Arvid Lindblad, il ragazzino della Formula 1 che sfiderà Kimi Antonelli
Mentre Kimi fa sognare, un altro talento d’oro studia da grande. Britannico con Svezia e India nel cuore, unico esordiente del Circus, già battagliava con l’italiano ai tempi dei kart. Sarà un testa a testa
Dopo una stagione di debutto in Formula 1 sofferta, di ori e dolori, Kimi Antonelli allarga ora il suo sorriso più bello, dalla vetta della classifica piloti. Ma c’è un altro ragazzino terribile che silenziosamente, più indietro, sta attirando le attenzioni del Circus. 18 anni appena, volto nuovo del team Racing Bulls, Arvid Lindblad è l’unico esordiente sulle griglie di partenza della F1 targata 2026. Sul suo casco tre bandiere diverse, britannica, indiana e svedese, fregio del suo vivace background multiculturale. Lewis Hamilton il suo punto di riferimento, papà Verstappen come scopritore.
Astro nascente che già a Melbourne ha mostrato tutto il bene che si dice di lui, Arvid Lindblad sarà lo sfidante di Kimi nel futuro non troppo distante?

Subito in mischia, senza timori reverenziali
41 il numero della monoposto di Arvid Lindblad. Con quel 41 che somiglia vagamente ad AL, le sue iniziali. È dal 2012 che un pilota indiano non gareggia in Formula 1, dai tempi di Narain Karthikeyan, e ora il diciottenne britannico di origini indiane e svedesi ha dalla sua i cuori di mezza India. Uno dei suoi desideri? Che venga ripristinato il Gran Premio d’India.
Intanto il rookie della scuderia di Faenza in pista sciorina, oltre al talento, una determinazione da veterano e zero timore reverenziale. Al gran premio d’Australia, primo della stagione, si è guadagnato un bel «imbecille» da Max Verstappen, per avergli chiuso la pista con fermezza sulla pit lane. Il novellino non se ne è crucciato granché e, a fine gara, ha affermato fieramente di aver «dimostrato quello che so fare». Ma senza spavalderia: «Ho molto rispetto per i piloti più esperti, che hanno fatto un lavoro straordinario, ma non ho intenzione di cedere loro il posto».

Con l’ottavo posto ottenuto all’Albert Park, ha conquistato 4 punti al suo esordio mondiale, diventando il terzo pilota più giovane di sempre a fare punti in Formula 1, a 18 anni e 7 mesi. Prima di lui? Ci sono proprio Kimi Antonelli, che l’anno scorso fu subito quarto, anche lui a Melbourne (a 18 anni, 6 mesi e 19 giorni), e Verstappen, settimo in Malesia nel 2015 (a 17 anni, 5 mesi e 27 giorni).
Quando si iniziò a vociferare del suo passaggio in F1, qualcuno si è chiesto se non fosse troppo avventato. Arvid rispose: «Non so se sono pronto, ma credo in me stesso e troverò un modo». Con quel suo fare deciso e spontaneo, col sorriso, che riflette il suo stile di guida, di istinto e rigore. «Ho fatto carriera molto velocemente, ho scalato rapidamente i ranghi, quindi sono abituato a essere buttato nella mischia e a dover trovare una soluzione da solo».

Il talento precocissimo di Arvid Lindblad
Arvid Lindblad aveva appena 3 anni quando suo padre, svedese in Inghilterra e appassionato di motocross, gli regalò una moto. Il suo idolo in MotoGp? Marc Marquez. La mamma, indiana da genitori del Punjab trasferitisi nel Regno Unito, lo indirizzò invece verso le quattro ruote, a suo dire più sicure. E già a 5 anni il bimbetto inglese dal sangue variopinto correva sui kart al Daytona Sandown Park nel Surrey e a 7 partecipava alle competizioni ufficiali.
Per il piccolo Arvid è stato un continuo anticipare i tempi, trascorrendo un solo anno in ciascuna categoria junior, saltando subito al livello successivo, verso la F1. Ad appena 13 anni era già nel Red Bull Junior Team, il vivaio che prepara i migliori prospetti per un futuro da pilota Red Bull. Da lì sono usciti Sebastian Vettel e Max Verstappen.

