Chi è Oliver Bearman, il predestinato della Formula 1 che sogna Ferrari
Ventenne britannico che sta facendo la fortuna della Haas, è promesso sposo del Cavallino. Il desiderio dichiarato: vestire una tuta rossa. A Maranello lo conoscono bene e lo osservano a distanza. Sarà il dopo Hamilton?
Oliver Bearman ha iniziato il 2026 come aveva chiuso il 2025: convincendo. 20 anni e già 30 gran premi in Formula 1, mentre osserva Lewis Hamilton dal retrotreno sogna dichiaratamente un futuro in Ferrari. «È ciò che mi motiva ad alzarmi la mattina», ha detto l’inglese della Haas, la scuderia statunitense motorizzata da Maranello. Del resto una Rossa l’ha già guidata, diventando il più giovane pilota della storia Ferrari a partecipare a un gran premio. E anche allora lasciò il segno.
Le sue doti principali: determinazione, maturità fuori dal comune e una celerità sorprendente nel migliorarsi. «Non vedo un suo limite», le parole di Ayao Komatsu, il team principal della Haas che, dal quarto posto insperato nella classifica costruttori, se lo coccola. Il Cavallino lo osserva a distanza e intanto si frega le mani.

Oliver Bearman dal potenziale senza limiti
Prestante e slanciato, tra i piloti più alti del Circus con 1.84, l’altezza non limita la scaltrezza di Oliver Bearman nell’abitacolo. Nel suo secondo anno in Formula 1 con la Haas, è settimo nella classifica piloti con 17 punti, nonostante la paura di Suzuka, quando si schiantò contro il muro per evitare la lentissima Alpine di Colapinto. Davanti ha solo le imprendibili Mercedes, Ferrari e McLaren.
Per capire la portata delle sue dimostrazioni di classe e carattere: il compagno di squadra, l’esperto francese Esteban Ocon, è solamente quindicesimo con 1 punto. Anche nell’anno della sua prima stagione in F1, nel Mondiale del 2025, Bearman superò in classifica il compagno di squadra (rispettivamente 13° e 15° posto). Ottenne anche il miglior risultato della stagione del team americano con il quarto posto in Messico.
«Abbiamo fissato un obiettivo molto alto per Ollie, perché migliora ogni volta», ha detto di lui Komatsu prima del GP del Giappone. «È davvero impressionante».

Dalla sua non solo la velocità in gara, ma anche brillantezza ed efficacia fuori dalla pista, tra simulatore, test e lavoro con gli ingegneri. «Il modo in cui riesce a imparare così rapidamente è parte di ciò che lo rende incredibile»: la benedizione del boss Haas.
Ma il suo debutto ufficiale in Formula 1 è stato ancor prima: era il 9 marzo 2024 quando Oliver Bearman esordì, al volante di una… Ferrari! Al Gran Premio d’Arabia Saudita sostituì Carlos Sainz, indisponibile per un’appendicite. A 18 anni, 10 mesi e 1 giorno divenne il terzo pilota più giovane di sempre a esordire in F1 e il più giovane della storia Ferrari, battendo i record di Ricardo Rodríguez de la Vega (19 anni, 6 mesi, 27 giorni a Monza, 1961) e Charles Leclerc (21 anni, 5 mesi, 1 giorno in Australia, 2019).
Sul traguardo di Gedda arrivò settimo, trovando poi l’abbraccio del connazionale Lewis Hamilton, nono. E già quelle congratulazioni avevano il sapore di un passaggio di consegne.

