Non sarà stato il primo, ma certo il corpo nudo è stato tra i primissimi soggetti della fotografia. Il nudo fotografico, insomma, è nato assieme alla camera oscura. Già intorno al 1900 era diffusissimo e riprodotto su libri, cartoline, riviste, perfino sui pacchetti di sigarette. Veniva legittimato come forma artistica, o come strumento di studio scientifico. Certamente aiutò la diffusione dell’immagine fotografica, ma anche di una nuova consapevolezza del corpo.
Il Museo della Fotografia di Berlino dedica ora alla fotografia di nudo dell’inizio del Novecento un’esposizione intitolata La nuda verità e altro. Il nudo nella fotografia intorno al 1900 (dal 3 maggio al 25 agosto). Gli esemplari in mostra spaziano dagli autori anonimi alle celebrità (come Wilhelm von Gloeden), dalle foto di nudi in posa nelle accademie d’arte, ai nudi sportivi, alle foto erotiche di ambientazione arcadica, alle vere e proprie immagini pornografiche che venivano perseguitate da censura e polizia. Ma anche le immagini sequestrate venivano raccolte e inventariate in album rilegati in pelle con grande cura – uno si trova al Museo della Polizia della Bassa Sassonia – a riprova di come queste immagini fossero significative anche per i difensori della legge.
18 anni appena, da pochi mesi al Chelsea e già nei cuori dello Stamford Bridge, ha talento incredibile e incisività. Nel futuro contenderà il Pallone d'oro al fenomeno del Barça?
Una mostra alle Gallerie d’Italia rilegge le Olimpiadi Invernali del 1956 come momento chiave nella costruzione dell’immagine pubblica del Paese, tra sport, media e identità nazionale