Il cantautore anglo-libanese è icona dandy, elegante, professionale, mai banale
Foto di Stuart Wilson/Getty Images per Guinness
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Mika al Morrison hotel di Dublino prima di esibirsi in occasione della festività dell’Arthur’s Day, il 27 settembre del 2012. La ricorrenza è in onore di Arthur Guinness, l’inventore dell’iconica birra irlandese.
SEBASTIEN BOZON/AFP/Getty Images
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Mika nel 2010
David Cannon/Getty Images for Laureus
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Mika in concerto nel 2010 all’Emirates Palace Hotel di Abu Dhabi
Stuart Wilson/Getty Images per Guinness
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Mika al Morrison hotel di Dublino prima di esibirsi in occasione della festività dell’Arthur’s Day, il 27 settembre del 2012. La ricorrenza è in onore di Arthur Guinness, l’inventore dell’iconica birra irlandese
Foto di Stuart Wilson/Getty Images per Guinness
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Mika al Morrison hotel di Dublino prima di esibirsi in occasione della festività dell’Arthur’s Day, il 27 settembre del 2012. La ricorrenza è in onore di Arthur Guinness, l’inventore dell’iconica birra irlandese
THOMAS SAMSON/AFP/Getty Images
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Mika durante il "Concert pour tous!" il 21 Maggio 2013 in Piazza della Bastiglia a Paris
Mika si è imposto come nuova rivelazione dell’anno. Acclamato dal pubblico e dalla critica, adorato dalle donne sebbene dichiaratamente gay, questo cantautore libanese naturalizzato inglese ha conquistato proprio tutti. Icona maschile sì, perché oltre a spiccare per preparazione mentre giudica i nuovi talenti in X-Factor, Mika è anche un nuovo sex symbol che affascina il gentil sesso con il suo mix di eleganza british e naturalezza.
Il look fa di certo la differenza: elegante ma mai eccessivo, incarna il dandy moderno. I suoi completi sfoggiano sempre un taglio impeccabile ma vengono sdrammatizzati da dettagli eccentrici, come i colori sgargianti o i papillon colorati o l’abbinamento con sneakers (che colleziona) assolutamente originali.
18 anni appena, da pochi mesi al Chelsea e già nei cuori dello Stamford Bridge, ha talento incredibile e incisività. Nel futuro contenderà il Pallone d'oro al fenomeno del Barça?
Una mostra alle Gallerie d’Italia rilegge le Olimpiadi Invernali del 1956 come momento chiave nella costruzione dell’immagine pubblica del Paese, tra sport, media e identità nazionale