Cloud Dance, ovvero il bianco sporco, è il Pantone del 2026: dove l’abbiamo visto nelle collezioni menswear?
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Cloud Dance, ovvero il bianco sporco, è il Pantone del 2026: dove l’abbiamo visto nelle collezioni menswear?

di Giulio Solfrizzi

Lunga vita al bianco sporco, chiamato “Cloud Dance” nel 2026 per merito di Pantone. Ma l’avevamo già visto nelle sfilate uomo più importanti: ecco quali

Ebbene sì, sarà un anno in bianco. O, meglio, in Cloud Dance come vuole Pantone per il 2026. Abiti, accessori, oggetti d’arredo, mobili, auto e chi più ne ha più ne metta: tutto sarà tinto di questo nuovo bianco sporco, velato di grigio e azzurro. Impalpabile ma presente. Capace di cambiare carattere a seconda della luce e del contesto. In un’epoca segnata da contrasti forti, Cloud Dance si colloca in una zona di equilibrio. Ricorda il movimento lento delle nuvole spinte dal vento, e il suo simbolismo ruota attorno all’idea di transizione, sinonimo di un passaggio consapevole. Lo stesso che ha condotto dalle tonalità sgargianti a quelle sempre più sobrie.

Il significato di Cloud Dance, Pantone 2026

Cloud Dance rispecchia un desiderio collettivo di leggerezza emotiva. Dopo anni dominati da colori forti e dichiarativi, parla di sottrazione, di spazi vuoti che tornano ad avere valore. È il colore dell’attesa, della riflessione, ma anche della fiducia. Sulle superfici amplifica la sensazione di aria e profondità, mentre negli interni domestici crea ambienti avvolgenti, quasi meditativi. Non a caso è spesso associato a materiali opachi e tessuti morbidi: tutto concorre a costruire un’esperienza sensoriale discreta ma sofisticata. E anche nella moda il colore trova una narrazione coerente, perché è pensato per capi che durano, adattandosi a stili diversi. Indossarlo significa comunicare una sicurezza che non ha bisogno di eccessi. 

Ma noi avevamo già visto Cloud Dance nelle sfilate primavera estate 2026, prima che Pantone lo ufficializzasse

Maison Margiela

Proprio durante il debutto di Glenn Martens nel prêt-à-porter di Maison Margiela è apparso un look maschile (e poi tanti altri capi d’abbigliamento) che incarna a pieno lo spirito del Cloud Dance. Ovvero, uno smoking piuttosto irregolare, poiché incorporato di una sofisticata sciarpa e unito ad un paio di scarpe d’ispirazione ortopedica, o giù di lì. L’effetto, però, non è straniante e lo si deve alla tinta dolce che lo caratterizza. Non sembra un attacco, bensì una piccola, docile rivoluzione.

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Maison Margiela SS26

Bottega Veneta

Da Bottega Veneta, nella collezione primavera estate 2026, nonché la prima di Louise Trotter, il Cloud Dance appare in una decisamente comoda. Nonostante la camicia e i bermuda siano in pelle bianca, comunicano una coolness rilassata quanto conservatrice dell’eleganza italiana. È una versione inedita del fascino associato a questo colore. 

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Bottega Veneta SS26

Dolce&Gabbana

Sempre di rilassatezza e comodità parla Dolce&Gabbana, a tinte Cloud Dance. Tuttavia, cambia il design degli abiti – in questo caso più classicheggiante – e l’attitudine totalmente comfy, fino alle scarpe furry. Mentre i dettagli, come spille, boxer e ricami, restano protagonisti nonostante altre tonalità diverse dal bianco non siano contemplate in alcun modo.

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Dolce&Gabbana SS26

Dior

Spazio, poi, alla moda architettonica di Dior by Jonathan Anderson. Anche questo direttore creativo debuttante a capo della Maison ha scelto il Cloud Dance, prima che si conoscesse il suo nome. Ma per la casa di moda francese è tutta una questione di nostalgia, tra colletti resi accessorio (già cult) e pantaloni vagamente simili alle celebri gonne degli abiti firmati Dior nel secolo scorso. Chic all’ennesima potenza.

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Dior SS26

Prada

Da Prada, Miuccia e Raf Simons parlano un linguaggio astratto e al contempo lineare. I due direttori creativi procedono indubbiamente per sottrazione, ma aggiungono elementi negli outfit per amplificarne – a piccole dosi – il fascino. Com’è avvenuto con la giacca tecnica color Cloud Dance, in contrasto con il marrone e il blu notte. 

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Prada SS26

Giorgio Armani

Invece, di eleganza classica ma destrutturata si è parlato nell’ultima collezione di Giorgio Armani, firmata dall’omonimo stilista. Re dell’eleganza, iniziatore del Made in Italy per come lo conosciamo oggi, alleato di una moda che sussurra e non punta sull’apparire. Il bianco detto Cloud Dance è da sempre nelle corde del marchio, tant’è che si potrebbe dire che Pantone si sia lasciata ispirare dalla sfilata primavera estate 2026 di Armani per decretare il colore dell’anno.

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Giorgio Armani SS26