Rosalía in concerto a Milano in uno spettacolo dantesco: scaletta e cosa aspettarsi
Osa, esplora, ammalia. La popstar spagnola arriva in Italia con il suo Lux Tour, tra opera lirica e spiritualità, in uno show che porta in un’altra dimensione
Poche settimane fa sul palco dei Brit Awards, in duetto con Björk in una versione ad alta intensità di Berghain, Rosalía ci aveva fatto già intuire come sarebbe stato il suo nuovo tour mondiale: elettrizzante. Un’autentica opera d’arte, tra accenti operistici, orchestrali dal vivo, ballerini e coreografie contemporanee, graffi techno e, soprattutto, una raffinata ricerca stilistica. I fortunati che saranno al concerto di Milano sono avvertiti: sarà uno spettacolo fuori dagli schemi e monumentale.
La cantante catalana sta per ammaliare l’Italia. Ecco cosa aspettarci dal concerto milanese di Rosalía tra scaletta, recensioni delle tappe precedenti e attese.
Rosalía in concerto a Milano
Una sola data in Italia per il Lux Tour di Rosalía: il 25 marzo a Milano, in un Forum di Assago ovviamente soldout.
A pochi mesi dall’uscita del suo quarto album Lux, registrato con la London Symphonic Orchestra, Rosalía ha aperto un nuovo tour mondiale, il 16 marzo a Lione. Una tappa inaugurale a mo’ di prove generali prima della doppia serata sul palco importante di Parigi. E dopo la tappa di Zurigo, per i fan italiani è subito festa. La tournée salperà negli States a giugno, per esplorare l’America Latina da luglio e chiudersi il 3 settembre a Porto Rico.
Con Lux Rosalía ha sfidato se stessa. Dopo il successo del precedente disco Motomami e della conseguente tournée, è tornata più ambiziosa e innovativa che mai.
Se con l’album di debutto Los Angeles del 2017 flirtava con il flamenco, per poi restare in un folk che si mescola all’hip hop in El mal querer del 2018 e scatenarsi con reggaeton condito di pop e sperimentazioni in Motomami, 2022, con Lux ha raggiunto una maturità epica che trascende il pop tracciando nuove rotte, tra opera lirica e spiritualità. Una sinfonia pop traboccante di idee, lingue ed espressioni, declinata in quattro movimenti.

Un concerto che reinventa il pop
Orchestrale, concettuale, strepitoso. Il debutto del Lux Tour ha suscitato frotte di recensioni entusiaste. Come un’apparizione, eccola emergere sul palco vestita da ballerina classica, in tutù e scarpette di raso. Alternando voli lirici a momenti di sfrenata esaltazione, Rosalía ha portato altrove i confini del pop.
Sulle punte, ha aperto il primo atto con un’aura minimalista e mistica, con la danza onnipresente, inanellando i brani del suo ultimo album, con Sexo, violencia y llantas e Reliquia. Con Berghain, travolgente omaggio al famoso club techno berlinese, ha conquistato il pubblico, prima di aprire la sezione dedicata a Motomami.
«Affrancata dai vincoli commerciali del pop globalizzato e dallo stereotipo della star latina (Shakira, Jennifer Lopez), Rosalía intraprende un percorso alternativo, con molteplici livelli di lettura», scrive Ouest-France dal concerto di Lione.
Come il suo album Lux, anche il concerto ha percorso 13 lingue (anche l’italiano, certo), con sottotitoli in francese per permettere al pubblico di comprendere il significato delle canzoni. Ricorrendo a ingegnosi tocchi scenografici, la trentatreenne catalana ha regalato uno spettacolo ricco, «meticolosamente curato e sorprendente», denso di riferimenti artistici e storici, da Munch a Gaudí, da Icaro alla Gioconda.
«Ancora una volta, Rosalía riesce a reinventare il concerto pop», commenta Numero. «Usciamo da quasi due ore di spettacolo sentendoci felici ed esausti, quasi estatici, come dopo un’esperienza liturgica. La scelta estetica è assoluta, e sarà molto difficile per qualsiasi altro artista che vedremo dal vivo quest’anno raggiungere il livello di questo balletto selvaggio e grandioso».

Uno spettacolo monumentale di pura genialità
«Rosalía: mon Dieu quel show!»: il titolo della recensione di Paris Match dice già tutto. «Lione è rimasta folgorata dalla qualità di un concerto dantesco, dove il Divino ha sfidato il Diavolo per un’ora e quarantacinque minuti. E che nessuno dimenticherà mai».
Sul palco Rosalía è circondata dai ballerini del collettivo artistico e coreografico francese La Horde. Dimenticate le trovate sfarzose dei concerti da superstar americane: la bellezza a volte si raggiunge con l’essenzialità. «La genialità de La Horde sta nel raggiungere grandi effetti con pochi elementi: un lenzuolo nero e pochi passi a volte bastano per creare scenografie incredibili».
Ad accompagnarla anche un’orchestra di circa venti elementi posizionata nella buca al centro della platea.
«Uno spettacolo al contempo sobrio e grandioso», che «trae ispirazione dai codici del teatro e dell’opera per rivitalizzare il pop contemporaneo», secondo Télérama. Senza eccessi ma viaggiando verso un’altra dimensione.

La scaletta di Rosalía in concerto a Milano
La previsione della scaletta della tappa di Milano all’Assago Forum, mercoledì 25 marzo, è sulla setlist dei concerti precedenti.
Ecco la scaletta del concerto di Parigi del 18 marzo.
- Ouverture
1° Acto
- Sexo, violencia y llantas
- Reliquia
- Porcelana
- Divinize (con elementi di Thank you di Dido)
- Mio Cristo piange diamanti
2° Acto
- Berghain
- Saolo
- La fama
- La combi Versace
- De madrugá
3° Acto
- El redentor
- Can’t take my eyes off you (cover di Frankie Valli)
- La perla
- Sauvignon blanc
- La yugular
Intermezzo
- Dios es un stalker
- La rumba del perdón
- CUUUUuuuuuute
4° Acto
- Bizcochito
- Despechá
- Novia robot
- Focu ’ranni
Bis
- Magnolias

I brani italiani di Rosalía
Due le canzone italiane incluse nell’album Lux che risuoneranno in un coro di voci nel concerto di Milano di Rosalía.
Mio Cristo piange diamanti, interamente in italiano, è quella che la cantautrice ha definito la sua «versione di un’aria». È ispirata al legame tra Santa Chiara e San Francesco d’Assisi ed è commozione. È brividi, è rivoluzione, è poesia. Forse il brano più bello del disco.
In Focu ’ranni invece osa addirittura cantare in siciliano, che si intreccia allo spagnolo, ancora una volta stupendo e stregando. Con dedica a Santa Rosalia, la patrona di Palermo, di cui l’artista catalana ha studiato la vita. Un’altra perla, un’altra conferma della rarità indispensabile di Rosalía in uno scenario pop che al suo confronto pare così striminzito e paludoso.