Capelli uomo: tendenza anni 70 per l’autunno 2018


Da Ziggy Stardust a John Travolta, i look seventies che hanno conquistato le passerelle di questa stagione. Tutti gli stili da ricreare con i giusti prodotti

di Eleonora Gionchi

In fatto di look e di capelli, gli anni 70 ne hanno viste parecchie. Hippy e neo hippy, punk, taglio all’italiana e butch cut sono tra gli stili più conosciuti. Merito della scena musicale e cinematografica dell’epoca e di personaggi iconici che hanno ispirato molte generazioni, come David Bowie e Mick Jagger, fino a John Travolta nei panni di Tony Manero in Saturday Night Fever. E quest’autunno sulle passerelle e in strada quel decennio è ritornato a far sognare, reinterpretato in nuovi tagli maschili, come spiega il barbiere Martina Carnevale di Bullfrog.

Da David Bowie al taglio all’italiana
La città più dandy d’Europa nel decennio dei seventies perde il suo aplomb dando vita a uno dei movimenti culturali più trasgressivi e riconoscibili, il punk. A Londra, però, accanto a Vivienne Westwood e ai Sex Pistols, c'è anche il leggendario stile glam rock di David Bowie ma anche quello più rilassato e naturale di Mick Jagger. E sulle passerelle gli styling seguono proprio queste correnti, oltre (ovviamente) all'estetica hippy: «Gli anni 70 sono tornati prepotenti questa stagione e, ieri come oggi, la scelta tra i tagli e i look è molto ampia. Si parte dallo stile hippy, quello più simbolico di questo periodo storico, caratterizzato da capelli folti, lasciati crescere lunghi e tradizionalmente portati con riga al centro ma mai seguendo un vero e proprio taglio. Opzione che continua ad essere tutt'ora difficile da gestire», spiega Martina Carnevale.«Per questo, una valida alternativa per il quotidiano è rappresentata anche dal taglio all’italiana, lo stesso sfoggiato da John Travolta in Saturday Night Fever: un classico medio-lungo sui lati ma con una lunghezza maggiore sulla parte superiore della testa, disciplinato e gestito però seguendo i dogmi della nostra scuola, cioè con forbici e pettine».

Per chi invece anche oggi vuole osare e trasgredire un po’, la scelta è il butch cut, vagamente punk ma meno estremo perché nato alla fine del decennio:«È molto presente soprattutto sulle passerelle: è facile da realizzare ma non altrettanto da portare perché si tratta infatti di un taglio rasato, da 1cm a 1.5cm, tendenzialmente con una o due lunghezze e con sfumature morbide e mai troppo decise perché non sempre si usa il rasoio per realizzarlo», conclude Martina Carnevale.

Per lo styling di tutti questi look? Paste, pomate, mousse e cere modellanti:«per quanto estremi, questi tagli non prevedono infatti l’uso di gel a lunga tenuta ma restano sempre morbidi e dall’effetto il più naturale possibile».