Sognando la Rossa, pedalando con Pogacar
Dalla forte attitudine all’attacco, con una guida aggressiva ma pulita, Oliver Bearman sa spingere al massimo dosando grinta e rigore. Ad aver indirizzato il suo presente da promesso sposo Ferrari un regalo di Natale: all’età di 6 anni ricevette in dono il suo primo go-kart e lì scattò la sua passione per le corse.
A 8 anni iniziò a correre a livello agonistico, per poi scalare velocemente di categoria in categoria. Nel 2017 trionfò al Kartmasters British Grand Prix, il più grande evento di karting del Regno Unito. A 15 anni, nel 2020, il passaggio alle monoposto.
L’anno successivo fu quello decisivo: vinceva sia il campionato italiano che quello tedesco di F4 ed entrava a far parte della Scuderia Ferrari Driver Academy, che forma i campioni di domani. Da lì sono passati Mick Schumacher e Charles Leclerc. Nel 2023 il salto in Formula 2.
Nel 2024, dopo quella in Ferrari, un’altra sostituzione in F1, al posto di Kevin Magnussen per la Haas, confermando ancora una volta il suo grande talento.

«È stata una progressione molto rapida, di cui sono orgoglioso», ha detto il ragazzo di Chelmsford, nell’Essex, che ha abbandonato da adolescente per inseguire il sogno della Formula 1. «Non c’è niente che non avrei fatto per arrivare in F1, e niente mi fermerà», ha dichiarato con fermezza inscalfibile, all’inizio della sua prima stagione tra i grandi.
Dopo aver vissuto a Modena, ha trovato casa a Monaco. Ed è qui che coltiva il suo passatempo preferito, la bicicletta. «È un ottimo modo per staccare la spina», ha detto. «È un’esperienza molto liberatoria, posso pedalare per ore: lo trovo davvero piacevole ed è anche un ottimo allenamento per le gare». Tra i suoi compagni di pedalate? Un certo… Tadej Pogacar. Il ragazzino risoluto è infatti riuscito a convincere il tre volte vincitore del Tour de France a unirsi a lui nelle sortite in bici lungo la Costa Azzurra.
Una curiosità? Anche se in pista Oliver Bearman inanella prestazioni di sostanza, stagliandosi sempre più come una certezza, il pilotino inglese ha mostrato meno capacità su strada: è stato infatti bocciato all’esame di guida per la patente! Ha dovuto ripeterlo una seconda volta. Galeotto fu un semaforo. Del resto lui è abituato a semafori a cinque luci.

Oliver Bearman: podi e vittorie nel mirino
Oliver Bearman ha tra i modelli di riferimento colleghi leggendari ancora in pista come Lewis Hamilton e Max Verstappen. «Sono spietati e guidano come macchine», ha detto. Ma, da cuore rosso Maranello, non dimentica Schumi. «Ci sono però anche piloti come Michael Schumacher, che ha definito un’intera epoca».
Secondo i più, è già chiaro che Bearman succederà ad Hamilton alla guida della Ferrari. Resta solo da capire come e quando. Con la fiducia in se stesso che caratterizza i grandi, Oliver intanto tira dritto per la sua traiettoria: «Devo solo guidare veloce. Il resto verrà da sé». A bordo circuito c’è sempre suo padre a seguirlo, il suo primo tifoso. «Quando lo mostrano in tv mi sembra che stia guidando in pista con me». L’87 scelto per la sua monoposto è proprio un omaggio al genitore, che gareggiava con quel numero nei kart.
Il potenziale dell’inglesino della Haas è gigante e la scuderia del Cavallino lo sa. Forse nemmeno in quel di Maranello si aspettavano che sarebbe stato pronto così presto per la Ferrari. «Mi sento assolutamente pronto per podi e vittorie», ha dichiarato recentemente. «Se sono qui è solo grazie alla Ferrari, che ha creduto in me e mi ha supportato fin dall’inizio. Il mio sogno più grande, a lungo termine, è indossare una tuta rossa e correre con la Ferrari. Mentirei se dicessi il contrario».
Charles Leclerc ad oggi, grazie al successo in Belgio nel 2019, è il più giovane pilota ad aver vinto un gran premio al volante della Rossa (all’età di 21 anni, 10 mesi e 16 giorni). Chissà che non spetti propri a Bearman togliergli il record.