Picasso, i mercatini di Vence, gli artisti del vetro di Biot e la gastronomia di Mougins.

Il colore?

“Nella nostra vita c’è un solo colore, come su una tavolozza di artisti che fornisce il significato della vita e dell’arte. E’ il colore dell’amore”.

“Il colore è tutto. Quando il colore è giusto, la forma è giusta. Il colore è tutto, il colore è vibrazione come la musica; tutto è vibrazione”.

“Tutti i colori sono gli amici dei loro vicini e gli amanti dei loro opposti”.

Questo pensava Marc Chagall del colore, assiduo frequentatore di Saint-Paul-de-Vence.

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