Cinque mostre per Giuseppe Chiari


Tra Firenze e Prato, un percorso espositivo celebra l’opera dell’artista fiorentino

di Valentina Lonati

Trasformava la musica in azione artistica, lasciando che le sue composizioni si aprissero all'irruzione del mondo esterno - al rumore casuale, al vento o al fruscìo delle foglie - oppure convertendo le partiture in scritte, segni e arte visiva. Sono passati dieci anni da quando, all'età di 81 anni, si è spenta una delle anime più libere e poliedriche del movimento avanguardistico Fluxus: Giuseppe Chiari.

Per raccontare la sua storia non si può che partire dalla musica. Da giovane abbandonò gli studi in matematica per dedicarsi alla passione per il pianoforte. Sognava di diventare un pianista jazz, ma l'amore per l'arte, la poesia e l'architettura lo spinse a esplorare linguaggi espressivi che fondessero le varie discipline in qualcosa di nuovo. La sperimentazione caratterizzò la sua intera esistenza, a partire da quando, nel 1961, fondò con Pietro Grossi l'associazione Vita Musicale Contemporanea, l'alternativa sperimentale al Maggio Musicale Fiorentino. Pensava che arte e musica fossero entrambe azioni essenziali del vivere umano, e che il segreto della bellezza risiedesse nelle cose semplici. “Art is easy”, diceva. E anche: “La musica è facile”. In queste brevi frasi-manifesto c'era tutto l'approccio poetico alla ricerca artistica, e in primis, alla vita.

Convinto che l'arte andasse vissuta più che guardata, metteva in scena le sue opere attraverso performance che univano tutto il suo immaginario creativo. Il suo concetto di arte lo portò ad avvicinarsi a Sylvano Bussotti e a John Cage, entrando a far parte della corrente artistica Fluxus nel 1962. Da lì in poi, Giuseppe Chiari è stato considerato il maggiore esponente italiano del movimento.

Oggi, in occasione dell'anniversario della sua morte, cinque gallerie tra Firenze e Prato si sono unite in PentaChiari, un percorso espositivo – a cura di Bruno Corà - che ripercorre la produzione dell'artista in cinque tappe. Le mostre, alcune delle quali visibili ancora per pochi giorni, sono allestite presso la galleria Armanda Gori Arte a Prato (fino al 28 gennaio) e gli spazi fiorentini Frittelli Arte Contemporanea (fino al 2 marzo), Galleria Il Ponte (fino al 2 febbraio), Galleria Santo Ficara (fino al 2 febbraio) e Tornabuoni Arte (fino al 27 gennaio).