Milano Art Week 2026: le mostre imperdibili da vedere ora
MUDEC - Chiharu Shiota - The Moment the Snow Melts

Milano Art Week 2026: le mostre imperdibili da vedere ora

di Elena Bordignon

A un mese da quello che sarà l’evento più atteso per gli appassionati di arte contemporanea, la Biennale d’arte a Venezia, spetta a Milano diventare il centro nevralgico per vedere mostre, partecipare a rassegne e presentazioni, ma anche per comprare arte.

Apre i battenti, dal 13 al 19 aprile, la fiera miart – giunta alla sua trentesima edizione – che ha per titolo New Directions: miart, but different e ha come fonte d’ispirazione la musica jazz. La kermesse fa parte del più ampio programma della Milano Art Week, la settimana dedicata all’arte contemporanea che quest’anno conta oltre 400 appuntamenti, e che da quest’anno si arricchisce dell’apertura di un’altra fiera: per la prima volta la città ospita Paris Internationale Milano, tappa italiana della piattaforma indipendente fondata a Parigi nel 2015. Prima edizione della fiera al di fuori della Francia, Paris Internationale sceglie Milano per la sua centralità nella scena artistica europea e per il ruolo sempre più strategico della città nel sistema internazionale dell’arte contemporanea (dal 18 al 21 aprile 2026 a Palazzo Galbani).

Tra gli appuntamenti più attesi, la mostra ospitata al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea The only true anarchy is that of power dell’artista italo-australiano Marco Fusinato, che il 13 aprile apre la Milano Art Week con una coinvolgente performance. La mostra è un concentrato di potenza visiva e sonora grazie alla capacità dell’artista di far dialogare il suono con una ampia raccolta di riproduzioni fotografie. Un viaggio nei meandri della musica noise, tra  rumore, immagine e intensità sonora.
A Palazzo Reale prosegue il programma espositivo con Le Alchimiste, la nuova imponente mostra di Anselm Kiefer; Metafisica/MetafisicheRobert Mapplethorpe. Le forme del desiderio e i Macchiaioli. Al MUDEC – Museo delle Culture continua la mostra Il Senso della Neve, in parallelo è possibile visitare la grande installazione The Moment the Snow Melts di Chiharu Shiota.

Il parco d’arte contemporanea all’interno di CityLife, l’ ArtLine Milano  arricchisce la sua ampia collezione di opere site-specific a cielo aperto con Octospider dell’artista inglese “istigatore di interventi sociali” Jeremy Deller: l’opera consiste in un grande animale immaginario, che può essere fruita dai bambini come un vero e proprio parco giochi o semplicemente ammirata quale dispositivo in grado di creare relazioni tra i frequentatori del parco.
Fondazione Prada inaugura una nuova mostra dedicata al recente progetto multimediale dell’artista cinese Cao Fei “Dash”: una riflessione sulla rivoluzione tecnologica nel settore agricolo a livello globale e sulle sue contraddizioni. Come spiega l’artista: “Questa mostra invita il pubblico a entrare in un sito archeologico dedicato all’agricoltura contemporanea, dove si intrecciano molteplici dimensioni temporali. Non si tratta di un idillio pastorale della tecnologia, ma di uno sguardo archeologico sull’agricoltura intesa come ‘ingegneria geologica’.” In contemporanea sono visitabili l’intervento site-specific di Mona Hatoum nella sede di Largo Isarco, mentre nella sede dell’Osservatorio è ancora visitabile il progetto di Hito Steyerl, The Island.

È in corso al Pirelli HangarBicocca la mostra dell’artista Rirkrit Tiravanija The House That Jack Built: una retrospettiva sulla sua trentennale ricerca intorno alla pratica spaziale e architettonica. La mostra, strutturata come un labirinto e fruibile in modo interattivo da parte del pubblico, si presenta come la summa di oltre trent’anni di carriera dell’artista emerso negli anni ’90 come tra i maggiori rappresentanti dell’ “arte relazionale”. In contemporanea l’Hangar ospita  Rebecca, prima grande mostra istituzionale di Benni Bosetto, che il 18 aprile 2026 si attiva con un’intera giornata di performance.
La Triennale di Milano ospita una grande monografica dedicata ad uno dei geni del design italiano, figura chiave del Radical Design degli anni ’60 e ’70, Andrea Branzi. La mostra Andrea Branzi by Toyo Ito: Continuous Present ideata dal celebre architetto giapponese Toyo Ito, riflette sulle intersezioni tra arte, architettura e design. Ito ha concepito l’allestimento come un continuum organizzato per “flussi e vortici”, superando il classico andamento cronologico per dimostrare l’attualità e la generosità del pensiero di Branzi. 


Triennale di Milano – Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present

Dal 9 al 19 aprile, il Museo del Novecento ospita salut! hallo! hello! di Diego Marcon, che entra a far parte della Collezione ACACIA donata al Museo. Il video, sua opera giovanile del 2010, si apre  con un carosello di cartoline che richiamano diversi scenari di vacanza ed evocano un nostalgico immaginario di viaggio. Tra le novità della Milano At Week segnaliamo Ghost Track: una serie di interventi di artisti contemporanei in dialogo con le collezioni permanenti di musei e istituzioni culturali cittadine non dedicate all’arte moderna e contemporanea – tra cui i Musei del Castello Sforzesco, il Civico Museo Archeologico, il Museo di Storia Naturale, l’Acquario Civico e il Museo del Risorgimento – come veri e propri contrappunti visivi accanto alle opere storiche.

Per il programma completo della settimana dedicata all’arte contemporanea consultate il sito milanoartweek.it