Novecento compie 50 anni: il capolavoro di Bertolucci rivive in una mostra evento a Parma

Novecento compie 50 anni: il capolavoro di Bertolucci rivive in una mostra evento a Parma

di Giuliana Parabiago

Novecento, il film di Bernardo Bertolucci compie cinquant’anni e una mostra, a cura di Gabriele Pedullà e della casa editrice Electa, al Palazzo del Governatore di Parma fino al 26 luglio, lo racconta tra appunti, schizzi, studi, progetti, video inediti, curiosità, aneddoti.

Novecento è una delle pellicole più lunghe di sempre (più di cinque ore) che racconta ‘il secolo breve’. Una produzione durata un anno, la troupe praticamente aveva ormai una seconda vita: ’vivere e filmare coincisero’. Un’ambientaziine circoscritta a Parma e provincia che testimonia il legame fortissimo con il territorio ma assume nello stesso tempo un senso ben più universale: un mondo agricolo ancestrale che sta scomparendo, un cast e una troupe che ha mescolato senza remore attori di cinema e di teatro a non professionisti: Robert De Niro, Gérard Depardieu, Alida Valli, Stefania Sandrelli, Burt Lancaster, Donald Sutherland, Romolo Valli, Laura Betti, Stefania Casini, Sterling Hayden, Dominique Sanda, presente all’inaugurazione, emozionatissima, e poi per la colonna sonora Ennio Morricone.

@Lorenzo Melegari

Un film che è stato amato subito, che ha acceso polemiche, che non ha mai lasciato indifferenti che ha portato Steven Spielberg a dire:’non ho mai avuto la possibilità di diventare Bernardo Bertolucci, perché c’era spazio per uno solo.’ L’esposizione di Parma accompagna dalla genesi del film al suo svilupparsi, immergendo nella lettura che coinvolge arte, politica, letteratura, storia, musica in un intreccio narrativo indistricabile. Quotidianità di vita e quotidianità di set, ma anche il famoso derby fra la troupe di Bertolucci e quella di Pasolini, che giravano nella stessa zona e nello stesso tempo Novecento e le 120 giornate di Sodoma, non importa chi vinse, ma non si trattò di un incontro amichevole.


Per la prima volta sono stati aperti gli archivi da cui vengono centinaia di fotografie, pensieri, testimonianze, studi. “Tutto il materiale è in via di digitalizzazione presso la Cineteca di Bologna” -racconta Valentina Ricciardelli cugina di Bernardo Bertolucci, giornalista ora Presidente della Fondazione- “sta per uscire anche un documentario girato da Luca Guadagnino e un film con la sua ultima sceneggiatura girato da Andrea Pallaoro”. Tutto il materiale è stato trovato anche qualcosa che lo stesso Bertolucci pensava definitivamente perduto come il video della morte de maiale girato da adolescente avrá una sede stabile a Parma.


Strategica la figura della costumista, Gitt Magrini che aveva lavorato con Antonioni, Malle, Girardi, Truffaut, Ferreri e apprezzatissima per il suo metodo: non si fermava al bozzetto, ma costruiva l’abito addosso all’attore, proprio come fosse una scultrice, adattandolo ai movimenti di scena, al personaggio. Sua l’idea delle rane sul cappello di Olmo bambino, il velo lunghissimo che danza con Dominique Sanda, i cappotti dei borghesi con il collo di pelliccia…del resto suo era anche l’indimenticabile cappotto di cammello un po’sgualcito che h reso Marlon Brando indimenticabile min Ultimo tango a Parigi.