Louis Vuitton A-I 2026: Pharrell Williams e il ritorno al guardaroba timeless
Per la collezione autunno-inverno 2026 Pharrell Williams per Louis Vuitton immagina una casa modulare ideale per accogliere il guardaroba classico del domani
I francesi dicono “remettre l’église au centre du village”, che, traslando, significa fare ordine, ma anche riportare tutti coi piedi per terra. Per la collezione autunno-inverno 2026 Pharrell Williams, direttore creativo di Louis Vuitton, fa lo stesso, ma parte dalla casa e la mette al centro di tutto. Immagina quella del domani e la chiama Drophouse: modulare di legno e vetro, immersa in un giardino ideale, con chiari richiami architettonici alle ochaya, le tea house giapponesi; infatti è stata realizzata in collaborazione con lo studio nipponico Not A Hotel, realtà che sviluppa anche abitazioni di villeggiatura in multiproprietà realizzate da archistar.

Per il designer è lo scenario perfetto per raccontare il concetto di timeless, qualcosa che non subisce le influenze del tempo, che non si fa confondere dai trend. Passato e futuro convivono, ciò che sembra tradizionale nasconde innovazione, mentre ciò che sembra tecnico all’apparenza è fatto con materiali che esistono da sempre. Così come la casa rappresenta l’ambiente familiare, anche gli abiti portano in passerella le basi del guardaroba maschile, ma evolute. Completi strutturati con spalle sharp e pantaloni ampi sul fondo, cappotti da dandy con collo a fiocco oppure classici tempestati di cristalli che sembrano gocce d’acqua e impermeabili con grandi tasche di pelliccia.
Se da un lato si guarda alla tradizione dall’altro c’è lo sportswear di lusso caro a Pharrell: fleece jacket, t-shirt di vicuña sovratinta, il visone trattato per sembrare spugna e puffer jacket logate con il monogram. Nonostante la collezione voglia esprimere l’intimità di casa (l’invito era un paio di pantofole di pelle) e un guardaroba atemporale, risulta un pò fredda e gli aspetti più interessanti legati alle sperimentazioni applicate ai tessuti, come quelli classici e modellabili grazie ai filati con l’alluminio o i termoadattivi e impermeabili di seta o chambray, non sono immediatamente riconoscibili.





