Dove mangiare a Roma: 10 ristoranti da provare subito | ICON Dining Guide
Dalla trattoria di classe al fine dining su una terrazza dalla vista abbacinante, dal signature restaurant da Dolce Vita alla pizzeria gourmet: ecco il meglio della scena gastronomica capitolina
Dove mangiare a Roma? La Capitale è una delle destinazioni gastronomiche più interessanti d'Italia, con un'offerta che spazia dalle trattorie storiche ai ristoranti gourmet, dalle pizzerie d'autore ai rooftop con vista sui monumenti. Tra nuove aperture, insegne iconiche e indirizzi che meritano il viaggio, scegliere non è semplice. Per questo abbiamo selezionato i migliori ristoranti di Roma da provare adesso: luoghi dove cucina, atmosfera e ospitalità si incontrano per regalare esperienze capaci di raccontare il volto più contemporaneo della Città Eterna.
I migliori ristoranti a Roma da provare adesso
Oro Bistrot, fine dining su una terrazza da sogno
Se il panorama conquista al primo sguardo, è la cucina a dare una ragione per tornare. Nel rione Trevi, dove una vivace energia contemporanea si fonde con la storia della Roma più antica, l’alta cucina trova la sua espressione in una terrazza che abbraccia i Fori Imperiali, l’Altare della Patria e la cupola di San Pietro. Il ristorante, dallo stile moderno e disinvolto, occupa il sesto piano dell’NH Collection Fori Imperiali, in un elegante palazzo patrizio, nel quartiere più amato da turisti e romani. La Fontana di Trevi, immortale set della Dolce Vita, è a pochi passi. Titolare e guida della proposta gastronomica è lo chef siculo Natale Giunta, che ha scelto la Capitale per un progetto di fine dining elegante e cosmopolita. Accanto a lui lavora lo chef resident Kerim Montinaro, forte di esperienze tra New York e l’Asia. Insieme costruiscono una cucina che parte dai sapori della tradizione italiana e li apre a influenze internazionali, con contaminazioni sempre misurate. La proposta ruota attorno a tre percorsi degustazione, disponibili ogni sera dal mercoledì alla domenica (anche in versione gluten free), ciascuno con una propria identità. Se “Atto di natura” è un percorso vegetariano attento alla stagionalità che riconnette alla terra, “Sintesi gastronomica” gioca su consistenze ed esplorazioni di gusto, con salse e condimenti ispirati alla cucina asiatica. “Terre connesse”, invece, racconta il dialogo tra Lazio e Sicilia attraverso i sapori del Mediterraneo. Tra i piatti simbolo spiccano le Ribs di maiale alla diavola con broccolini e la Melanzana con ricotta e caponata. In un continuo dialogo tra presente e passato, il cocktail bar propone una mixology intrigante che recupera drink nati tra il 1880 e il 1950, talvolta dimenticati, reinterpretandoli con tecniche contemporanee. Un omaggio ai grandi classici della miscelazione, con il Vittoriano a fare da sfondo. L’indirizzo da annotare è via di Sant’Eufemia 19, Roma.
Donkey's Bar, la trattoria di classe
Nella villa liberty affacciata sul Tevere che ospita Palazzo Dama, a pochi passi da piazza del Popolo, una delle più scenografiche della Capitale, la cucina laziale più verace sposa un’interpretazione elegante e cosmopolita, tra servizio sartoriale e ospitalità a cinque stelle. Tra le nuove aperture più interessanti, Donkey’s Bar è una “fine trattoria” dalla forte identità conviviale e territoriale, in un contesto raffinato ma mai ostentato. Chi ha già provato Li Somari di Tivoli, ristorante in Guida Michelin, riconoscerà la sincerità di sapori del Gruppo Acquolina. Ci sono piatti della tradizione, preparazioni generose e materie prime locali, ma integrati in un’atmosfera curata nei minimi particolari. Da provare assolutamente gli spaghettoni cacio, pepe e gamberi rossi, ma anche il midollo di bue e il baccalà mantecato, proposte di carattere e genuinità. La condivisione trova la sua strada più invitante con i mezzi paccheri ai tre pomodori, limone e ricotta salata, serviti per tutto il tavolo. L’identità culinaria è firmata da Daniele Lippi, chef del bistellato Acquolina. Quel perfetto mix di patrimonio italiano e tocco internazionale è tradotto dal resident chef Giorgio Faga. La sede è una residenza storica dei Malaspina, antica famiglia aristocratica. Oggi ospita un boutique hotel con saloni solenni, arredi ricercati e un grande giardino interno con piscina, una rarità nel centro di Roma. Più che un semplice ristorante, è una destinazione urbana da vivere in ogni momento della giornata, dal pranzo all’aperitivo, dalla cena al cocktail bar. Un salotto ospitale e cosmopolita dove la mixology e il comfort food di alta qualità incontrano l’accoglienza romana. L’indirizzo da annotare: Roma, Lungotevere Arnaldo da Brescia 2.
