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Pitti Uomo 97, il best of degli eventi visti a Firenze

di Annalisa Testa - 10 Gennaio 2020

Sfilate e presentazioni, cocktail in boutique e special guests. Ecco il meglio degli eventi dentro e fuori Fortezza visti in occasione di Pitti Immagine Uomo 97.

Atmosfera quasi religiosa, campane tibetane in sottofondo e migliaia di garofani indiani arancioni. Il set dello show di ∫, il primo firmato dalla coppia Luke e Lucy Meier, guest designers di questa edizione di Pitti. Era così allestito il refettorio di Santa Maria Novella per la sfilata che ha visto il duo di designer fare ritorno a casa, città in cui hanno studiato e in cui si sono incontrati per la prima volta (e mai più lasciati). La collezione, un inno alla perfezione. I cappotti cadono immobili lungo la linea di pantaloni con ampio risvolto. Le giacche tagliate chirurgicamente avvolgono tuniche e abiti che ricordano quelli indossati dai monaci. Pochi i dettagli, solo piccoli pendenti come campanelli tibetani che dondolano appesi a frange di cappe e pullover oversize.

Mito diventato ormai icona di stile. K-Way riempie fino all'orlo il Palazzo della Camera di Commercio di Firenze per raccontare la sua evoluzione contemporanea. In passerella sfilano i capi che hanno fatto la storia di questo brand. Dai classici dell’outerwear capi più elaboratifino ai double face a una variegata brand extension fatta di anfibi, cappelli e pantaloni.

Torna a Pitti Uomo anche Armani con la sua linea Armani Exchange presentata in un vero parco divertimenti, l’A|X Park. Immaginario pop e colore si mescolano alla forte ispirazione anni Novanta in questo spazio dinamico in cui i visitatori, dopo aver attraversato un labirinto di led, hanno potuto toccare con mano il mondo A|X Armani Exchange e accedere ai videogiochi arcade.

In linea con il DNA del brand, scenario street e ’90 vibes sono le ispirazioni più forti della collezione, presenti nelle stampe all over e nelle grafiche con il logo tape o pattern su capispalla e vestiti per lei, e nei volumi baggy con dettagli sportivi in bianco, nero, blu e arancio di pantaloni, giacche e hoodies maschili.

Da Berlino Stefano Pilati porta la sua Random Identities, interpretazione di erotismo e sensualità con rigore sartoriale e anima street. Pizzi e total black, colori pastello, fasce fluo e volumi unisex. Nella uoniforme di una nuova generazione anche i sandali Arizona di Birkenstock.

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