Moschino riparte dai fondatori di Sunnei: Loris Messina e Simone Rizzo sono i nuovi direttori creativi
I fondatori del marchio milanese raccoglieranno l’eredità di Adrian Appiolaza e debutteranno a settembre alla Milano Fashion Week. Una nomina che riporta al centro ironia, sperimentazione e una nuova visione del Made in Italy
Quando una maison come Moschino cambia guida creativa, la domanda non è soltanto chi prenderà il posto del predecessore, ma quale idea di moda sceglierà di raccontare. La risposta, questa volta, arriva da Milano e porta i nomi di Loris Messina e Simone Rizzo, fondatori di Sunnei e da oggi nuovi direttori creativi della casa fondata da Franco Moschino. Il loro debutto è previsto per la Milano Fashion Week di settembre 2026, quando presenteranno la prima collezione per la maison italiana.
La nomina arriva pochi giorni dopo l’uscita di scena di Adrian Appiolaza, chiamato nel gennaio 2024 a raccogliere la complessa eredità lasciata dalla scomparsa improvvisa di Davide Renne. Nel corso del suo mandato, il designer argentino ha lavorato per riportare il marchio verso un equilibrio tra l’esuberanza che ne ha definito l’identità e una proposta più vicina alla sensibilità contemporanea.
Ora Moschino sceglie di cambiare nuovamente prospettiva, affidandosi a due designer che nell’ultimo decennio si sono affermati come una delle voci più originali e indipendenti della moda italiana.

Chi sono Loris Messina e Simone Rizzo
Loris Messina e Simone Rizzo hanno fondato Sunnei a Milano nel 2015. Nato inizialmente come brand maschile, il progetto si è progressivamente ampliato al womenswear, agli accessori e al lifestyle, costruendo nel tempo una reputazione internazionale grazie a un approccio capace di coniugare ricerca estetica e immediatezza.
In poco più di dieci anni, Sunnei è diventato uno dei progetti più osservati della nuova moda italiana, sviluppando un’identità immediatamente riconoscibile e una relazione particolarmente forte con le nuove generazioni di consumatori del lusso.
Anche le sfilate hanno contribuito a consolidarne il profilo. Il pubblico chiamato a votare i look in passerella, format partecipativi e presentazioni pensate come vere e proprie esperienze hanno trasformato ogni appuntamento in un’occasione per riflettere sui rituali del fashion system.
I percorsi professionali dei due fondatori raccontano inoltre una visione multidisciplinare della moda. Messina proviene dal mondo del visual merchandising e della comunicazione, mentre Rizzo ha sviluppato competenze nel digitale e nel product design. Due traiettorie differenti che hanno dato vita a un marchio capace di muoversi con naturalezza tra prodotto, immagine e costruzione di comunità.
Perché la scelta di Sunnei è più logica di quanto sembri
A prima vista, l’incontro tra il minimalismo concettuale di Sunnei e l’universo massimalista di Moschino potrebbe apparire sorprendente. In realtà, i punti di contatto sono numerosi.
Fin dalla sua fondazione nel 1983, Franco Moschino ha utilizzato la moda come linguaggio critico e ironico, trasformando l’abito in uno strumento di osservazione e provocazione culturale. Le sue collezioni hanno giocato con i simboli del lusso, con le sue contraddizioni e con il concetto stesso di consumo, anticipando riflessioni che oggi appaiono più attuali che mai.
Anche Sunnei ha costruito il proprio percorso attraverso l’ironia e la volontà di mettere in discussione le convenzioni del settore. Se Moschino ha sempre amato dissacrare i codici del lusso, Messina e Rizzo hanno dimostrato di saperne reinterpretare i rituali attraverso una sensibilità profondamente contemporanea, in cui il digitale, la partecipazione del pubblico e la costruzione di esperienze diventano parte integrante del racconto.
Non è un caso che il presidente esecutivo di Aeffe, Massimo Ferretti, abbia definito i due designer portatori di «una visione contemporanea, una profonda sensibilità culturale e la capacità di sviluppare linguaggi distintivi e rilevanti».

La missione di scrivere il prossimo capitolo di Moschino
La nomina dei fondatori di Sunnei arriva in un momento particolarmente delicato per il gruppo Aeffe, che negli ultimi mesi ha avviato un processo di riorganizzazione con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento dei propri marchi e rilanciarne la crescita.
Per Moschino la questione non è soltanto estetica. Il compito di Messina e Rizzo sarà restituire al marchio quella capacità di sorprendere e generare desiderio che, soprattutto negli anni di Franco Moschino e in parte durante l’era Jeremy Scott, aveva reso la maison una delle realtà più riconoscibili e discusse del panorama internazionale.
La loro nomina rappresenta anche un segnale preciso per l’intera industria: dopo anni in cui molte maison hanno cercato profili consolidati e rassicuranti, Moschino sceglie due creativi che hanno costruito la propria reputazione proprio sfuggendo ai modelli tradizionali, mescolando moda, cultura visiva, tecnologia e storytelling.