Anima, signature restaurant da Dolce Vita
Via Veneto trascende la toponomastica per diventare vero e proprio simbolo di un’epoca: quella della Dolce Vita romana, del boom economico e della grande mondanità. Alle spalle di questo angolo speciale di Città Eterna, nelle vicinanze di piazza Barberini e piazza di Spagna, si trova Anima, signature restaurant dell’hotel The Rome Edition. Due le sale e gli immaginari tra cui scegliere per la propria esperienza di gusto. Una ha cucina a vista, arredi imbottiti color Chartreuse Verte e sulle parete 115 foto di quegli anni ’50 frenetici, firmate da Elio Sorci, uno dei primi paparazzi, artista capace di immortalare lo spirito dei tempi. L’altra sala ha decori color Yves Klein Blue che seducono lo sguardo. Nel cortile privato i tavoli si svelano tra una giungla di oltre 400 piante e una cascata di gelsomino rampicante. La narrazione gastronomica è una scoperta avvincente che sancisce un connubio tra Roma e Napoli, specchio della sfaccettata identità del suo executive chef Antonio Gentile, nato alle pendici del Vesuvio e ormai figlio della Capitale. Queste due grandi tradizioni culinarie dialogano, celebrando la ricchezza della cucina italiana. Tra grandi classici ed esplorazioni personali, nel menu spicca lo Spaghettone “Benedetto Cavalieri” al pomodoro e basilico, sintesi di una ricerca di sapori che trova nella semplicità la sua forma più raffinata. Il Sud e il Centro Italia si incontrano nella Parmigiana di melanzane e nel Polpo alla luciana con scarola ripassata, uvetta e pinoli. L’esaltazione di questo incessante incontro è nel menu degustazione 227 KM: tanti sono i chilometri che separano il capoluogo campano da Roma, in un viaggio sensoriale che attraversa Gaeta, Formia, Terracina e l’entroterra di Frosinone, fino ad arrivare in via Veneto, tra suggestioni della settima arte e cucina d’autore da provare da mattina a sera, a colazione, pranzo e cena. L’indirizzo da annotare: Roma, Salita di San Nicola da Tolentino 14.
Hey Güey, il bar sul tetto che scalpita
Un sorso di tequila, la vista su campanili e cupole, le vibrazioni calde del Centroamerica. Incastonato tra i tetti di Roma, a pochi passi dall’Isola Tiberina, da Campo de’ Fiori e piazza Navona, Hey Güey è un rooftop bar dinamico dalle atmosfere messicane e dall’energia senza posa. Perché “life’s better on top”. Al calar del sole, la terrazza si trasforma in un rifugio urbano dove la frenesia della Capitale lascia il posto alla “hora de la botana”: l’ideale per un brindisi al tramonto o un pre-cena in un contesto informale ma ricercato, punto di riferimento per la movida romana. Dietro al bancone l’head bartender Alan Guido orchestra una drink list che sa di agave e spezie d’Oltreoceano. Il cocktail Cheeky Cosmo è davvero sfrontato come promette: miscela briosamente mezcal, tequila, crème de cacao, succo di cranberry e soluzione citrica. Il Carmelita è l’estate in un bicchiere: tequila, vino al cocomero e succo di lime. Parte integrante dell’hotel Chapter Roma, Hey Güey rievoca lo spirito del Messico in ogni dettaglio, dagli arredi colorati alla colonna sonora fino naturalmente alla proposta food & beverage. I piatti sono un’esperienza di gusto che gioca con sapori e consistenze. Pieno di carattere, Toston di manzo è una tortilla di platano dolce, intensamente saporita con manzo brasato e cipolla caramellata. Joya de mango è un mix vibrante e freschissimo con mango, peperoni croccanti, zucchine, misticanza e cipolla al mais. Da provare anche il Pescado Rebosado, con il baccalà in un crunchy dolce e speziato da godere in un solo morso. Veri e propri signature dishes, sono perfetti per celebrare la bella stagione con un tocco esotico. L’indirizzo da annotare: Roma, via di Santa Maria de' Calderari 47.
