Pitti Uomo 2026: come cambia l’abbigliamento formale maschile

Pitti Uomo 2026: come cambia l’abbigliamento formale maschile

di Digital Team

Il tailoring si ammorbidisce, cambiano volumi e proporzioni, i tessuti sartoriali incontrano il denim. Da Firenze, le ultime novità e tendenze dell’abbigliamento formale maschile presentate a Pitti Uomo 109.

Se siete curiosi di sapere come si sta evolvendo l’abbigliamento formale maschile, il modo migliore per scoprirlo è guardare con attenzione le ultime novità presentate a Pitti Uomo 109. Durante la manifestazione, infatti, all’interno della Fortezza da Basso di Firenze si concentrano le aziende più rappresentative del menswear, che in questi giorni presentano le loro collezioni per il prossimo Autunno Inverno 2026-2027. Ai nomi storici del made in Italy si affiancano aziende artigianali e brand internazionali, che reinterpretano l’arte del tailoring guardando al futuro.

Leggerezza e discrezione per Luigi Bianchi Sartoria

La collezione FW26 di Luigi Bianchi Sartoria nasce dalla volontà di dare forma a capi profondi ma leggeri, costruiti su strutture morbide, superfici mosse e motivi delicati. Ne è la perfetta interpretazione questo look, il cui protagonista è un lungo cappotto monopetto con collo a camicia, leggermente over. Il tessuto misto lana bottonato crea un effetto tridimensionale tono su tono. Sotto, la giacca in una mischia lana–seta in principe di Galles finestrato molto leggero, si indossa con un dolcevita in lana e pantaloni fluidi in flanella.


Le “Winter Escapes” di Manuel Ritz

Per il prossimo inverno, Manuel Ritz concepisce un tailoring dall’approccio rilassato. Blazer e cappotti hanno un fit morbido, adatti a muoversi tra città e natura. Overshirt, chore jacket e pantaloni ampi introducono un nuovo concetto di completo e valorizzano il jersey in diverse texture. Non mancano anche i tessuti più classici, come tweed, bouclé e velluti, dipinti da una palette calda che abbraccia i toni della terra. 


Alessandro Gherardi, tra funzionalità e stile

Come alternativa alla giacca tradizionale, Alessandro Gherardi propone la camicia con zip: un capo ibrido, che può essere indossato come giacca camicia o come outerwear leggero. La sua linea pulita, una zip frontale discreta e funzionale, ne definiscono il design essenziale che si adatta con naturalezza a tutti i look e ai diversi momenti della giornata. Si riconosce sempre la raffinatezza del marchio di camiceria italiano, che però incontra una nuova dinamicità ispirata al workwear e allo stile urbano. 


L’eleganza impeccabile di Cruna

Se, da un lato, Cruna sviluppa il concetto di relax sofisticato, dall’altro c’è un’eleganza che si fa rigorosa e sofisticata. Completi impeccabili, blazer monopetto, cravatte coordinate e cappotti senza tempo creano un guardaroba versatile e di classe. La palette cromatica si muove tra grigio chiaro e scuro, blu profondo, azzurro e toni tortora, enfatizzando una sensazione di armonia e controllo perfetto, ideale per chi vuole affrontare le sfide della vita urbana con sicurezza e stile. 


Tela Genova collabora con un sarto partenopeo

Accanto al suo autentico denim cimosato, per il prossimo inverno Tela Genova propone una linea sartoriale, frutto della collaborazione con un sarto partenopeo. Qui la lana incontra la tradizione jeanswear, dando vita a coordinati versatili e ricchi di personalità. Il feltro di lana in filato riciclato interpreta il workwear in chiave geometrica, la resca di lana richiama la sartoria British degli anni 60, mentre il cotone indigo riafferma la matrice originaria del marchio italiano.


Il tailoring per la vita vera di Latorre

Quest’anno Latorre ritorna a Pitti Immagine Uomo con la sua idea di tailoring sempre più vicino alla vita reale. Capi versatili, raffinati e confortevoli, leggeri ma impeccabili. La palette cromatica si ispira alle atmosfere del paesaggio canadese, grigi e marroni, verdi e azzurri, crema e indigo. I tessuti hanno una “mano morbida”: superfici avvolgenti, leggere, dall’aspetto leggermente vissuto. Torna anche la linea Soffio, una proposta di overshirt e outerwear, espressione di un’eleganza rilassata e funzionale. In jersey di lana, dalle vestibilità più comode, hanno disegni ispirati alla tradizione anglosassone, tra gessati e check.


Quando il denim incontra la visione sartoriale di Gabriele Pasini

In occasione di Pitti Immagine Uomo, Gabriele Pasini presenta una Capsule Denim realizzata in collaborazione con Memory’s, realtà italiana specializzata nella ricerca e nella lavorazione del denim di alta gamma. Così nascono un jeans over, una work jacket, un giubbotto corto, una giacca doppiopetto, costruiti attorno a un unico denim e a un lavaggio esclusivo “terra”. Ogni capo, però, conserva struttura e rigore, costruzioni precise e lavorazioni manuali. Così il denim incontra la visione sartoriale del brand italiano e si carica di nuovi significati. 


Le metamorfosi di LBM1911 

Il marchio italiano gioca con materiali, proporzioni e tonalità. Il cappotto si allunga di almeno 10cm, cambiando radicalmente la percezione e la caduta. Pensato per resistere e proteggere dal freddo, il modello doppiopetto con ampi rever a lancia in un’elegante nuance testa di moro mélange si indossa con un’abito doppiopetto in flanella stretch nei toni del beige freddo. Sotto, non una camicia, ma una maglia polo finezza 18 in pura lana merino, morbida e confortevole. 


Sebago rende omaggio alle proprie origini 

Nel 2026 si celebrano gli 80 anni del marchio calzaturiero nato nel Maine, che a Firenze porta una proposta completa di total look, andando oltre il footwear. In collezione ritorna il preppy, l’estetica iconica di Sebago che oggi ha uno spirito più urbano, con materiali innovativi, linee aggiornate e dettagli sartoriali. A sottolineare il legame con le origini, anche capi funzionali e resistenti, con texture materiche, finiture artigianali e una palette naturale che richiama i paesaggi americani. 


Brett Johnson e il fascino della Ville Lumière

“Parigi mi ha insegnato che il viaggio non finisce quando torni a casa”, afferma Brett Johnson, che con la nuova collezione FW26 rende omaggio proprio al fascino intramontabile della Ville Lumière. Le tonalità sofisticate e senza tempo della palette, la costruzione dei capi che si ispirano alle architetture della città, tra minimalismo e decorazione. Ogni dettaglio esprime l’attenzione sartoriale e ogni tessuto è scelto per la sua tattilità e leggerezza. Per un viaggio sensoriale da indossare.


Paoloni conferma la sua anima sartoriale 

Il borgogna è il filo conduttore della nuova collezione di Paoloni. Una firma cromatica, protagonista, altre volte come dettaglio che illumina le tonalità naturali dei capi. Si conferma l’anima sartoriale del brand che, però, presenta volumi più morbidi e linee pulite, in linea con un’eleganza più naturale e misurata. I materiali sono scelti con cura: lane calde, tessuti armaturati, tartan e velluti, come per questo blazer doppiopetto con ampio rever a lancia color borgogna, ovviamente.