Dal 1982, WP sceglie i migliori brand di abbigliamento del mondo e li porta in Italia
WP Lavori in Corso
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L’azienda Woolrich Woolen Mills in Pennsylvania, dove dal 1830 venivano prodotte le prime lane
WP Lavori in Corso
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Cover del catalogo Barbour del 1931. Il primo catalogo del brand risale al 1908
WP Lavori in Corso
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Cover del catalogo Woolrich del 1939
WP Lavori in Corso
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1964: Steve McQueen rappresenta il team degli Stati Uniti agli International Six Days Trials, gara motociclistica che quell’anno si svolgeva in Germania dell’Est. La squadra si fermò a Londra per acquistare a tutti i piloti giacche Barbour International, ritenute le più robuste e adatte a sopportare le intemperie allora in commercio
William Claxton
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Steve McQueen con la giacca Baracuta G9, creata nel 1937 e diventata in breve un’icona
WP Lavori in Corso
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Un’immagine per la campagna pubblicitaria Woolrich, probabilmente degli anni 70
Larry Fink, A/I 2004
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La strada che porta alla Woolrich Woolen Mills in Pennsylvania
WP Lavori in Corso
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La label che accompagnava le prime coperte di lana Penn-rich tra la fine dell’800 e i primi del ‘900
Larry Fink, 2004
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Foto di archivio con pezzi di stoffa di lana Woolrich
WP Lavori in Corso
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Copertina del catalogo Barbour del 1955
Era il 1982 quando a Bologna Giuseppe Calori e la figlia Cristina fondano WP Lavori in Corso, oggi uno dei maggiori gruppi internazionali di distribuzione e licenza di marchi di abbigliamento. La mission: portare in Italia i migliori brand del mondo; i criteri di scelta: autenticità, carattere e qualità, con un’attenzione particolare all’heritage, alla tradizione e alla storicità delle aziende. È così che arrivano Vans, Filson, Anna Sui, Pendleton e Columbia, per ricordare i più famosi nel tempo, e Woolrich John Rich & Bros., Woolrich Woolen Mills, Woolrich Penn-rich, Barbour, Baracuta, BD Baggies e Avoncelli, oggi.
18 anni appena, da pochi mesi al Chelsea e già nei cuori dello Stamford Bridge, ha talento incredibile e incisività. Nel futuro contenderà il Pallone d'oro al fenomeno del Barça?
Una mostra alle Gallerie d’Italia rilegge le Olimpiadi Invernali del 1956 come momento chiave nella costruzione dell’immagine pubblica del Paese, tra sport, media e identità nazionale