Moma, opere d’arte a tavola
Il Museum of Modern Art di New York è la suggestione da cui nasce il Moma di Roma, un ristorante che abbraccia la missione di artefice e contenitore di arte, in uno spazio lineare e luminoso ispirato a Oscar Niemeyer e ai grandi architetti del secolo scorso. Non a caso si trova nel quartiere degli affari romano, quello dal respiro più internazionale in città, proprio di fronte all’ambasciata americana. Tra travertini, sculture, legno naturale e quadri, il cibo diventa uno spettacolo da gustare immersi in una scenografia minimalista ed elegante, su misura. È lo specchio di una proposta culinaria equilibrata ed essenziale, curata nell’estetica e pensata per esaltare gli ingredienti. Rigorosamente da filiera corta ed etica, il locale fa della sostenibilità il suo fondamento, in nome di una cucina circolare anti-spreco e consapevole. Ogni piatto è poi raccontato minuziosamente, svelando le storie di passione e dedizione dei singoli produttori. I fratelli Pierini, titolari, si sono affidati a una giovane brigata guidata dallo chef Andrea Pasqualucci, Stella Michelin nel 2018. Qui anche le parti meno nobili o i tagli di rifilatura non sono mai buttati: vengono rielaborati con creatività per diventare la base di salse, ripieni e guarnizioni. A pranzo si può ordinare à la carte o, in nome dello spirito business della zona, optare per un piccolo percorso degustazione di quattro portate. Immancabile tra i grandi classici dello chef il Risotto alla camomilla, anguilla affumicata, miele e origano. Le Linguine, burro e alici, bottarga di tonno e limonesono di semplicità apparente ma dalla sofisticata complessità sensoriale. Anche la lista dei vini punta alla valorizzazione del territorio e alla promozione dei piccoli vignaioli, con una selezione attenta dalle Langhe all’Etna, spaziando tra uvaggi meno noti ma davvero interessanti, come il Groppello, Il Refosco e il Violone della Tuscia. L’indirizzo da annotare: Roma, via San Basilio 42.
Aquamarina, la trattoria di mare
C’è un angolo di mare che vibra nel cuore della Capitale, tra le strade di Rione Trevi, a due passi dal Quirinale. Si chiama Aquamarina e, più che una semplice trattoria di pesce, è un’esperienza gastronomica sospesa tra tradizione e raffinatezza, tra il sapore autentico del Mediterraneo e l’atmosfera di un luxury hotel dallo charme senza tempo. Ospitata all’interno dell'Umiltà 36, Aquamarina è un viaggio nei sapori del mare, con un menu che esalta il pescato del giorno attraverso accostamenti nitidi e senza eccessi, lasciando che la qualità della materia prima parli da sé. Il ristorante accoglie gli ospiti in un ambiente dal fascino anni ’50, tra arredi che evocano la Dolce Vita, geometrie rigorose e dettagli esotici che accendono la fantasia. Il grande lucernario in ferro e ghisa filtra la luce naturale, rendendo l’atmosfera luminosa ma raccolta, perfetta per una cena intima o un pranzo elegante. Poi ci sono i dettagli, quelli che fanno la differenza: tartarughe marine e polipi in vetro di Murano, vasi che richiamano il movimento delle onde, pesci colorati in ceramica artigianale al centro dei tavoli. Ogni elemento racconta una storia, trasportando chi si siede a tavola sulle rive di un Mediterraneo che profuma di sale e tradizione. Dalla cucina a vista, il cuoco di mare Fabrizio Leggiero orchestra il menu proponendo piatti che uniscono tradizione e modernità. I sapori sono puliti, gli ingredienti esaltati senza forzature, per un’esperienza che parla di mare senza compromessi. Tra le specialità, spiccano le tartare e i carpacci, la catalana di astice, il tegame di mazzancolle alla pizzaiola, ma anche i primi come i tagliolini all’uovo fatti in casa “Ajo e Ojo e branzino” o le fettuccelle con gamberi rossi di Sicilia, calamaretto, piselli e menta. Ad accompagnare il tutto, una carta dei vini curata e selezionata con circa 80 etichette, dove le bollicine italiane e francesi giocano un ruolo da protagoniste, insieme a una raffinata selezione di bianchi perfetti per valorizzare ogni boccone. L’indirizzo da annotare: Roma, via dell'Umiltà 36.
