I 10 musei più belli del mondo da visitare almeno una volta nella vita
Dalle gallerie galleggianti del Giappone a un museo nascosto sotto le dune della Cina, passando per un’ex fabbrica di cereali trasformata in una cattedrale dell’arte contemporanea: dieci luoghi straordinari in cui l’architettura è spettacolare quanto le opere che custodiscono
I musei più memorabili non sono sempre quelli che custodiscono le opere più celebri. A volte il ricordo più vivido è l'edificio stesso: un padiglione che sembra galleggiare sul mare, una galleria nascosta sotto una duna, un ex silo industriale trasformato in una cattedrale contemporanea. In alcuni casi il museo è diventato il motivo stesso per cui si sceglie una destinazione. Non si parte soltanto per vedere una mostra o una collezione: si parte per entrare in un edificio che non assomiglia a nessun altro.
Dal Giappone al Brasile, passando per Qatar, Cina e Sudafrica, questo itinerario attraverso quattro continenti dimostra che alcuni dei musei più belli del mondo sono anche i più sorprendenti. Luoghi in cui vale la pena entrare per le collezioni, ma che spesso si ricordano soprattutto per l'edificio che le custodisce.
Simose Art Museum, Hiroshima, Giappone
Affacciato sul Mare Interno di Seto, nella cittadina di Ōtake, il Simose Art Museum è uno dei più interessanti musei di architettura contemporanea inaugurati negli ultimi anni. Progettato dall'architetto giapponese Shigeru Ban, vincitore del Premio Pritzker, è composto da otto padiglioni rivestiti in vetro colorato che sembrano galleggiare sull'acqua.
La particolarità è che queste gallerie possono essere spostate e riconfigurate in base alle esigenze espositive, una soluzione quasi senza precedenti nel panorama museale internazionale. Pochissimi musei al mondo possono cambiare configurazione fisica nel corso del tempo; qui persino l'architettura è concepita come qualcosa di mobile e in continua trasformazione. La visita cambia continuamente a seconda dell'ora del giorno: al mattino l'acqua riflette le montagne che incorniciano il Mare Interno di Seto, mentre al tramonto i volumi colorati sembrano dissolversi nel paesaggio. Quando il vento è assente, i padiglioni si specchiano perfettamente nella superficie d'acqua, creando l'illusione di un museo sospeso tra cielo e mare. Nel 2024 il Simose Art Museum ha ricevuto il Prix Versailles come museo più bello del mondo.
UCCA Dune Art Museum, Qinhuangdao, Cina
A prima vista sembra non esistere. L'UCCA Dune Art Museum è nascosto sotto le dune di Beidaihe, una località costiera a circa trecento chilometri da Pechino. Progettato dallo studio cinese Open Architecture, il museo è stato letteralmente scavato nella sabbia per minimizzare il suo impatto sul paesaggio.
Le sue sale hanno forme organiche e irregolari che ricordano grotte modellate dal vento e dall'acqua. La luce naturale entra attraverso aperture circolari e tagli nel soffitto, cambiando continuamente l'atmosfera degli ambienti. Da alcune prospettive il museo scompare quasi completamente alla vista, lasciando emergere soltanto poche aperture che sembrano scolpite direttamente nella duna. In alcune stanze il mare è più percepibile che visibile: si sente il rumore delle onde e la luce filtra in modo obliquo, creando la sensazione di trovarsi all'interno di una cavità naturale. È uno dei musei più spettacolari del mondo per il modo in cui si fonde con il paesaggio.
Louvre Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti
Jean Nouvel lo ha immaginato come una città-museo costruita sull'acqua. Il Louvre Abu Dhabi è composto da una serie di edifici bianchi collegati tra loro e protetti da una gigantesca cupola di 180 metri di diametro.
La struttura è formata da migliaia di elementi geometrici sovrapposti che filtrano la luce del sole creando la celebre «pioggia di luce», diventata una delle esperienze architettoniche più riconoscibili al mondo. La cupola, pur pesando migliaia di tonnellate, appare quasi priva di sostegni e produce l'illusione di un enorme disco metallico sospeso sopra il mare. Camminando tra i padiglioni si alternano improvvisamente zone d'ombra, riflessi sull'acqua e fasci di luce che cambiano continuamente l'atmosfera degli spazi, quasi si stesse attraversando una medina contemporanea.
Zeitz Museum of Contemporary Art Africa, Città del Capo, Sudafrica
Prima di diventare un museo, l'edificio era il più grande silo per il grano dell'Africa subsahariana. Costruito negli anni Venti e alto quasi sessanta metri, si affaccia sul Victoria & Alfred Waterfront di Città del Capo.
L'architetto britannico Thomas Heatherwick ha scelto di non demolire la struttura originaria. I quarantadue cilindri di cemento che componevano il silo sono stati svuotati e scolpiti dall'interno fino a creare un atrio monumentale attraversato dalla luce naturale. L'atrio è stato modellato a partire dalla forma di un chicco di mais ingrandito digitalmente, trasformando una struttura industriale in una delle architetture museali più sorprendenti degli ultimi anni. Entrando, lo sguardo viene immediatamente catturato dalle pareti curve e dalle grandi superfici vetrate che si aprono verso il porto, producendo una sensazione di vertigine e meraviglia. Per qualche istante si fatica quasi a ricordare che ci si trova all'interno di un ex deposito industriale.
