Da Achille Lauro a Mahmood: gli hair look maschili più iconici nella storia di Sanremo
Da Adriano Celentano ad Achille Lauro fino a Mahmood e Damiano David, un racconto dei tagli, dei ciuffi e dei ricci che hanno definito ogni decennio del Festival
Fin dal primo Festival – correva l’anno 1951 – sul palco di Sanremo non sono mai state protagoniste solo le canzoni ma anche i look dei cantanti con tutte le loro trasformazioni negli anni. Nel decennio dei 60/70, i protagonisti della canzone italiana indossavano capelli di media lunghezza, morbidi o leggermente spettinati, in sintonia con l’epoca rock e pop internazionale, segnando una prima rottura con il rigore formale degli anni precedenti. Gli anni Ottanta amplificano questo slancio: con la diffusione del pop mondiale, chiome vaporose, ciuffi mossi e volumi più pieni diventano segno di una giovinezza che si misura col palco televisivo, mentre nei ’90 e Duemila la tendenza si sposta verso tagli più naturali e spettinati, che accompagnano l’introspezione e la ribellione romantica delle nuove generazioni. In quegli anni il capello diventa simbolo di personalità e libertà espressiva, anticipando ciò che avverrà negli anni Duemila. Ma quali sono stati i look più iconici del Festival di Sanremo? Vediamo insieme i migliori grooming ad alto impatto.
Adriano Celentano: il ciuffo ribelle degli anni ’60
Adriano Celentano porta un ciuffo leggermente spettinato, simbolo di ribellione giovanile e anticonformismo. Il Molleggiato combina musica e immagine con una naturalezza che cattura il pubblico: il ciuffo diventa parte integrante della performance, incarnando una nuova eleganza rock e aprendo la strada a uno stile audace, dinamico e inedito per l’Italia degli anni ’60, capace di segnare la memoria collettiva del Festival e influenzare generazioni di cantanti.

Little Tony: il rock e volume anni ’60
Little Tony conquista Sanremo con un taglio medio lungo sulle tempie e ciuffo centrale, ispirato ai rocker americani. Negli anni ’60, il suo stile era considerato audace e dirompente, incarnando la nuova mascolinità ribelle della musica pop-rock e portando sul palco un’energia giovane e internazionale. Il look diventa subito iconico, influenzando non solo il pubblico ma anche altri artisti italiani, segnando un punto di svolta nello stile maschile del Festival.

Eros Ramazzotti e il ciuffo vaporoso anni ’80
Ramazzotti conquista Sanremo con capelli vaporosi e mossi, simbolo di modernità e fascino giovanile anni ’80. Il ciuffo voluminoso diventa elemento distintivo della sua immagine, accompagnando le ballate pop-rock che lo rendono celebre in Italia e all’estero. Questo look esprime energia scenica e personalità, consolidando Ramazzotti come icona dello stile maschile dell’epoca e modello per molti cantanti emergenti.

Enrico Ruggeri: punk raffinato anni ’80
Ruggeri porta capelli corti e leggermente pettinati in verticale, che incarnano al meglio il mood punk raffinato degli anni ’80/90. Questo look rompe la monotonia dei mitici Eighties, introducendo un’estetica audace e internazionale sul palco di Sanremo. I capelli diventano segno di ribellione stilistica e anticonformismo, anticipando tendenze che influenzeranno altri festival e diventeranno un punto di riferimento per il grooming maschile dei cantanti italiani e non solo.

Tiziano Ferro ovvero l’eleganza contemporanea anni 2000
Ferro porta un taglio ordinato con ciuffo morbido, simbolo di eleganza contemporanea e attenzione ai dettagli. Negli anni 2000, il look maschile a Sanremo diventa sempre più curato e raffinato, e Ferro rappresenta l’artista capace di fondere musica, presenza scenica e stile personale. Il suo hairstyle discreto ma distintivo comunica sicurezza e modernità, influenzando i look dei ventenni e trentenni negli anni che seguiranno.

Francesco Gabbani e il ciuffo moderno (2017)
Il ciuffo laterale voluminoso e mosso di Gabbani è un classico degli anni 2010, valorizzato dall’uso di gel per un finish semi-wet che conferisce lucentezza e struttura. Questo look è diventato un vero e proprio segno distintivo della sua immagine sul palco di Sanremo. Non a caso, nei mesi successivi sarà copiato da molti, trasformandosi nel taglio di riferimento per l’intero decennio. Bravissimo Gabbani, anche in questo.

Il corto rasato ai lati di Mahmood (2019)
Capelli corti e rasati ai lati segnano la prima performance di Mahmood a Sanremo; è un look pulito, essenziale e in linea con la timidezza del suo debutto. Nonostante la sobrietà, lo stile comunica personalità e modernità, anticipando la capacità dell’artista di sperimentare continuamente con l’immagine nei festival successivi. Questo hairstyle diventa simbolo di autenticità e discreta eleganza, definendo la nuova mascolinità contemporanea sul palco dell’Ariston.

Achille Lauro e l’estetica performativa (2020)
Capelli ossigenati, ricci scolpiti e scenografici, che diventano parte integrante della performance sul palco di Sanremo. Achille Lauro dimostra come l’hair look possa trasformarsi in vero linguaggio visivo, elemento di provocazione artistica e strumento narrativo della sua presenza scenica. Questo stile audace e unico lo distingue da tutti gli altri, rendendo i suoi capelli quasi protagonisti dello spettacolo e segnando un nuovo modo di concepire il look maschile sul palco dell’Ariston.

Blanco e il taglio da bravo ragazzo (2022)
Capelli morbidi, naturali e voluminosi, simbolo di spontaneità, modernità e freschezza giovanile. Blanco rappresenta la nuova generazione di artisti, portando sul palco un look pulito, essenziale ma impeccabile, che riflette autenticità e personalità. La scelta di non stravolgere lo stile negli anni successivi evidenzia coerenza, trasformando la semplicità dei capelli in un vero elemento distintivo del suo stile e del suo rapporto con il pubblico.

Marco Mengoni, i ricci definiti (2023)
Capelli corti e ricci definiti, che esaltano naturalezza e dinamismo sul palco di Sanremo. Lo styling valorizza il volto e crea un’immagine in linea con i trend del periodo. Anche l’abbinamento con barba e sopracciglia folte rafforza lo stile del cantante, sottolineando la sua passione per la cura anche nei minimi dettagli. Mengoni dimostra ancora una volta come un look semplice ma curato possa diventare un tratto distintivo.

Il mohawk di Olly (2024)
Il mohawk di Olly, completato da burst fade e dettagli rock’n’roll, è simbolo di audacia ed energia. Il look, indossato sul palco di Sanremo due anni fa, trasmette dinamismo e personalità, diventando immediatamente riconoscibile. Apprezzato dalla Gen Z, si trasforma rapidamente nel signature hairstyle dell’artista – e ovviamente è stato subito copiatissimo da tutti i suoi coetanei.

Damiano David e lo sleek look (2025)
Damiano David sfoggia un effetto semi-wet, dal mood glam rock, che conferisce lucentezza e struttura ai capelli. Come per gli altri signature hairstyle delle sue esibizioni a Sanremo, il suo look lo conferma icona dei giovani italiani, capace di trasmettere una idea decisamente originale di eleganza (inedita) sul palco dell’Ariston.
