200 anni di fotografia: le mostre da vedere nel 2026
Alone Street (2018 - 2019) © Gregory Crewdson

200 anni di fotografia: le mostre da vedere nel 2026

di Elena Bordignon

L’anno 2026 segna i 200 anni dalla nascita della fotografia, anniversario convenzionalmente fatto risalire al 1826 con la realizzazione della celebre “Vista dalla finestra a Le Gras” di Joseph Nicéphore Niépce. Una selezione di mostre imperdibili.

Parigi omaggia il corpo, la moda e l'arte in fotografia

Per i festeggiamenti del Bicentenario della Fotografia, Parigi promuove una ricca stagione espositiva. La Bibliothèque nationale de France (BnF) partecipa alle celebrazioni dedicate al bicentenario con Dans le plus simple appareil. 200 ans de photographies de nus (fino al 18/07/27). L'esposizione esplora due secoli di storia del nudo fotografico, ripercorrendo l'evoluzione del corpo, delle estetiche, dello sguardo e dei codici sociali e artistici dalle origini del medium fino alla contemporaneità attraverso i tesori del Cabinet des Estampes et de la Photographie.
Fino al 17 gennaio 2027, la Maison Européenne de la Photographie presenta la mostra PENN & FASHION, un omaggio a Irving Penn, uno dei fotografi più influenti del Novecento. Con un’opera sempre all'avanguardia, Irving Penn (Plainfield, 1917 – New York, 2009) ha lasciato un segno profondo nella storia della fotografia di moda grazie alla sua collaborazione con la rivista Vogue, durata oltre sessant'anni. La sua estetica raffinata, così come la sua eccezionale padronanza della composizione, hanno influenzato generazioni di fotografi.
Ha per titolo Remember Me la grande mostra collettiva che ospita, dal 7 ottobre al 18 gennaio 2027, la Bourse de Commerce - Pinault Collection in occasione del bicentenario. Remember Me riprende il titolo dell'iconica opera di Barbara Kruger Untitled (Remember me). La mostra riunisce circa 700 opere di oltre 70 artisti internazionali provenienti dalla Collezione Pinault, tracciando un percorso attraverso la storia, la memoria e l'impatto del linguaggio fotografico. Tra i grandi nomi in mostra figurano artisti del calibro di Man Ray, Wolfgang Tillmans, Cindy Sherman e Dorothea Lange.

A Londra: dal pittoricismo alle comunità LGBTQ+, passando per il genio di William Eggleston

Anche Londra offre interessanti mostre per questo importante anniversario. La Tate Modern, dal 18 ottobre al 21 febbraio 2027, ospita Light and Magic - The birth of art photography: la prima grande mostra che ha come focus il "pittorialismo", il movimento fotografico internazionale sviluppatosi alla fine del XIX secolo con l'obiettivo di elevare la fotografia al rango di arte maggiore, alla pari della pittura e della scultura. La mostra alla Tate Modern riunisce oltre 200 stampe rare di oltre 80 artisti da Seul a Sydney, da New York a Città del Capo e dal Brasile a Singapore, per offrire uno sguardo nuovo e inclusivo sulla storia della fotografia.
Ci spostiamo sul contemporaneo con la mostra che la National Portrait Gallery dedica a Tim Walker dal titolo Tim Walker’s Fairyland: Love and Legends: una grande retrospettiva interamente focalizzata sulla cultura, la storia e la comunità LGBTQ+. La mostra, aperta dal 9 ottobre al 7 febbraio 2027, ospita 250 ritratti inediti realizzati nell'arco di circa cinque anni. Sono tante le grandi icone culturali e figure internazionali immortalate da Walker: Lady Gaga, Björk, Boy George, Hunter Schafer e Jean Paul Gaultier, accanto a oltre cinquanta attivisti, storici militanti del Gay Liberation Front, operatori sanitari e performer della scena underground.
Ha per titolo All that goes unnoticed la grande retrospettiva che The Photographers' Gallery — dal 14 ottobre al 21 febbraio 2027 — dedica a William Eggleston. L’esposizione è pensata per celebrare il 50° anniversario di William Eggleston’s Guide (1976), il catalogo e la storica mostra al MoMA di New York curata da John Szarkowski che sancirono la nascita della fotografia a colori come forma d'arte autonoma e museale. La mostra esplora il celebre approccio di Eggleston, autodefinitosi «at war with the obvious» («in guerra con l'ovvio»). La sua ricerca trasforma l'ordinario e l'invisibile — le periferie del Sud degli Stati Uniti, i locali e i bar lungo la strada, i dettagli domestici, i segnali stradali — in soggetti di pari dignità visiva, rivelandone la bellezza.

Quattro grandi nomi della fotografia in Italia: le mostre da non perdere

In Italia, nel mese di ottobre ci sono molte proposte espositive dedicate ai grandi maestri della fotografia. CAMERA a Torino, dal 17 ottobre al 7 febbraio 2027, ospita la mostra Letizia Battaglia. L'opera, 1970–2020: una ricognizione antologica dedicata all'iconica fotografa palermitana. La mostra esplora sia l'impegno sociale e politico della Battaglia attraverso la cronaca degli anni di piombo e della mafia, sia la sua ricerca visiva più intima e poetica.
La Fondazione Magnani-Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma) ospita Man Ray: Tutto, mostra che approfondisce la poliedricità dell'artista americano attraverso oltre 250 opere, superando la sola celebrità della sua produzione fotografica per restituire la visione d'insieme del suo percorso Dada e Surrealista. A differenza di molte altre mostre dedicate al grande artista, Man Ray: Tutto ha il merito di dare pari dignità a tutte le discipline da lui praticate: fotografia, pittura, scultura, design, grafica, editoria, cinema.
Dal 10 ottobre al 17 febbraio 2027, i Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia fanno da cornice alla mostra Gregory Crewdson. Eveningside. Le fotografie di Crewdson sono allestite come veri e propri set cinematografici su grande scala, avvalendosi di troupe di professionisti, complessi impianti d'illuminazione, effetti atmosferici artificiali (nebbia, pioggia, foschia) e attori. La mostra a lui dedicata è articolata seguendo la trilogia fotografica concepita da Crewdson nell'arco di un decennio (2012–2022), tracciando l'evoluzione visiva e narrativa dell'autore attraverso oltre cinquanta scatti iconici. Al centro della sua ricerca visiva vi è l'esplorazione del realismo magico e dell'inquietudine strisciante sottesa alla vita di provincia americana, cristallizzata in istanti carichi di suspense e sospensione narrativa.
Ospitata al Museo Civico San Domenico di Forlì, la retrospettiva Lee Miller. Opere 1930-1955 ripercorre la vicenda umana e artistica dell’autrice attraverso oltre 160 scatti provenienti dai Lee Miller Archives. L'esposizione documenta ogni sfaccettatura del suo talento: dalle sperimentazioni surrealiste parigine condivise con Man Ray fino all'eleganza degli scatti di moda e ai celebri ritratti di artisti come Picasso ed Ernst. Il percorso si concentra sulla sua intensa attività tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento, ponte ideale tra gli Stati Uniti, l’Europa, dove decide di stabilirsi, prima a Parigi e poi in Inghilterra, e anche l’Africa dove trascorre alcuni anni della sua intensa vita. Un rilievo centrale è affidato ai reportage storici della Seconda Guerra Mondiale realizzati come corrispondente di Vogue: testimonianze crude del conflitto e della liberazione dei campi di concentramento. La mostra è visitabile fino al 10 gennaio 2027.