Cosa vedere questo mese: le mostre da non perdere in Italia

Cosa vedere questo mese: le mostre da non perdere in Italia

di Elena Bordignon

Mostre di grandi nomi di artisti internazionali, ma anche progetti espositivi dai temi coinvolgenti, aprono ad aprile in musei e fondazioni tra Roma, Milano, Ferrara e Venezia.

Dalla smart agriculture al tragicomico, dalla crisi d’identità alla scoperta dell’insolita bellezza nel ‘famigliare’, dall’amore per il mondo vegetale all’immersione nell’arte relazionale: questi e molti altri i temi delle mostre che inaugurano ad aprile, prima di puntare verso Venezia che a maggio ospita la Biennale d’arte. 

Condivisione e partecipazione nella mostra di Rirkrit Tiravanija a Milano

Interazione e partecipazione: queste sono le due parole chiave per immergersi nella grande mostra The House That Jack Built di Rirkrit Tiravanija – tra i principali esponenti dell’arte relazionale – ospitata al Pirelli HangarBicocca fino al 26 luglio 2026. Con la sua ricerca, l’artista nato a Buenos Aires nel 1961, ha cambiato profondamente la prospettiva e il modo con cui oggi ci si approccia all’arte grazie alla sua costante messa in discussione dell’opera. Dagli anni Novanta, Tiravanija ha modellato la sua pratica intorno all’impegno sociale, spesso incoraggiando i visitatori a interagire e a partecipare attivamente nei suoi lavori. Nella sua prima retrospettiva a Milano, verremo guidati all’interno di un enorme labirinto, dove ogni incontro diventa occasione per un’esperienza condivisa: di gioco, di relax, di cura, di convivialità e di partecipazione. Il progetto espositivo riunisce per la prima volta la più ampia selezione di opere architettoniche realizzate dall’artista, molte delle quali sono ispirate a edifici iconici firmati da grandi maestri, legati al Modernismo, come Sigurd Lewerentz, Le Corbusier, Rudolf Michael Schindler, Frederick Kiesler, Jean Prouvé e Philip Johnson.

The only true protest is beauty alla Fondazione Dries Van Noten di Venezia

Dal 25 aprile, nelle sale di Palazzo Pisani Moretta, esordisce la Fondazione Dries Van Noten con la sua prima Presentazione: The Only True Protest Is Beauty, un progetto non convenzionale che vuole mettere in discussione ciò che è famigliare per aprirsi all’inaspettato. Ispirata dalle parole del topical singer Phil Ochs (1940 – 1976), la Presentazione invita a considerare la bellezza come una forma di indagine, un catalizzatore di riflessione, provocazione e trasformazione. Con oltre 200 opere che spaziano dalla moda alla gioielleria, per aprisi all’arte, fotografia, vetro, ceramica e sperimentazioni materiali, la mostra dialoga con gli affreschi, i dettagli architettonici e le caratteristiche storiche dell’edificio.

Il tragico con ironia al Maxxi di Roma

La mostra approfondisce un tratto distintivo della nostra cultura: la capacità di affrontare il tragico con ironia. Il Maxxi di Roma ospita fino al 20 settembre 2026 la mostra Tragicomica – Prospettive sull’arte italiana dal secondo Novecento a oggi. Riunendo oltre 140 artisti di generazioni e formazione diverse, la mostra affronta per la prima volta la storia dell’arte italiana dal secondo dopoguerra a oggi attraverso la dimensione comica e antitragica. Dai grandi nomi come Alighieri Boetti, Lucio Fontana, Gino De Dominicis e Piero Manzoni, la mostra si allarga anche ad artisti più giovani come Adelaide Cioni, Piero Golia, Patrizio di Massimo e Roberto Cuoghi per restituire una ricchezza di voci, linguaggi e sensibilità che rivelano una narrazione alternativa dell’arte italiana.

Ladies and Gentlemen di Andy Warhol a Ferrara

A Palazzo dei Diamanti è in mostra la storica serie Ladies and Gentlemen di Andy Warhol, realizzata nel 1975: ritratti che esplorano identità, marginalità e cultura pop attraverso la tecnica iconica dell’artista. In mostra, fino al 19 luglio 2026, 150 ritratti, tra acrilici, disegni, serigrafie e Polaroid, provenienti da importanti musei e collezioni europei e americani. Con Ladies and Gentlemen l’artista aveva per la prima volta eletto a protagonisti del proprio lavoro anonime drag queen afro-americane e portoricane, piuttosto che icone della società dello spettacolo come Marilyn Monroe e Liz Taylor. Un’energia nuova emerge da quei ritratti vividi ed esuberanti, dando vita a una coloratissima galleria di effigi glam-queer che sembrano annunciare tendenze dell’estetica del terzo millennio.

La passione per la botanica di Danh Vo a Roma

È in corso fino al 17 luglio 2026 alla Fondazione Nicola Del Roscio la mostra di Danh Vo (1975), una delle voci più influenti del panorama artistico internazionale. L’artista vietnamita-danese, noto per le sue installazioni concettuali che esplorano temi di identità, migrazioni, colonialismo e storia personale,  nella mostra a Roma presenta una ricerca che manifesta la sua autentica passione per il regno vegetale. Negli ultimi anni il rapporto di Vo con le piante si è evoluto grazie a una duplice influenza: i giardini fioriti della sua fattoria Güldenhof, a nord di Berlino, e il legame con una famiglia vietnamita-tedesca che gestisce un negozio di fiori sotto il suo appartamento in città. La passione per la botanica dell’artista, è messa in dialogo con l’interesse per il mondo vegetale di Nicola De Roscio, presidente della Fondazione nonché promotore della realizzazione di un parco botanico a Gaeta, noto per la sua collezione di oltre 250 specie di palme. 

La smart agriculture di Cao Fei alla Fondazione Prada di Milano

Protagonista degli spazi di Fondazione Prada a Milano, l’artista cinese Cao Fei (1978), nota per le sue video-installazioni che fondono diverse tematiche quali i rapidi cambiamenti sociali, lo sviluppo tecnologico, la globalizzazione e i labili confini tra reale e virtuale. A Milano l’artista presenta Dash –  dal 9 aprile al 28 settembre 2026 – un nuovo progetto multimediale risultato di un’approfondita ricerca che ha condotto negli ultimi tre anni dedicata allo studio delle campagne coltivate della Cina meridionale e nordoccidentale, oltre che del Sud-Est asiatico, osservando e interpretando lo sviluppo dell’agricoltura intelligente (smart agriculture). Dash esplora le modalità con le quali gli algoritmi stanno sostituendo il sapere tradizionale, ridefinendo il rapporto tra le persone e il territorio e trasformando le dinamiche tra le aree rurali e quelle urbane. Questa indagine solleva importanti interrogativi relativi all’ecologia, all’occupazione e alla continuità culturale.