Le mostre che valgono davvero un viaggio in Europa
Tempo di viaggi nelle capitale europee, mete privilegiate perché dense di storia, cultura e bellezza. Ma anche città propositive che offrono occasioni imperdibili per visitare grandi mostre.
Berlino, Parigi, Vienna e Venezia: città dall’indiscutibile bellezza che in questo mese offrono l’occasione per scoprire grandi nomi della storia dell’arte contemporanea. Dall’immersione pittorica di Cecily Brown a Londra all’ironia pungente dell’immaginario di Richard Prince a Vienna, dal genio di Calder a Parigi alle forme assolute di Brancusi. Mostre strepitose che valgono il viaggio!
Il mondo pittorico e passionale di Cecily Brown a Londra
Ha per titolo Picture Making, la mostra che raccoglie la recente produzione di Cecily Brown (1969) – una delle pittrici più importanti del panorama contemporaneo – ospitata fino al 6 settembre 2026 alla Serpentine di Londra. Londinese di nascita ma di casa a New York da oltre 30 anni, l’artista inglese si è affermata per il suo approccio unico alla pittura, caratterizzato da pennellate vigorose, un vivido senso del colore e composizioni dinamiche. Picture Making riunisce opere ispirate alla posizione privilegiata di Serpentine a Kensington Gardens, un luogo di particolare importanza per l’artista. I temi della natura e della vita nei parchi hanno a lungo plasmato le ricerche formali di Brown e, per la sua mostra alla Serpentine, l’artista rivisita soggetti a lei cari come coppie innamorate, ambientazioni boschive e suggestive passeggiate nella natura.
Il genio di Calder alla Fondation Louis Vuitton a Parigi
La mostra ripercorre mezzo secolo dell’attività creativa e geniale dello scultore Alexander Calder. All’interno della ‘spettacolare’ architettura della Fondation Louis Vuitton – progettata da Frank Gehry – è allestita fino al 16 agosto 2026 la mostra Calder. Rêver en Equilibre. L’esposizione abbraccia la carriera dell’artista dalla fine degli anni ’20 e dalla prima messa in scena degli spettacoli del Cirque Calder che affascinarono l’avanguardia parigina, fino alle sculture monumentali che ridefinirono l’arte pubblica negli anni ’60 e ’70. La mostra è arricchita dai contributi dei contemporanei di Calder. Opere degli amici dell’artista quali Jean Arp, Barbara Hepworth, Jean Hélion e Piet Mondrian, così come di Paul Klee e Pablo Picasso, dialogano con la radicale inventiva di Calder all’interno del movimento d’avanguardia. La mostra si arricchisce di 34 fotografie scattate da alcuni dei più importanti fotografi del XX secolo – tra cui Henri Cartier-Bresson, André Kertész, Gordon Parks, Man Ray, Irving Penn e Agnès Varda – che mostrano un artista in bilico tra arte e vita.

A Venezia per celebrare la grande collezionista Peggy Guggenheim
Dal 25 aprile, la Collezione Peggy Guggenheim presenta la prima (e più grande) mostra mai realizzata, dedicata a una delle figure più memorabili e carismatiche dell’arte contemporanea. Peggy Guggenheim (1898-1979) è stata una delle più influenti collezioniste e mecenati d’arte del XX secolo, fondamentale nel promuovere l’arte moderna e l’espressionismo astratto. La mostra celebra l’avventura londinese della collezionista e della sua prima galleria, Guggenheim Jeune, attiva a Londra tra il 1938 e il 1939. L’esposizione mette a fuoco un periodo cruciale che contribuì a definire la Guggenheim come collezionista e mecenate, mettendo in evidenza la rete di influenze e amicizie – da Marcel Duchamp a Mary Reynolds a Samuel Beckett – che ne plasmarono la visione.
Lo sguardo ironico di Richard Price all’Albertina Museum di Vienna
Con ironia, umorismo e uno sguardo acuto, l’artista newyorkese Richard Prince (1949) svela l’immaginario della società dei consumi. L’artista si occupa dei codici visivi e delle finzioni della cultura popolare statunitense sin dagli anni ’70, indagando i meccanismi dell’autorialità, dell’originalità e della rappresentazione mediatica. Dal 17 aprile al 16 agosto 2026, l’Albertina Museum dedica a Richard Prince un’importante mostra che copre il periodo dagli anni ’70 a oggi, dando particolare risalto alla sua opera fotografica, suo mezzo espressivo principale. L’esposizione presenta serie iconiche come Fashion, Gangs e Cowboys, oltre a opere raramente esposte e finora inedite: dalle sue innovative rifotografie di motivi pubblicitari e immagini autobiografiche della campagna dello stato di New York, fino a complessi collage realizzati con materiali di recupero.
La ricerca della forma ideale di Brancusi a Berlino
La Neue Nationalgalerie ospita, fino al 9 agosto 2026, la prima grande mostra dedicata a Constantin Brancusi (1876–1957). Con più di 150 sculture, fotografie, disegni, film e materiali d’archivio raramente esposti provenienti dal Centre Pompidou e da altre collezioni pubbliche e private internazionali, la mostra offre la più ampia panoramica finora realizzata sull’opera poliedrica di Brancusi. Riducendo le forme alla loro essenza, l’artista si affermò come pioniere dell’astrazione scultorea all’inizio del XX secolo. La sua continua ricerca delle forme ideali e ‘assolute’ si riflette nella continua elaborazione di alcuni motivi centrali e nel suo uso ludico di materiali e superfici differenti. In mostra, oltre a opere chiave come “Il bacio”, “Uccello nello spazio”, “Musa addormentata” e “Colonna infinita”, è presente anche una ricostruzione parziale del leggendario studio di Brancusi, esposto fuori Parigi per la prima volta dalla sua donazione allo Stato francese nel 1957.