La Ménagère, il ristorante diffuso
Per decenni, il Gilda è stato il cuore pulsante delle notti romane. Qui, tra luci soffuse e tappeti rossi, si sono intrecciati sguardi, storie e indimenticabili notti di euforia. David Bowie, Duran Duran, e il jet set internazionale si davano appuntamento per danzare fino all’alba. Oggi, quegli stessi spazi hanno cambiato volto, senza però perdere la magia di un tempo. La Ménagère sorge dove un tempo la notte si accendeva, trasformando l’energia dell’ex discoteca in un bistrot sofisticato, dove il gusto incontra il design, l’arte e la convivialità. A pochi passi da Piazza di Spagna, La Ménagère è un viaggio tra suggestioni sensoriali. Il bistrot accoglie i suoi ospiti con un’offerta gastronomica che segue il ritmo della giornata: brunch lenti e rilassati, pranzi dai sapori avvolgenti, cene sofisticate e cocktail preparati con maestria. Appena varcata la soglia, l’esperienza inizia con un profumo delicato di fiori freschi che fluttua nell’aria, anticipando la poesia visiva degli interni. Ogni angolo di questo spazio è pensato per stupire: il contrasto tra il fascino storico dell’edificio settecentesco e il design contemporaneo crea un’atmosfera sospesa tra passato e presente. Gli interni presentano legni scuri, quadri preziosi, ceramiche smaltate, drappeggi intensi, metalli inattesi. Un imponente lucernario sovrasta la sala principale dall’ampio bancone. Un dettaglio che riempie il cuore? Qui visse e creò Gian Lorenzo Bernini. La cucina di La Ménagère è una dichiarazione d’amore per i sapori autentici, interpretati con un tocco di creatività. Ogni piatto è pensato per sorprendere il palato. Nel menu, spicca il celebre Filetto alla Wellington, un’icona della tradizione rivisitata con maestria. Accanto a lui, il Filetto alla Rossini e lo Spaghetto aglio, olio, peperoncino, prezzemolo e bottarga, un omaggio alla semplicità della cucina mediterranea. La carta dei vini è un viaggio tra Italia e Francia, con etichette selezionate per accompagnare ogni boccone. Nel luogo che un tempo fu il regno della notte romana, non poteva mancare un cocktail bar d’eccezione. Qui, i drink diventano esperienze sensoriali, mixati con tecniche raffinate e serviti in un’atmosfera vivace, tra musica dal vivo e performance artistiche. Dove prima si danzava fino all’alba, oggi si brinda con calici colmi di creatività, circondati da un’energia nuova, ma con lo stesso spirito effervescente di un tempo. L’indirizzo da annotare: Roma, via Mario de' Fiori 98.
Vico Pizza&Wine, una pizza Loung-Living
Tra i vicoli che avvolgono il Pantheon, tra le meraviglie senza tempo del Rione Sant’Eustachio, si apre una piccola piazza dal fascino appartato e discreto: piazza Rondanini. Qui, all'interno di un palazzo tardo-rinascimentale affrescato, ha trovato casa un nuovo punto di riferimento per gli amanti della pizza d’autore: Vico Pizza&Wine, fresco di 3 Spicchi Gambero Rosso 2025. Più che una pizzeria, un salotto gastronomico dove l’arte della lievitazione incontra quella della mixology. Un luogo che celebra la pizza in versione gourmet, con un impasto soffice, una consistenza carezzevole e un lieve effetto crunch che conquista al primo morso. In menu, ventuno creazioni tra grandi classici e combinazioni più audaci, dove la tradizione si intreccia con il gusto della scoperta. Gli abbinamenti sono originali, talvolta estrosi ma sempre equilibrati, frutto di una ricerca che non lascia nulla al caso. La vera novità? Il matrimonio tra pizza e cocktail. Da Vico, il pairing si spinge oltre il calice di vino: la cocktail list, curata da Salotto 42, è un viaggio tra mixati studiati su misura per accompagnare le pizze. Non un semplice accostamento, ma un’esperienza immersiva, con il bartender che arriva direttamente al tavolo per consigliare il drink perfetto. L’ambiente di Vico è una sintesi perfetta tra il fascino della storia e il calore dell’accoglienza contemporanea. Soffitti affrescati a volta, dettagli liberty, tocchi di design moderno e opere d’arte dialogano in un mix armonioso. Ma la vera sorpresa è custodita nelle due sale: una preziosa boiserie in legno laccato e dipinto in stile “carretto siciliano”, un raro esempio di modernismo italiano che regala ulteriore carattere al locale. Da Vico la pizza è protagonista a ogni ora. Qui si può venire per una cena, ma anche per un aperitivo diverso dal solito o un after dinner intrigante. Ogni giovedì il locale si trasforma, con un DJ alla consolle e una drink list che mescola signature cocktail e grandi classici. L’indirizzo da annotare: Roma, piazza Rondanini 47.
