La prima sfilata di Giorgio Armani senza il Re è un tributo alla sua eleganza timeless
Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images

La prima sfilata di Giorgio Armani senza il Re è un tributo alla sua eleganza timeless

di Digital Team

La prima sfilata senza Giorgio Armani è un meraviglioso tributo alla sua eleganza che ha fatto scuola. A conferma che il ben vestire non muore mai

La prima, vera volta senza Giorgio Armani è stata la prova che il suo stile, detto “armaniano” per quanto peculiare, è destinato a resistere a tutto. Persino alla scomparsa del suo autore, che ha costruito un vocabolario capace di essere sempre attuale, oltre che coerente con chi ha preso il suo posto. Ovvero Leo Dell’Orco, adesso alla direzione creativa del brand, affiancato dal nipote nonché braccio destro Gianluca Dell’Orco. La nuova era del marchio italiano è solo più iridescente. 


Giorgio Armani AI26

Giorgio Armani Uomo Autunno/Inverno 2026

Come si legge nelle note alla sfilata uomo Autunno/Inverno 2026 di Giorgio Armani, «cangiante è sinonimo di iridescente, un aggettivo che descrive ciò che, pur rimanendo com’è, cambia a seconda dell’angolo di osservazione. Che si tratti di un’idea, di un segno o di un impasto di colori, non fa differenza». La casa di moda, oggi, è proprio questo: coerente ma pronta a vestire l’uomo del presente, e del futuro, senza temere il cambiamento. Lo stesso Signor Armani non ha mai avuto paura di proporre la sua versione più sofisticata del menswear, apportando modifiche dove e quando necessario, per non tradirsi. 

I dettagli della prima sfilata senza Giorgio Armani

Infatti, i capi proposti nella collezione uomo Autunno/Inverno 2026 di Giorgio Armani uniscono tagli sartoriali tipici del brand con dettagli moderni, creando silhouette scorrevoli ma sofisticate. La palette colori predilige toni discreti come grigio, blu e nero, arricchiti da tocchi di verde oliva, ametista e lapislazzuli. Questi colori, pur restando sobri, conferiscono profondità e movimento ai look. Mentre la presenza rilevante in passerella è stata la maglieria, morbida e texturizzata: alcuni pezzi, come i cardigan jacquard, sono stati realizzati grazie a una collaborazione con un altro brand italiano, Alanui, che compie 10 anni dalla sua fondazione.


Da sinistra: Leo Dell’Orco e Gianluca Dell’Orco

La nuova stagione alterna con maestria capi dal taglio classico a elementi più informali — come il denim in seta o il montone vellutato — dando vita a un guardaroba maschile che parla di continuità, così come di reinterpretazione dei propri codici. Che hanno fatto scuola, insegnato come si è eleganti secondo gli italiani, dimostrato che vestirsi bene è ancora possibile se a guidare nelle scelte è il buon gusto. Però, bisogna comportarsi allo stesso modo velluti, crêpe e ciniglie: mutare, in qualsiasi momento e senza preavviso, trovando un compromesso con tutto il resto. Affinché tutto sembri intatto, ma non lo sia fino in fondo.