Sanremo 2026: risultati e classifica della prima serata
Primo ascolto dei 30 big in gara, primi verdetti, sotto l’egida di una Laura Pausini simpaticamente caotica. Tra i top 5 ci sono c’è Serena Brancale. E poi…
«Benvenuti al Festival della canzone italiana, al Festival di Sanremo». Non poteva che essere la voce di Pippo Baudo ad aprire il Festival, il primo senza l’immenso conduttore che sul palco dell’Ariston ha guidato e “inventato” per 13 edizioni. «Pippo! Pippo! Pippo!», il coro che gli ha tributato il teatro in una voce sola.
Infinita ma scorrevole, pur senza grandi picchi, la prima serata di Sanremo 2026 ha consegnato la prima classifica dei top 5. Tra l’esibizione accorata di Tiziano Ferro, la simpatia ciarliera di una delle prime donne al voto e la performance toccante di Arisa, ecco i primi risultati.

Sanremo 2026, classifica della prima serata
Quando il martedì è ormai diventato mercoledì da un po’, alle 1.39 di notte, dopo l’esibizione di tutti e 30 gli artisti in gara, sono scoccati i primi risultati di Sanremo 2026. Ecco la classifica dei primi cinque, in ordine casuale di piazzamento.
- Fedez & Masini – Male necessario
- Ditonellapiaga – Che fastidio!
- Serena Brancale con Qui con me
- Arisa – Magica favola
- Fulminacci con Stupida sfortuna

Da Michele Bravi ad Arisa
«Questa è casa tua», così Carlo Conti ha accolto una Laura Pausini “da domare”. Compagna di conduzione non impeccabile, tra fogli da leggere sbagliati e posizioni sul palco da ricalibrare, ha replicato: «Sono molto felice, grazie per questo sogno». Più ligio il co-conduttore Can Caman, in tutta la sua statuaria beltà.
È spettato al tormentone elettro pop Che fastidio di Ditonellapiaga aprire i giochi. Ci ha colpito con i cambiamenti inaspettati di ritmo e i giochi della voce Michele Bravi, dolce e sofisticato (vestito Antonio Marras). La sorpresa che non ti aspetti? Il rapper Sayf con Tu mi piaci tanto, in una giocosità pensosa che fa centro.
Al primo ascolto Dargen D’amico colpisce invice più per il look, come suo solito più che estroso, stile arbusto (by Mordecai), che per l’ironia sull’era digitale della sua AI AI.
Il primo tuffo al cuore, da lacrime sussurrate, lo suscita Arisa, in abito bianco, tra violini, mentre canta “A trent’anni tutti mi dicevano che bella la tua voce / A quaranta voglio solamente ritrovare un po’ di pace” in Magica favola.
Tommaso Paradiso dedica una ballata contemporanea a sua figlia. Elegante ed evocativa, come giunta da lidi (e tempi) lontani, Opera di Patty Pravo.

Travolgente Tiziano Ferro
Tiziano Ferro, chiamato a festeggiare i 25 anni del suo singolo di debutto Xdono, ha fatto quello che doveva fare: il super ospite. «Sul palco più importante del mondo per me», ha detto con la sua energia generosa.
Con Carlo Conti c’è un legame speciale. Nel 2001 non era stato Sanremo ad accogliere la sua canzone, diventata poi successo strepitoso. Fu invece Domenica In, condotto da… Conti.
In un medley di brani passati, la sua esibizione è stata intensa e travolgente, con discesa verso il pubblico che ha accompagnato anche ballando.
C’è stato spazio per Sono un grande, brano che dà il titolo al suo ultimo album, che in estate porterà in tour negli stadi. «Sono un grande è un titolo complesso», ha spiegato il cantautore. «Noi veniamo da una generazione a cui non davano mai 10 a scuola, semmai 8. Invece il mondo sta cambiando e punta sull’unicità di ognuno. Ed è giusto abbracciare questa filosofia. Mi sono tolto la soddisfazione di dirmi “sono un grande”, per quello che è successo e per quello che non è successo».
Grande, anzi, grandissima, è stata un’altra super ospite, la signora Gianna Pratesi di Chiavari, 105 anni e una parlantina vivace e schietta. È l’emblema della Repubblica che si formò 80 anni fa, grazie al voto del 2 giugno 1946. Ed è anche simbolo delle donne per la prima volta alle urne. Cosa votò? «Eravamo sicuri in casa mia, tutti di sinistra, non fascisti». E scelse «Repubblica».

Raffinata Levante, spassoso J-Ax
Raf torna a Sanremo dopo undici anni, per la quinta volta, ma in modo un po’ incolore. Spassoso e insolito J-Ax in stile country con Italia Starter Pack. Sei tu: ovvero Levante, che è sempre lei, raffinata e singolare, con un brano da riascoltare e che si ha voglia di riascoltare.
Fedez & Masini sono uniti nel dolore e nella rabbia, cantando Male necessario. La fragilità dichiarata crudamente dal primo, la potenza vocale tragica del secondo: la classifica di Sanremo 2026 – finale e di serata – li chiama.
Serena Brancale commuove e si commuove con Qui con me, che racconta la perdita della madre musicista Maria De Filippis. Stella stellina di Ermal Meta è una ninna nanna orecchiabile e tragica sulla guerra.
L’altra grande lady della serata, Malika Ayane, è un po’ sotto tono nei ritmi tribali di Animali notturni: da rivedere. Incidente di microfono per il figlio d’arte (il padre è Gianni Morandi) Tredici Pietro, teneramente acerbo, forse da mandare dalla mamma a prendere il latte…
Prima volta di una rock band tutta al femminile a Sanremo, le Bambole di Pezza, con un pezzo di sonorità pop e punk rock un po’ urticanti. Mica male, a sorpresa, il duetto super ritmato di LDA & Aka 7eve , che in Poesie clandestine parlano di un amore intenso ma effimero.