Nel 2023 era in Formula 4. Nel 2024, con il trionfo a Silverstone, è diventato il più giovane vincitore di una gara di F3. È stato anche l’anno della sua prima volta alla guida di una vettura di Formula, a settembre, al volante della Red Bull RB8 durante uno show run a Houston. «È stato davvero fantastico», disse entusiasta. «Ho guidato la RB8, la vettura che vinse il Campionato del Mondo nel 2012. Già questo è fantastico. È la stessa auto che guardavo in tv quando mi sono innamorato di questo sport».
Arvid Lindblad è il pupillo di Helmut Marko, il talent scout della Red Bull.
L’ottobre scorso, al gran premio di Città del Messico di F1 che ha visto la presenza di molti esordienti nella prima sessione di libere, Arvid è stato quello a brillare di più. «È stato il debuttante più veloce. Anche il suo feedback tecnico è stato impressionante. Siamo molto contenti di lui», aveva esultato Marko. Sapeva già di imprimatur.
Una curiosità? È stato Jos Verstappen, il papà di Max, a notare per primo il talento di Arvid nel karting e a segnalarlo a Helmut Marko.

Arvid vs Kimi: la storia si ripete
A inizio marzo, nel debutto di Melbourne, Arvid Lindblad è partito alla grande, trovandosi subito terzo e ingaggiando un testa a testa con la Ferrari di Lewis Hamilton. «Pura follia», dichiarò a fine gara. Il sette volte campione del mondo, unico pilota nero nella storia della Formula 1, è fonte d’ispirazione per il talentino britannico.
Tra una battaglia muso a muso con Hamilton e un confronto senza guanti bianchi con Verstappen, Arvid tra le monoposto studia da grande. Ma prima o poi dovrà studiare anche per ottenere la patente di guida. E sì, come fu per Kimi Antonelli, anche il ragazzo d’oro della Racing Bulls deve ancora affrontare l’esame per guidare su strade da comuni mortali. «Ci sto lavorando ma, a dire il vero, sono stato un po’ impegnato e sono un po’ pigro», ha raccontato lui. «Taxi e Uber sono più accessibili, quindi non è necessario avere un’auto propria. Ma non posso permettermi di farmi accompagnare da mia madre ancora a lungo».

Su richiesta della Red Bull, a Lindblad è stata concessa una Super Licenza Fia, come fu nel 2024 per Kimi per gareggiare in Mercedes.
Se è saltato di livello in livello velocemente, Arvid però non ha saltato la scuola. La mamma è stata chiara: sì alle corse, ma solo a fronte di buoni voti. E così è stato.
Era l’anno 2021 e, in un video oggi diventato virale, Arvid, che all’epoca correva sui kart, si avvicinava al pilota di Formula 1 della McLaren Lando Norris dicendogli: «Lando, ricordati di me, ci vediamo tra 5 anni». Promessa mantenuta.
Un anno più grande di lui, con una stagione in F1 di vantaggio e le prime pole e vittorie, Kimi Antonelli è stato un riferimento e rivale ricorrente per Arvid, con cui gareggiato già dai tempi dei kart, a 11 anni. «Lo rispetto moltissimo. Penso che sia davvero talentuoso e che si meriti le opportunità che gli sono state date», ha detto il britannico. «Alcune delle nostre sfide, nel corso degli anni, sono state tra le più divertenti che abbia mai vissuto. È l’unico contro cui ho dovuto dare il massimo per batterlo. È sicuramente il pilota che mi ha fatto spingere di più».
Il destino è già scritto, c’è solo da determinare quando: Kimi contro Arvid sarà il vero duello del futuro.