Per Victor Belmondo lo stile è (anche) una questione di famiglia

Per Victor Belmondo lo stile è (anche) una questione di famiglia

In occasione dell’apertura della nuova boutique Berluti a Milano, l’attore francese racconta a ICON il rapporto con la moda, il cinema e l’eredità di una famiglia profondamente legata all’eleganza

Photo by Giampaolo Sgura
di Lidia Ageeva

L’inaugurazione della nuova boutique Berluti a Milano, in via Gesù, nel cuore del Quadrilatero della moda, è stata l’occasione per incontrare Victor Belmondo.

La sua naturale eleganza e la semplicità si sposano perfettamente con la storia della maison. Nella miniserie Le rouge et le noir (a breve su France 2) interpreta Julien Sorel, uno dei personaggi più affascinanti della letteratura francese».

Quando ha scoperto quest’opera?

«L’ho letta al liceo classico: un primo approccio un po’ difficoltoso, anche perché non ero proprio uno studente modello (sorride). Poi, l’ho riscoperta per questo progetto ed è straordinaria. La scrittura di Stendhal è potente, e Sorel è un personaggio complesso, pieno di tormenti e contraddizioni: un calcolatore, molto ambizioso. Non ci assomigliamo. È stata questa la cosa interessante: andare alla ricerca di una verità che non era la mia».

victor belmondo
Photo by Giampaolo Sgura
Giacca, t-shirt, pantaloni e occhiali da sole Berluti

Sorel affronta di continuo scelte che determinano il suo destino. E Victor come prende le decisioni più importanti?

«Non si deve agire d’impulso, anche se l’istinto ha spesso ragione. Per fare le scelte giuste, serve un’attenta riflessione. E anche se alla fine si torna all’intuizione iniziale, è bene seguire questo percorso prima di prendere una decisione. Fare scelte ponderate non significa non correre rischi; al contrario, consente di correrne ancora di più. In parallelo, nel film Masterplan (di Thomas Vincent, disponibile dal 16/10), si è immerso nell’universo di una rapina al Louvre, in cui il suo personaggio corre molti rischi. È un personaggio molto positivo, spontaneo, dotato di freschezza e grande istinto. Nel film dice: ""Planning is for losers". È un tipo che agisce d’impulso».

È più divertente interpretare un personaggio moralmente ambiguo o un eroe irreprensibile?

«Entrambi mi attraggono. Non importa quale ruolo mi venga assegnato, semplicemente mi piace interpretarlo».

Viene da una grande famiglia di cinema. Qual è la lezione più preziosa che le ha trasmesso, sia riguardo a questo lavoro sia sulla vita?

«Il cinema, per me, era soprattutto mio nonno, un attore immenso. Anche se eravamo molto legati, sono cresciuto con un padre pilota automobilistico e una madre chef. A dire il vero, sono cresciuto di più sui circuiti automobilistici (sorride). Mio nonno non mi dava poi così tanti consigli, almeno per quanto riguarda il lavoro di attore. Ma se c’è una cosa che ho imparato da lui è la semplicità e l’umiltà in ogni circostanza. Era una persona che, nonostante la sua posizione, è rimasta generosa, semplice, umile, alla mano. Ecco, questi sono i valori che ho conosciuto in lui e che trovo molto belli».

victor belmondo
Photo by Giampaolo Sgura
Giacca, camicia e pantaloni Berluti

Del resto, suo nonno era un uomo di grande stile e indossava spesso scarpe Berluti.

«Assolutamente. Tempo fa ho saputo che era un cliente di Berluti. Lo era anche mio padre: da noi è una tradizione di famiglia. E ora che frequento la maison vi ritrovo gli stessi valori che vedevo in mio nonno: semplicità, umiltà. E non mi sorprende. La nostra famiglia ha radici italiane, come Berluti. Mia madre è romana, è arrivata in Francia a 19 anni, ma anche i Belmondo sono italiani, siciliani per la precisione. Sono nato e cresciuto in Francia, ma in Italia torno almeno una volta l’anno. È un Paese e una cultura che mi stanno molto a cuore. Mia madre mi parlava in italiano, quindi è diventata naturalmente la mia seconda lingua. Mi sento tanto italiano quanto francese».

Come descriverebbe il suo stile personale?

«Istintivo, semplice e spontaneo. L’importante è sentirsi a proprio agio con ciò che si indossa. Ho avuto periodi più urban, sono stato uno skater, poi rocker. Ho anche avuto periodi più classici, da borghesia parigina, raffinato ma sobrio. Oggi, ho lo stile in cui mi sento meglio. Da quando è iniziata la collaborazione con Berluti, mi interesso sempre di più al mondo della moda. Apprezzo i capi pregiati. Ogni capo, a seconda di come è indossato, racconta una storia diversa. Mi sento bene vestendo Berluti. Sono capi di abbigliamento che adoro indossare. Quando indossi Berluti succede qualcosa. C’è un’eleganza discreta, senza fronzoli».

victor belmondo
Photo by Giampaolo Sgura
Camicia, pantaloni, papillon e occhiali da sole Berluti

Le piacciono i cambiamenti di look imposti, a volte, dal ruolo interpretato sul set?

«Mi piacciono un sacco! È elettrizzante. Non vedo l’ora di fare la prima prova costume per scoprire lo stile del mio personaggio e capire come influenzerà la mia interpretazione. Quando indosso i suoi vestiti, è la prima volta che mi metto davvero nei suoi panni. È una parte essenziale del mio lavoro, perché l’abito cambia tutto».

La sua vita è caratterizzata da red carpet ed eventi mondani. Come scegliere un paio di scarpe che sa che non la deluderanno nel momento più importante?

«Berluti ha sempre realizzato calzature sublimi e comode da indossare. È difficile conciliare questi due aspetti. Non c’è mai stato un paio di Berluti che mi abbia fatto male ai piedi, e con queste scarpe mi sono sempre vestito molto bene. Mi piace la Derby perché si può abbinare a stili diversi, sia a un completo elegante ma anche a un paio di jeans, ti dà sempre quel tocco di eleganza, un certo fascino».

Quali sono le sue icone, a livello di stile, nel lavoro e nella vita?

Nella vita, la mia nonna romana, una donna che ammiro moltissimo. E poi, quelli che mi hanno fatto venire voglia di fare l’attore: Robert De Niro e Patrick Dewaere. Potrei citare anche Mick Jagger. E Meryl Streep. E poi, come tutti i francesi nati prima del 1998, Zinédine Zidane, naturalmente. E Francesco Totti. Mi piace molto il calcio. Sono franco-italiano, non potrebbe essere altrimenti».

Photo by Giampaolo Sgura
Photo by Giampaolo Sgura
Camicia Berluti

Quali sono le qualità che più ammira in un uomo al giorno d’oggi? La vulnerabilità può essere un punto di forza?

«Umiltà. Gentilezza. Sensibilità. Ascolto. Apertura. Generosità. Riuscire a rivolgere lo sguardo più verso gli altri che verso sé stessi. Sono queste le qualità che ammiro. Lo trovo molto bello, una vulnerabilità accettata. Sono convinto che faccia parte del percorso necessario per trovare sé stessi. Per me, la parola “vulnerabile” è una qualità».

Nella foto di apertura Victor Belmondo indossa una camicia Berluti. Photo by Giampaolo Sgura, stilyng by James Sleaford. Grooming: Sergio Sorbello @Blend. Styling assistant: Jacopo Ungarelli. Production: Corinne Piton.