Addio a Beppe Angiolini, l’uomo che ha trasformato il gusto in una visione
Dalla boutique Sugar di Arezzo alla scena internazionale della moda, Beppe Angiolini ha costruito un percorso indipendente, facendo della ricerca e dell’intuito una cifra distintiva del retail italiano
Per Beppe Angiolini la moda non si esauriva nelle collezioni o nei nomi sulle etichette. Era soprattutto una questione di sguardo: riconoscere una nuova estetica, scommettere su un designer, capire quando il gusto stava cambiando. Alla fine degli anni Settanta, ad Arezzo, fonda Sugar, trasformando una boutique lontana dalle capitali della moda in un indirizzo di riferimento per il retail indipendente. Un percorso costruito attraverso la curiosità, le relazioni con i protagonisti del settore e la capacità di selezionare collezioni che avessero qualcosa da raccontare. Nel corso della sua carriera entra in contatto con nomi come Giorgio Armani, Fendi e Roberto Cavalli, mantenendo una visione personale della moda, in cui la ricerca non è mai separata dalla concretezza commerciale. «Gli elementi fondamentali sono ricerca e concretezza», aveva dichiarato in un’intervista alla Camera Nazionale della Moda Italiana nel 2014, sintetizzando in poche parole il proprio approccio al mestiere di buyer. Un’attitudine accompagnata da un carattere riservato, che aveva descritto al Corriere Fiorentino nel gennaio 2024: «Una dote che ho sempre conservato è la discrezione, sono un tipo che preferisce leggere piuttosto che scrivere, ascoltare più che parlare, guardare più che esibirsi».
Anche la scelta di restare ad Arezzo, senza rinunciare al confronto con il sistema internazionale, racconta la sua indipendenza. Nel 2018 Sugar trova una nuova casa a Palazzo Lambardi, nel centro storico della città, con un progetto architettonico firmato da Vincenzo De Cotiis che mette in dialogo moda, arte e architettura. Non soltanto un negozio, ma uno spazio in cui la selezione dei marchi e l’identità del luogo concorrono a definire un’esperienza. Accanto all’attività imprenditoriale, Angiolini ha ricoperto ruoli di primo piano nella Camera Italiana Buyer Moda, contribuendo a valorizzare il ruolo dei negozi multimarca nel sistema della moda italiana. Con la sua scomparsa, resta il ritratto di un uomo che ha scelto di lasciare parlare il proprio lavoro, facendo della discrezione una cifra personale e dell’indipendenza una visione. Una storia che, partita da Arezzo, ha saputo dialogare con la moda internazionale senza perdere la propria identità.