Dolce & Gabbana, the portrait of man alla Milano Fashion Week
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Dolce & Gabbana, the portrait of man alla Milano Fashion Week

di Gianluca Cantaro

La collezione Dolce & Gabbana è un’ode all’individualità: ognuno ha il suo stile e loro lo mettono in passerella

Non è come in “uno, nessuno e centomila” di Luigi Pirandello dove pesa l’opinione degli altri, qui è la propria personalità che emerge, non badare al prossimo e renderla un segno distintivo. Attraverso la collezione intitolata “The portrait of man“, presentata alla Milano Fashion Week, Domenico Dolce e Stefano Gabbana fanno uno studio antropologico dell’uomo contemporaneo.

Con l’autunno-inverno 2026 l’estetica diventa lo specchio di virtù e fragilità maschili. La silhouette è oversize seppur morbida e ruota intorno al tailoring: cappotti comodi, maxi pellicce sia lunghe sia a blouson.

I completi, impeccabili come sempre, sono avvolgenti, a volte affilati, altre ampi, ogni tanto a tre pezzi. Il knitwear è un altro elemento importante: la maglieria è sempre monumentale con colli giganti sia per i dolcevita sia per i cardigan zippati.

Non mancano i dettagli sportivi che ricordano i kit dall’aria vintage di calciatori o ginnasti. La sera è fatta di marsine e dettagli militari ispirati alle alte uniformi oppure dal classico smoking reinterpretato.

Dolce & Gabbana Milano Fashion Week 2026
Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images
Stefano Gabbana e Domenico Dolce

La palette è concisa: bianco, grigio e nero, i toni del marrone dal caramello al cioccolato, vinaccia, blu e flash di verde bottiglia e colori pastello.

Dolce & Gabbana vogliono rifuggire gli stereotipi e scappare dal mondo omologato in cui viviamo attraverso un’ode all’individualità e alla libertà di espressione che nella società moderna passa spesso attraverso l’abbigliamento.