Fashion prediction: ecco cosa ci ossessionerà nel 2026
Cimeli di famiglia, azzurro ghiaccio e ritorno di un’estetica massimalista sono alcuni dei segnali chiave che emergono dall’annuale report di Pinterest sulle tendenze future
Pinterest lo chiarisce fin dalla prima pagina: Pinterest Predicts 2026 non è un’indagine sulle tendenze già affermate, ma su ciò che non lo è ancora e che, con tutta probabilità, lo diventerà. Ventuno segnali intercettati attraverso milioni di ricerche, salvataggi e comportamenti visivi a livello globale hanno permesso alla piattaforma di tracciare una mappa credibile dell’immaginario del 2026. Secondo il report, l’anno appena iniziato ruoterà attorno a tre forze principali: il bisogno di spettacolo, il ritorno dell’artificio e una voglia diffusa di evasione sensoriale, spesso esplicitamente estetica. E allora vediamo subito cosa ci attende.
Glamour al massimo: volume, oro, teatralità

La “tendenza” più esplicitamente fashion delineata dal report è Glamour al massimo. Trend che sancisce il ritorno di un’estetica decadente e massimalista. I completi diventano oversize, i colli si alzano a imbuto, le cinture si fanno chunky, i gioielli tornano dorati e importanti. È un immaginario che guarda apertamente agli anni Ottanta, dove l’abito torna a essere costruzione. Ma sarà sufficiente per sconfiggere l’appiattimento visivo innescato dal quiet luxury negli scorsi anni? Staremo a vedere.
Cimeli di famiglia: l’eleganza come eredità

Cimeli di famiglia introduce un’altra traiettoria chiave del 2026: il ritorno dell’accessorio carico di storia. Spille, fermacravatte, gioielli ereditati entrano soprattutto nel guardaroba maschile, portati non come vezzo vintage ma come segno identitario. È una moda che recupera il valore simbolico degli oggetti, spostando il lusso dal nuovo al tramandato. In un sistema saturo di novità, ciò che ha un’origine riconoscibile, una storia, una provenienza, diventa distintivo.
Il pizzo (dove non ce lo aspettiamo)

Il pizzo, protagonista di Meraviglie di pizzo, torna dove non ce lo aspetteremmo: su bomber, accessori, bandane, dettagli che storicamente gli sono estranei. Il decorativo entra in territori funzionali, più prettamente maschili e urbani. Vedremo materiali delicati applicati a capi strutturati, lavorazioni artigianali che disturbano superfici lisce. Un modo sottile di reintrodurre complessità visiva senza ricorrere all’eccesso.
Stile safari e stile d’autore

Tra le tendenze più narrative spiccano Stile safari e Stile d’autore. La prima costruisce una figura urbana ma “in spedizione”: bermuda khaki, gilet multi-tasca, camicie utility. Non è gorpcore, ma una moda che simula un’altro tipo di avventura, più posh e a cui – sicuramente- daranno un nuovo nome.
La seconda, Stile d’autore, lavora invece sull’immaginario intellettuale: blazer vintage, dolcevita oversize, borse a tracolla, accessori da scrivania. È il ritorno di una figura colta, letteraria, che usa il vestire come estensione del pensiero. A noi ricorda tanto il performative man ma, in entrambi i casi, la moda diventa un ruolo. Non cosa indossi, ma chi interpreti.
Freddo glaciale: il colore si raffredda

Freddo glaciale porta l’azzurro ghiaccio al centro del guardaroba 2026, applicato senza mediazioni a sartoriale, abiti e accessori. È un colore che non lavora sull’empatia, ma sulla distanza: netto, controllato, quasi tecnico. Dopo stagioni dominate da palette calde e accomodanti, il freddo entra come scelta coraggiosa. Serve a rendere le silhouette più leggibili, le superfici più pulite, l’immagine più clean.