Nicolò Filippucci: un esordio consapevole
Semifinalista (vincitore mancato per tanti) ad Amici 2025, il cantautore umbro sarà tra i quattro artisti in gara nella sezione Nuove Proposte del Festival di Sanremo. «Cosa farei se non fossi impegnato con la musica? Studierei Medicina per diventare chirurgo».
«Salire sul palco dell’Ariston è qualcosa che fatico a realizzare. Mancano tre settimane, sento un’emozione fortissima, tanta adrenalina e molta tensione; quella bella che mi tiene acceso e mi spinge a dare tutto. Oltre a una gratitudine enorme: cantare su quel palco a 19 anni è già una vittoria e non vedo l’ora di godermi ogni secondo». Prima che dalle parole, l’entusiasmo di Nicolò Filippucci per il debutto al Festival di Sanremo (24-28 febbraio) spicca dal sorriso radioso che si accende appena inizia a raccontare e non si spegne mai, in questa mattinata intensa trascorsa sul set fotografico di Icon. Eliminato in semifinale ad Amici a maggio, il cantautore di Corciano, meno di 15 km da Perugia, ha già pubblicato un ep di successo (Un’ora di follia, Warner Music) e a Sanremo Giovani ha conquistato il pass per le Nuove Proposte con Laguna.
La tua power ballad ha superato il milione di stream in poche settimane: cos’ha di speciale?
«Quella malinconia che nasce dal desiderio di ripercorrere una storia ormai finita; a quanti di noi capita di provarla! È un piccolo viaggio senza filtri nei ricordi, fatto di nostalgia, sincerità, fragilità, in cui è facile riconoscersi».

Se fossi un Big, nella serata delle cover con chi ti piacerebbe duettare?
«Giorgia, Marco Mengoni, Tiziano Ferro: difficile scegliere, sogno di cantare con tutti e tre. Proprio di Ferro è una delle esibizioni del Festival che mi sono rimaste più impresse. Il silenzio in salotto e quella voce che mi colpisce subito sulle note di Almeno tu nell’universo. Era il 2020: ancora oggi, ascoltare quel capolavoro mi riporta davanti alla tv, circondato dalla mia famiglia».
Ti sei diplomato al liceo scientifico la scorsa estate: cosa faresti se non fossi entrato nel mondo nella musica?
«Studio volentieri, da privatista sono riuscito a superare gli esami di maturità (80/100, ndr) nonostante avessi trascorso l’intero anno scolastico nel talento show di Canale 5. Probabilmente avrei continuato all’università: corso di laurea in Medicina per diventare chirurgo, forse cardiochirurgo».
In un anno ti sei trovato la vita stravolta: tu sei cambiato?
«Sono più consapevole e maturo, ma sono la stessa persona. Amici storici e abitudini identiche, la differenza sta solo nel domicilio: mi sono trasferito a Milano, con un coinquilino».

La tua parola d’ordine?
«”Rispetto”. Parlo spesso di amore nei miei testi e credo che non esista amore senza rispetto: della persona che abbiamo accanto, dei propri spazi e delle proprie esigenze. Però il rispetto non riguarda solo la relazione sentimentale, è imprescindibile in tutto, da quando ci svegliamo a quando ci addormentiamo».
Le notizie riportano di continuo bullismo, baby gang, dipendenze: come vedi la tua generazione?
«Mi sembra che si stia attivando molto più e penso che affrontare questi argomenti in classe aiuterebbe tantissimo i ragazzi a prendere coscienza proprio del rispetto. Bisogna educare le persone, di qualsiasi età, al rispetto».
Hai una voce fuori dal comune: quando te ne sei accorto?
«Da piccolo, anche grazie alla mamma, che ha sempre suonato il piano per passione (Nicolò è alla tastiera nella clip di Laguna, essenziale ma intensa, quasi 300 mila views, ndr). Ho cominciato con la chitarra; ero ancora alle Elementari e sono entrato nel coro delle voci bianche del conservatorio “Morlacchi” di Perugia. Abbiamo sempre respirato musica in casa: mio nonno paterno, che non ho conosciuto e faceva altro, ha scritto canzoni per lo Zecchino d’oro e sono cresciuto con Beethoven e Chopin perché mio fratello, maggiore di 4 anni, ha studiato pianoforte. Abita a Roma e produce musica elettronica. Collaborare? Chissà, sicuramente ci completiamo».

Hai anche un fisico d’atleta: 189 cm per 86 kg di muscoli, che sport pratichi?
«Vado in palestra minimo tre volte a settimana, anche perché altrimenti il personal trainer si arrabbia e, quando torno in Umbria, gioco a tennis. Però ho alle spalle quasi 10 anni di pallanuoto a livello nazionale ed europeo e un po’ di pallavolo nelle Giovanili della leggendaria Sir di Perugia. Con la prima squadra ho festeggiato sul palco la vittoria della Champions League a giugno».
Oltre che sul palco, ti muovi bene davanti all’obbiettivo: è la tua prima volta come modello?
«Sì e non so perché non mi senta in imbarazzo (sorride, ndr). È un’esperienza divertente e interessante: la moda mi piace e cerco sempre di rendere personale i miei outfit. Basta un dettaglio».
Del tipo?
«Una camicia dal taglio originale o qualsiasi piccola cosa che dia all’occhio. Vale anche per gli accessori non porto gli orecchini, ma collane e anelli, sì. A uno tengo in particolare: me l’ha regalato mia zia, l’aveva comprato in Grecia, e non me ne separo mai, è questo sull’anulare destro».

Il tuo look preferito?
«Direi smart casual con un tocco urbano. Non indosso la giacca dell’abito, ma adoro il pantalone classico, magari leggermente over, che cade bene sulla scarpa. Anzi, sullo stivale a punta, con anche un po’ di tacco».
Non esci mai di casa senza…?
«Avere sistemato i capelli finché non vengono come dico io: sono veramente fissato. Oggi sono arrivato qui con i ricci naturali come al solito e mi avete fatto un restyling completo, tra phon e mousse. Forse era lacca o gel, comunque il risultato è sorprendente: all’inizio non capivo se mi vedessi bene; adesso, più guardo le foto, più questo nuovo look mi convince».
Guarda qui il video del backstage
Photography: Giampaolo Sgura, Video: Francesco Parrella, Styling: Edoardo Caniglia, Grooming: Kiril Vasilev @Green Apple Fashion contributor: Valentina Volpe, Styling assistant: Jacopo Ungarelli
Production: Gigi Argentieri @K-448