L’armadio senza tempo di Zegna apre la Milano Fashion Week
Getty Images

L’armadio senza tempo di Zegna apre la Milano Fashion Week

di Gianluca Cantaro

La collezione autunno-inverno 2026 di Zegna, prende spunto dalla sconfinata collezione di famiglia per ripensare un guardaroba che sia tramandabile e quindi immortale

Un grande armadio circolare che raccoglie gli abiti di famiglia, campeggia all’interno del Palazzo del Ghiaccio di Milano e fa da scenografia alla sfilata autunno-inverno 2026 di Zegna: dalla prima giacca del 1930, fatta realizzare dal conte Ermenegildo Zegna con un tessuto di lana australiana al 100%, insieme a una selezione dello sconfinato archivio della dinastia, giunta oggi alla quarta generazione.

«È il contenitore di ricordi ed emozioni di una vita, ma soprattutto ci insegna a conservare, tramandare e far vivere gli abiti nel tempo. Mi piace anche l’idea lanciare il messaggio che spinga a comprare meno e meglio», racconta Alessandro Sartori, direttore artistico dell’azienda biellese, prima dello show che apre la Milano Fashion Week.

Non contano più le stagioni, quindi, l’abbigliamento diventa transgenerazionale e atemporale. E aggiunge: «Aggiustare, ingrandire, riprendere, adattare la vestibilità di una taglia in più o in meno, come si faceva un tempo, per dare vita a una nuova generazione di classici. Niente trend, ma spazio alla personalità di chi indossa», quell’attitudine che, quando c’è, è l’artefice dello stile.

«Il punto di partenza per questa collezione (e in generale per Sartori, ndr) è la ricerca di un design che renda i capi collezionabili e non dismissibili dopo poco», spiega.

Zegna Milano Fashion Week
Photo by Daniele Venturelli/Getty Images
Alessandro Sartori

Quindi i grandi classici del guardaroba maschile sono stati ripensati per passare da generazione in generazione tutto permeato da una sensazione di rilassatezza e comfort.

Il suo lavoro è rivolto al futuro, pensando a una silhouette che non risulti obsoleta nel tempo, rendendola morbida, allungata e mutevole: le giacche sono sia mono sia doppiopetto a seconda dell’utilizzo di un terzo bottone mobile, che si usa come fosse un gemello da camicia (l’innovazione è in fase di brevetto).

Zegna Milano Fashion Week
Photo by Daniele Venturelli/Getty Images

Stoffe di pesi diversi si sovrappongono sia in tinta unita sia con fantasie classiche rigate o finestrate. La palette spazia dal bianco stella alpina al brandy, dal torba al verde bosco, dal grigio antracite al nero per la sera.

Inutile dire che materiali sono ultra preziosi e con qualcosa di inedito: oltre alla seta e al cashmere, la lana è a volte filata insieme a carta di recupero per evidenziare la grana del tessuto. Una collezione concreta che prova come il normale può diventare eccezionale, se infuso di passione, dettagli e accorgimenti speciali che lo rendono desiderabile.