Cortina 1956: quando le Olimpiadi insegnarono all’Italia a raccontarsi al mondo

Cortina 1956: quando le Olimpiadi insegnarono all’Italia a raccontarsi al mondo

di Digital Team

A pochi giorni dall’avvicinamento a Milano Cortina 2026, una mostra fotografica a Milano rilegge i Giochi Olimpici Invernali del 1956 come il primo momento in cui l’Italia imparò a costruire la propria immagine pubblica attraverso lo sport, i media e le immagini

Dal 6 febbraio al 3 maggio 2026, nell’anno che riporta l’attenzione internazionale sull’Italia grazie a Milano Cortina 2026, le Gallerie d’Italia – Milano ospitano La strada per Cortina. VII Giochi Olimpici Invernali 1956, mostra fotografica curata da Aldo Grasso che propone una rilettura misurata ma incisiva di uno degli eventi più significativi del Novecento italiano. Più che una celebrazione sportiva, l’esposizione si presenta come un’indagine sul modo in cui l’Italia, a pochi anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, iniziò a ricostruire la propria reputazione internazionale attraverso le immagini.

Le 86 fotografie esposte – quasi tutte in bianco e nero – provengono dall’archivio di Publifoto Milano, l’agenzia giornalistica che seguì i Giochi di Cortina d’Ampezzo del 1956 con un’attenzione sistematica allora inusuale: oltre 1.400 scatti, più di 100 servizi e una squadra di sei fotografi impegnati a documentare non solo le competizioni, ma l’intero ecosistema che ruotava attorno all’evento.

La mostra si apre con le fasi preparatorie: cantieri, infrastrutture, architetture sportive. Lo Stadio olimpico del ghiaccio e il Trampolino Italia diventano simboli di un Paese che, pur ancora segnato dalla ricostruzione, ambiva a dimostrare efficienza progettuale e capacità organizzativa. Da qui, lo sguardo si sposta progressivamente sul “dietro le quinte” dei Giochi: gli atleti nei momenti di attesa, i tecnici, i cronisti, il pubblico. Scene apparentemente marginali che, viste oggi, raccontano molto del clima sociale e culturale dell’epoca.

Cortina 1956 fu anche il primo grande laboratorio mediatico dell’Italia repubblicana, un banco di prova per la costruzione dell’immagine del Paese all’estero. Per la prima volta un’Olimpiade invernale venne trasmessa in diretta televisiva in diversi Paesi europei, segnando un passaggio decisivo nel rapporto tra sport, immagini e pubblico. La mostra restituisce con chiarezza questo snodo storico, mostrando come la fotografia non fosse soltanto strumento di documentazione, ma parte integrante di una strategia di rappresentazione nazionale.

Accanto allo sport, emerge il ruolo delle imprese. Numerose immagini furono commissionate dalle aziende che investirono nella comunicazione legata ai Giochi, anticipando una relazione sempre più stretta tra grandi eventi, brand e immaginario collettivo. In questo senso, la mostra offre anche uno spaccato del nascente capitalismo italiano degli anni Cinquanta, nel pieno di quello che sarebbe stato definito il “miracolo economico”.

Un ulteriore livello di lettura riguarda il lavoro archivistico. Tutte le fotografie su Cortina 1956 conservate dall’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo sono state recentemente restaurate, digitalizzate e rese accessibili online. L’operazione conferma il valore dell’archivio come strumento di comprensione storica, capace di andare oltre l’evento sportivo per raccontare le trasformazioni profonde del Paese.

Inserita nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026La strada per Cortina stabilisce un dialogo silenzioso tra passato e presente. Non suggerisce facili parallelismi, ma invita a riflettere su come le grandi manifestazioni internazionali abbiano contribuito, nel tempo, a ridefinire l’identità pubblica dell’Italia. Un racconto misurato, affidato alle immagini, che parla di ambizione, modernità e del momento esatto in cui l’Italia iniziò a capire come mostrarsi al mondo.