Il Marchese, l'osteria elegante e verace
Camminando lungo il Tevere, lasciandosi alle spalle il brusio della città, si arriva in uno dei luoghi più suggestivi di Roma: l’Ara Pacis, l’Altare della Pace voluto da Augusto. Ed è proprio qui, tra le vestigia della storia e l’anima vivace della Roma papalina, che prende vita Il Marchese, un ristorante che fonde raffinatezza e autenticità, nobiltà e spirito popolare. Non è un caso che questo salotto enogastronomico abbia catturato l’attenzione persino della first lady americana, che qui ha scelto di cenare durante il G20 del 2020. Ma Il Marchese è, prima di tutto, un omaggio a una Roma senza tempo, quella delle osterie veraci e delle dimore aristocratiche. Il nome del ristorante è un chiaro tributo a Il Marchese del Grillo, il celebre film con Alberto Sordi che incarna alla perfezione il carattere romano: aristocratico ma dissacrante, elegante ma sempre pronto alla battuta. E proprio come il marchese Onofrio del Grillo, anche il ristorante ha un’anima doppia: da un lato la raffinatezza degli ambienti, la cura dei dettagli, la precisione delle preparazioni; dall’altro l’anima del carbonaro, il popolano che viveva le osterie tra vino sincero e piatti di sostanza. Ed è in questo equilibrio perfetto tra tradizione e ricerca, tra sapori antichi e interpretazioni moderne, che si inserisce la cucina de Il Marchese. Situato in una casa nobiliare dal fascino senza tempo, il ristorante accoglie i suoi ospiti tra saloni finemente arredati e grandi vetrate che regalano una vista suggestiva sull’Ara Pacis. Al calare del sole, l’esperienza si arricchisce con il racconto della mixology, un vero e proprio viaggio tra cocktail signature e affascinanti reinterpretazioni. Ma Il Marchese è prima di tutto una celebrazione del gusto romano, senza forzature e senza compromessi. Qui non esistono orari rigidi: ogni momento è quello giusto per sedersi a tavola e lasciarsi conquistare da un menu che onora la tradizione con piatti come le Crocchette di bollito, l’Amatriciana, il Filetto di vitello come saltimbocca. Sapori autentici, esaltati dalla mano esperta dell’executive chef Daniele Roppo, che seleziona con cura le materie prime affidandosi a piccoli produttori del territorio. L’indirizzo da annotare: Roma, via di Ripetta 162.
VIVI - Le Serre, il Botanical Garden Restaurant
Varcare la soglia diVIVI Le Serre significa immergersi in un rifugio verde incantato, dove natura, design e gastronomia si fondono in un’esperienza unica. Situato a Monte Mario, all’interno della storica Villa Blumenstihl, questo Botanical Garden Restaurant regala un’atmosfera magica tra piante rigogliose, arredi vivaci e luce naturale filtrata dalle ampie vetrate. Botanical Garden Restaurant, Le Serre è un giardino magico di delizie secondo la filosofia ViVi. Food & lifestyle brand, ViVi è un progetto di healthy food in contesti di charme a Roma. Le due imprenditrici Daniela Gazzini e Cristina Cattaneo hanno dato vita a locali da natura in città, percorsi da uno spirito informale, leggero e bucolico, sempre attenti al gusto. ViVi, tra l’altro, è una società benefit, modello rivoluzionario di impresa che mette in primo piano il bene comune, facendo propri i valori di sostenibilità, responsabilità e trasparenza. Le Serre riporta a nuova vita antiche e splendide serre. Tra i tavoli, la luce naturale che entra dalle grandi vetrate scandisce i ritmi della giornata. I menù sono pensati per ogni momento della giornata, dalla colazione al dopocena, in sintonia con il muoversi delle ore. L’atmosfera che si vive cambia con le stagioni. In estate Le Serre è un fresco salotto con un piacevole e rigoglioso giardino fiorito, dove bere un sorso di birra ghiacciata all’ombra o concedersi un gustoso pranzetto ammirando la meraviglia attorno. D'inverno, invece, diventa un winter garden luminoso, dove sorseggiare un tè fumante mentre la pioggia batte sul soffitto di vetro, accarezzati da un caminetto scoppiettante. All'insegna del mangiar bene e sano, le pietanza sono cotte e a bassa temperatura o al vapore, così da mantenere le proprietà nutrizionali degli ingredienti e da esaltare i sapori, per piatti genuini e salutari. Nella ViVi Bottega poi si trovano prodotti da gustare direttamente sul posto, da torte prelibate e cibo bio. Un luogo che stuzzica il palato e fa tanto bene all’anima. L’indirizzo da annotare: Roma, via Decio Filipponi, 1.
Ultimo aggiornamento 6 agosto 2026