Colletto alzato: come si porta il trend uomo dell’autunno 2026
Dopo la stagione dei colli a imbuto, il gesto sale su polo e camicie. Il modello è il calciatore metrosexual dei primi Duemila, da Beckham a Cristiano Ronaldo, riletto dalle passerelle di Dior, Gucci e Ralph Lauren. Guida pratica per portarlo senza scivolare nella caricatura
Il colletto si alza. Ancora. Solo che questa volta non è (solo) quello della giacca. Dopo una stagione passata a chiudere fino al mento bomber, cappotti e blouson dalla costruzione funnel neck, l’autunno-inverno 2026 sposta il gesto qualche centimetro più in basso: sulla polo, sulla camicia e sulla maglieria. E cambia reference. Se il collo alto dell’outerwear si muove tra protezione e struttura architettonica, il colletto alzato della polo è più facciato, sportivo e, sopratutto, molto Duemila.
Il trend arriva infatti con una memoria precisa, quella dei calciatori che, tra un aeroporto, una conferenza stampa e una campagna pubblicitaria, avevano trasformato la polo con il colletto alzato in una specie di uniforme. David Beckham, Cristiano Ronaldo, ma anche una generazione di giocatori diventati celebrità oltre il campo. Jeans bootcut o cargo, cintura importante, polo aderente, capelli impeccabili e colletto puntato verso l’alto: il metrosexual footballer aveva costruito così una delle immagini maschili più riconoscibili dell’epoca. E ora quell'estetica sta tornando.
Dal funnel neck al colletto pop
Il passaggio non arriva dal nulla. Già nell’autunno-inverno 2025 il collo era diventato uno dei punti di maggiore attenzione delle collezioni. La funnel neck jacket, con il collo alto e strutturato che arriva quasi alla mascella, aveva iniziato a comparire con insistenza su giacche di pelle, cappotti e capispalla tecnici. Una tendenza che ha continuato a crescere anche nel 2026, fino all’AW26, dove il concetto si estende al di sotto del capospalla. Da Prada all'uomo Dior by Jonathan Anderson, fino a Gucci, Celine, Dsquared2 o Ralph Lauren, la moda ce lo sta dicendo in tutti i modi: il colletto non deve più stare al suo posto. Può essere alto, piegato, spostato o completamente esposto. In ogni caso deve farsi vedere.
Il ritorno del colletto alzato coincide anche con una nuova fase del preppy maschile. Il nuovo preppy è meno educato. Il guardaroba Ivy, il rugby, la polo, il cardigan, l'Oxford e il blazer sono tornati da diverse stagioni, ma il 2026 sembra interessato soprattutto a rovinarne leggermente la perfezione.
E pensare che il colletto alzato ha avuto una vita lunga e scomoda. Nato sui campi da tennis e da golf per riparare il collo dal sole, nei primi Duemila è diventato la divisa dei college americani, con due o tre polo sovrapposte e tutti i colletti in piedi. Dalla metà degli anni Dieci era diventato motivo di scherno. Le guide di stile lo mettevano in cima agli errori da evitare. Il ritorno si innesta su due correnti. La prima è la nostalgia Y2K, che su TikTok fa circolare edit celebrativi dei look di Ronaldo e Balotelli. La seconda è il looksmaxxing, la cura ossessiva (e spesso tossica) del proprio aspetto. Un colletto in piedi, qui on fa niente di male, ma incornicia il viso e disegna la linea della mandibola, alimentando un'idea di mascolinità.
Il calciatore dei Duemila come modello
La moda maschile sta tornando a guardare con sempre maggiore insistenza ai primi anni Duemila, con i jeans bassi, le maglie attillate, le proporzioni più slim e sì, anche con i colletti. E a riemergere è soprattutto l'idea del calciatore di quegli anni come icona di stile.
David Beckham ha aperto la strada. Il primo calciatore raccontato come metrosexual sperimentatore instancabile tra canotte, pelle, denim, bandane e gioielli. Cristiano Ronaldo, arrivato a Manchester nel 2003, ha portato quell'estetica verso il kitsch: polo strettissime, jeans a vita bassa, cinture con fibbia a vista, occhiali da aviatore con lenti colorate. E le passerelle recenti hanno decisamente ripreso il filo.
Come portare il colletto alzato senza sembrare uscito da un videoclip del 2003
Il rischio, naturalmente, è esagerare. Due polo sovrapposte, entrambe con il colletto alzato, cintura logata e jeans a vita bassa e il revival è completo. Qui due dritte di stile.
Partiamo dalla polo, a maniche lunghe, in maglia o in piqué pesante. Fit asciutto, in linea con le silhouette sottili viste quest'inverno da Prada e Dior. Colletto su, due bottoni aperti. Sopra, un blazer destrutturato o un giubbotto corto in pelle. Il colletto deve avere struttura, se ricade dopo dieci minuti, l'effetto svanisce. La camicia. Slim, in popeline o oxford. Il collo si alza sotto un girocollo in lana o sotto il cappotto lasciato aperto. Portato sopra il rever della giacca, completa il gioco di strati.
Poi c'è il mezzo colletto. È la versione Anderson: un lato su, uno giù. Rende al meglio su camicie bianche e tailoring pulito, dove l'asimmetria si legge subito. Per quanto riguarda i capospalla, ill collo a imbuto della scorsa stagione resta valido. Zip fino al mento e niente di voluminoso sotto. Per il kit da calciatore completo: jeans dritti o leggermente svasati, cintura con fibbia in vista, occhiali aviator con lenti colorate. Da dosare: un richiamo basta, tre fanno costume.
Cosa evitare. Le polo sovrapposte con doppio colletto, eredità da confraternita dei primi Duemila. E l'accumulo al collo: colletto alzato, gioielli, sciarpa e dolcevita insieme si annullano. Un solo protagonista per look.