BTS: cosa sapere sul nuovo album (e perché tutti ne parlano)
Dopo un’attesa durata anni, il collettivo coreano è finalmente tornato sulle scene con ARIRANG: 14 tracce per un comeback che sembrava non arrivare mai. Lasciatevelo raccontare (e poi ascoltatelo)
Il countdown è finito. Dopo anni di attesa, congetture, servizio militare e un silenzio che sembrava non voler finire più, i BTS sono finalmente tornati con un nuovo album: ARIRANG. E non è un ritorno qualunque, è il primo vero capitolo inedito del gruppo dal 2020. Sì, perché l’antologia Proof del 2022 era un’antologia celebrativa del percorso già fatto con pochi inediti (tra cui Yet to Come). L’ultimo album “classico” (quello con il respiro del nuovo) del collettivo coreano è stato infatti BE, uscito quando il mondo era ancora fermo per la pandemia. Ora ARIRANG arriva per riempire quel vuoto creatosi in questi anni, lasciatevelo dunque raccontare. Poi ascoltatelo con con calma.

Tutto su ARIRANG dei BTS
Il disco è il quinto studio album dei BTS e contiene 14 tracce. E per chi si stesse chiedendo il significato di questo titolo, sappiate che richiama “Arirang”, una canzone tradizionale coreana che molti considerano un secondo inno nazionale. Musicalmente, non è un album-réunion costruito sulla nostalgia. È un album che mescola ambizione pop e riferimenti culturali coreani senza perdere di vista il respiro globale. La title track è SWIM, un brano alternative pop che i membri definiscono un inno per continuare ad andare avanti nonostante le onde della vita. Jin l’ha raccontata con un’analogia che solo lui poteva trovare: “Quando l’ho ascoltato per la prima volta, mi è sembrato delicato e silenziosamente accattivante, come il naengmyeon di Pyongyang. Più lo ascoltavo, più volevo ‘nuotare insieme’ con esso”, ha dichiarato.
A firmare la produzione, un parterre di nomi che mescola top producer internazionali (Diplo, Ryan Tedder, Kevin Parker dei Tame Impala, Mike WiLL Made-It e Flume) e il coinvolgimento diretto del gruppo: RM è co-autore sulla maggior parte dei brani, ma tutti e sette i membri hanno messo mano alla scrittura. Una scelta, quella dei produttori stranieri, che ha fatto storcere il naso a qualcuno, ma che rivela anche la volontà di non rinchiudersi in un’unica formula.

Parliamo di numeri e tour
Secondo Reuters, ARIRANG ha venduto 3,98 milioni di copie nel primo giorno. Un dato enorme anche per gli standard del gruppo, la conferma che la pausa militare non ha intaccato la centralità dei BTS nel pop globale.
Il giorno dopo l’uscita, il 21 marzo, i sette hanno celebrato il ritorno con BTS THE COMEBACK LIVE | ARIRANG a Gwanghwamun Square, nel cuore di Seul. Un evento pensato per il pubblico in piazza e per quello globale; l’esclusiva mondiale è andata in onda su Netflix. In piazza si sono radunate oltre 100mila persone, mentre in streaming il concerto ha raggiunto 18,4 milioni di spettatori. Una portata tale da ricevere persino le lodi del presidente sudcoreano Lee Jae Myung: “Ha avuto un ruolo significativo nella promozione della Repubblica di Corea. Sembra decisivo per la promozione di Gwanghwamun e della Corea”.

Sul palco, l’apertura con Body to Body ha unito la band a musicisti del National Gugak Center (il centro nazionale di musica tradizionale coreana), trasformando il live in un atto culturale prima ancora che in un concerto. Quella sera a Gwanghwamun si è festeggiato alla grande e si è dato anche il via alla fase successiva. Il tour mondiale ARIRANG 2026-2027 parte il 9 aprile da Goyang, in Corea del Sud, e toccherà 34 città con 82 concerti tra Asia, Nord America, America Latina, Europa e Australia. Gli analisti del settore stimano ricavi da capogiro: qualcuno azzarda che il tour potrebbe avvicinare o superare i 2,1 miliardi di dollari del famoso Eras Tour di Taylor Swift, con un indotto complessivo intorno a 1,8 miliardi. Staremo a vedere ma non facciamo di certo fatica ad immaginarlo.