A$AP Rocky torna con “Don’t Be Dumb”, il suo nuovo album

A$AP Rocky torna con “Don’t Be Dumb”, il suo nuovo album

di Digital Team

Dopo otto anni di attesa, il quarto album in studio di A$AP Rocky segna un ritorno ambizioso e stratificato: un progetto che supera il formato musicale per diventare un universo culturale

Dopo otto anni di silenzio discografico, A$AP Rocky rompe l’attesa con Don’t Be Dumb, il suo quarto album in studio, uscito oggi. Non un ritorno in senso tradizionale, ma una riapertura del discorso: Rocky rientra sulla scena spostando l’asse, costruendo un lavoro che si muove oltre la dimensione musicale per farsi racconto visivo, estetico e narrativo. Un progetto che assorbe aspettative e le rilancia, trasformandole in linguaggio.

I numeri arrivano subito a definirne la portata. Don’t Be Dumb è l’album hip-hop più pre-salvato di sempre su Spotify, con oltre un milione di pre-save, e ha superato le 130.000 copie vendute in vinile prima ancora dell’uscita ufficiale. Dati che non raccontano solo l’hype, ma la capacità di Rocky di restare centrale senza rincorrere l’attualità, imponendo piuttosto il proprio ritmo. I singoli Punk Rocky e Helicopter hanno preparato il terreno mostrando con chiarezza la direzione: ironia obliqua, surrealismo, libertà formale. Variety ha parlato di un nuovo standard creativo, mentre Rolling Stone ha già inserito il disco tra i lavori più audaci della sua carriera.

A$AP Rocky
A$AP Rocky

Sul piano musicale, Don’t Be Dumb è un album volutamente irregolare, costruito per frizioni e slittamenti. Tensione, introspezione e sperimentazione convivono senza cercare una sintesi rassicurante. Le collaborazioni – da Tyler The Creator a Thundercat, da Jon Batiste ai Gorillaz, passando per Danny Elfman e Jessica Pratt – non funzionano come semplici innesti, ma come estensioni di un ecosistema sonoro instabile, in continua mutazione. Ogni traccia apre una possibilità diversa, rifiutando l’idea di un’identità sonora univoca.


La cover del nuovo album

L’immaginario visivo è parte strutturale del progetto. La copertina, realizzata in collaborazione con Tim Burton, raffigura sei alter ego di Rocky – GR1M, MR. MAYERS, RUGAHAND, BABUSHKA BOI, DUMMY e SHIRTHEAD – che incarnano altrettante tensioni e fasi del suo percorso creativo. Non maschere decorative, ma archetipi che ampliano la narrazione dell’album, trasformandolo in una mitologia personale coerente con l’approccio multidisciplinare che da anni definisce la sua figura.

Questo nuovo capitolo discografico si inserisce in un momento particolarmente denso per l’artista. Nel 2025 è stato co-chair del Met Gala, house ambassador di Chanel, direttore creativo di Ray-Ban e PUMA, oltre che protagonista di alcune delle campagne più rilevanti del lusso globale