Chi è Estevao, il nuovo Lamine Yamal del calcio inglese
18 anni appena, da pochi mesi al Chelsea e già nei cuori dello Stamford Bridge, ha talento incredibile e incisività. Lo si immagina già, nel futuro, contendere il Pallone d’oro al coetaneo del Barça
«Born is the King of Stamford Bridge». È l’inno che cantano i tifosi del Chelsea in onore della loro leggenda Peter Osgood. E chissà che non sia nato un principe erede per i Blues. Si chiama Estevao Willian, o semplicemente Estevao. Ha solo 18 anni e già fa impazzire i fan londinesi. Talento naturale, dribbling fulminanti e reti magiche, c’è chi lo paragona a Lionel Messi, suo idolo, chi al coetaneo Lamine Yamal. Lui non vuole confronti e aspetta il prossimo gol capolavoro.

Al Chelsea sulle tracce di Neymar
Considerato il giovane talento brasiliano più promettente dai tempi di Neymar, Estevao condivide con O Ney un record: è tra i bomber più precoci ad andare in gol in ognuna delle prime tre partite da titolare in Champions League. Come loro anche un certo Erling Haaland.
Prima ancora che sbarcasse in Europa, le doti di Estevao erano state descritte come superiori a quelle di Vinícius Júnior ed Endrick alla sua stessa età. È stato il Chelsea a bloccarlo quanto prima, già a giugno 2024, a una cifra stellare per un adolescente semi-sconosciuto (71 milioni di euro circa), lasciandolo intanto in forze al Palmeiras. Nella squadra di San Paolo del Brasile Estevao aveva fatto il suo debutto in campo da ragazzino, ad appena 16 anni e 8 mesi.
Compiuti i 18 anni, nell’estate 2025 il volo Oltreoceano e il passaggio in Premier League. Il suo primo gol con la maglia blu reale? Il 4 ottobre allo Stamford Bridge contro i rivali del Liverpool.

Estevao vs Yamal: la vittoria del brasiliano
Classe 2007, nel campionato inglese Estevao non scende sempre in campo da titolare, centellinato e preservato da mister Rosenior. Ma quando lui è in possesso di palla nell’ultimo terzo di campo, è impossibile non alzarsi dalla poltroncina o dal divano. In Champions League ha già lasciato il segno. Il 22 ottobre, contro l’Ajax, a 18 anni e 181 giorni, è stato il più giovane giocatore del Chelsea a segnare nella maggiore competizione europea.
È invece del 25 novembre la notte magica che l’ha fatto conoscere al mondo. «La serata più importante della sua breve carriera», secondo il Guardian. Nella partita contro il Barcellona ha rubato la scena al suo coetaneo più famoso, il fenomenale Lamine Yamal. È suo il secondo gol che ha blindato il risultato, nella vittoria inglese per 3 a 0: prima una serpentina da funambolo tra due avversari, quindi un destro imparabile. Nella sfida tra i due futuri vincitori del Pallone d’Oro il brasiliano ha avuto la meglio.
Dietro la sua ascesa c’è anche la guida del padre, pastore della chiesa battista in Brasile, con un passato nel calcio, da portiere. Ha sfruttato la sua esperienza per coltivare il talento del figlio e supportare le sue aspirazioni. All’inizio il piccolo Estevao ha cominciato come portiere, proprio per emulare il papà, fino al cambiamento di ruolo che l’ha portato dov’è oggi.
Aveva appena 10 anni quando siglò un contratto con la Nike: il calciatore brasiliano più giovane di sempre a firmare con l’azienda americana.

Il piccolo Messi che fa sognare il Brasile
Originariamente soprannominato “Messinho”, “Piccolo Messi”, in verità Estevao non gradisce molto il paragone, pur avendo nella leggenda argentina la sua fonte d’ispirazione. Ala destra agile ed estrosa che impressiona per maturità, è mancino proprio come Messi. E come Yamal.
«Estevao? Per me è una sorpresa che qualcuno così giovane possieda questo tipo di talento. È molto preciso nella finalizzazione, molto incisivo. Con lui il Brasile ha il futuro assicurato», parola di Carlo Ancelotti che si gode il suo prodigio come cittì del della Nazionale verdeoro.
Aveva 17 anni quando arrivò la prima convocazione in Seleção, tra i grandi. E c’è da scommetterci che sarà tra i protagonisti dei prossimi Mondiali di Canada, Messico e Stati Uniti.
Il sogno più grande di Estevao? «Diventare il miglior giocatore al mondo. Un giorno sarò tra i migliori. Ma non prometto o progetto di riuscirci in pochi anni. Verrà da sé». Il principe di Stamford Bridge parla già da re.