Museum of Islamic Art, Doha, Qatar
Quando I. M. Pei ricevette l'incarico di progettare il Museo d'Arte Islamica del Qatar aveva già compiuto novant'anni. Prima di iniziare il progetto viaggiò per mesi in Nord Africa e Medio Oriente per studiare l'architettura islamica storica e comprenderne i principi geometrici.
Il risultato è una composizione di volumi essenziali in pietra calcarea che emerge dal mare come una fortezza sospesa. Situato su un'isola artificiale all'estremità della Corniche di Doha, il museo cambia aspetto nel corso della giornata, passando dai toni dorati dell'alba alle sfumature ambrate del tramonto. All'interno custodisce una delle più importanti collezioni di manoscritti, ceramiche e gioielli del mondo islamico, rendendolo una tappa imprescindibile per chi ama i viaggi culturali. Dalle grandi finestre della hall, la vista si apre sullo skyline di Doha, creando un suggestivo dialogo tra la tradizione islamica e la modernità del Golfo.
Niterói Contemporary Art Museum, Brasile
A pochi chilometri da Rio de Janeiro, un disco bianco sospeso sopra una scogliera domina la baia di Guanabara. Il Museo d'Arte Contemporanea di Niterói è una delle opere più iconiche di Oscar Niemeyer e rappresenta perfettamente la sua idea di architettura come gesto libero e scultoreo.
Per raggiungerlo si percorre una lunga rampa rossa che si avvolge intorno alla struttura come un nastro. L'edificio, sostenuto da un'unica base cilindrica, sembra galleggiare sul paesaggio. Niemeyer amava dire che le sue curve erano ispirate alle montagne di Rio, alle onde dell'oceano e al corpo femminile, tre elementi ricorrenti nella sua produzione architettonica. Nelle giornate limpide il profilo di Rio sembra galleggiare sulla baia e l'impressione è quella di trovarsi all'interno di un belvedere sospeso sull'oceano.
Depot Boijmans Van Beuningen, Rotterdam, Paesi Bassi
A prima vista sembra una gigantesca ciotola d'argento appoggiata nel Museumpark di Rotterdam. In realtà è il primo deposito d'arte al mondo completamente accessibile al pubblico.
Progettato dallo studio MVRDV, l'edificio è rivestito da oltre millecinquecento pannelli specchianti che riflettono il cielo, gli alberi e i grattacieli circostanti fino a far quasi scomparire la struttura. Al suo interno sono conservate più di 150 mila opere tra dipinti, sculture, fotografie e oggetti di design. Qui ciò che normalmente è nascosto diventa il cuore stesso della visita, ribaltando il concetto tradizionale di museo e offrendo un punto di vista inedito sul mondo dell'arte. Persino i restauratori lavorano davanti ai visitatori, rendendo visibili processi che nella maggior parte dei musei rimangono dietro porte chiuse.
Museum of Tomorrow, Rio de Janeiro, Brasile
Affacciato sulla baia di Guanabara, il Museum of Tomorrow sembra un'enorme creatura marina pronta a prendere il largo. Il progetto di Santiago Calatrava si ispira alle forme della flora tropicale e alle strutture organiche presenti in natura.
Le sue grandi ali mobili si aprono e si chiudono per regolare l'incidenza del sole e migliorare l'efficienza energetica dell'edificio. Il museo utilizza anche l'acqua della baia di Guanabara per contribuire alla regolazione termica degli ambienti, integrando sostenibilità e architettura in modo concreto e non soltanto simbolico. Le installazioni immersive dedicate a cambiamento climatico, biodiversità e futuro delle città mantengono un dialogo costante con il paesaggio di Rio e con l'acqua che circonda l'edificio. Al tramonto, la struttura bianca sembra quasi prendere il largo verso la baia, accentuando la sua natura di architettura visionaria.
Azerbaijan National Carpet Museum, Baku, Azerbaigian
Sul lungomare di Baku sorge un edificio che ha letteralmente la forma di un gigantesco tappeto arrotolato. Il progetto dell'architetto Franz Janz celebra la tradizione della tessitura dei tappeti, riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio culturale immateriale.
Le collezioni raccontano secoli di storia attraverso manufatti provenienti da diverse regioni dell'Azerbaigian, ciascuna caratterizzata da colori, simboli e tecniche differenti. Ogni motivo geometrico e ogni colore raccontano l'identità di una diversa regione del Paese, trasformando il tappeto in una sorta di mappa culturale dell'Azerbaigian e rendendo questo museo uno dei più originali musei da visitare almeno una volta nella vita.
Vitra Design Museum, Weil am Rhein, Germania
Più che un museo, è una vera e propria destinazione per chi ama il design e l'architettura contemporanea. Situato nel punto in cui si incontrano Germania, Svizzera e Francia, il Vitra Design Museum, progettato da Frank Gehry, è il cuore di un campus che ospita edifici firmati da alcuni dei più importanti architetti degli ultimi decenni, tra cui Zaha Hadid, Tadao Ando e Álvaro Siza.
È uno dei rarissimi luoghi al mondo in cui è possibile passare, nel giro di poche centinaia di metri, da un edificio di Frank Gehry a uno di Tadao Ando o di Zaha Hadid. Tra installazioni, mostre temporanee e collezioni dedicate alla storia del design industriale, il complesso è diventato un vero e proprio luogo di pellegrinaggio per appassionati e addetti ai lavori. Più che una visita museale, è l'occasione di attraversare alcuni dei capitoli più importanti dell'architettura contemporanea in un unico luogo.