Il nuovo dizionario del vino
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In una gallery fotografica tutte le parole utili per poter parlare di vino associando ogni termine alle etichette più pregiate, premiate e di tendenza
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AFFILATO: da terre di origine lavica alle pendici dell'Etna, ricchissime di composti minerali, nascono vini che combinano eleganza, forza e carattere. Spesso diversi tra loro possiedono un chiaro fil rouge identitario della zona: una mineralità così spiccata da far definire tanti di questi vini con sostantivi - come pietroso, sassoso, affilato - che difficilmente si potrebbero accostare a un prodotto destinato al bicchiere. Margherita Platania e la sua azienda Feudo Cavaliere è uno di questi produttori, fedele interprete del vitigno Nerello Mascalese a 1000 metri sul livello del mare sul versante sud/ovest del vulcano. Al contempo forte ed elegante, sanguigno con le sue note che ricordano i piccoli frutti, succososamente minerale al palato.
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ARMONICO: se il vino presenta un equilibrio tra le tre fasi (visiva, olfattiva e gustativa) si può definire armonico. Il Brunello di Montalcino Campo del Drago di Castiglion del Bosco è un vino di grande personalità e struttura, dal colore rosso rubino denso e luminoso. Inoltre, i tannini morbidi e una bella acidità lo rendono nel complesso un vino armonico
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AUTOCTONO: Si dice di vitigno o vino tipico di una determinata regione. È questo il caso di IncontroInsolito, un vino frutto di una duplice congiunzione. Quella di Roberta Moresco, sommelier ed enotecaria di Marostica (Vicenza) con Roberto Cipresso, enologo di fama mondiale, originaio di Bassano del Grappa e attivo tra Montalcino e l'Argentina. E quella tra l'uva Vespaiola, varietà autoctona coltivata da Innocente Dalla Valle in Veneto, a Breganze e la Malvasia Bianca, prodotta in Toscana nell'azienda Le Torri
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BARRICATO: vino invecchiato in barrique, ossia in piccole botti dalle doghe in rovere della capacità di circa 200-250 litri. Un esempio? Coevo 2011, firmato dall'azienda Cecchi di Castellina in Chianti, che viene lasciato ben 18 mesi in barriques e tonneaux (botti più grandi che equivalgono alla misura di quattro barriques). Trascorso questo tempo le quattro varietà del Coevo (Sangiovese 50% Cabernet Sauvignon 20% Petit Verdot 10% Merlot 20%) vengono assemblate per per poi proseguire l’affinamento in legno per altri tre mesi
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BOUQUET: usato per descrivere i profumi maturi delle uve, come risultato della fermentazione e del processo di invecchiamento, il termine bouquet indica l’intera gamma dei profumi di un vino. Contessa Entellina Mille e una Notte 2010 corrisponde a un rosso dalla grande struttura e complessità, intenso ed elegante che offre un bouquet avvolgente in cui si riconoscono sentori fruttati, dolci e maturi, su note balsamiche e floreali
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BRILLANTE: se la componente di zucchero e la lavorazione fanno sì che la sua luce sia riflessa questo vino viene definito brillante. Colli Bolognesi e Pignoletto sono un connubio storico che affonda le sue radici già duemila anni fa, quando Plinio il Vecchio lo citò nel suo Naturalis Historia. E proprio nel cuore della denominazione, a Monteveglio, si trova una delle interpretazioni più entusiasmanti di quel Grechetto Gentile che qui ha trovato una dimora originale. Lo spumante Cuvèe Nettuno della Tenuta Santa Croce è una delle scommesse vinte da una famiglia da sempre legata al mondo del vino come i Chiarli. Bollicine delicate e di ottima fattura, esaltano un bouquet di grande finezza, caratterizzato dalle classiche note floreali, così tipiche nel Pignoletto. Spensierato e dissetante, rievoca una giornata primaverile all’aria aperta, ideale da accompagnare alle prelibatezze della cucina locale
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CREMOSO: può indicare un vino dal tatto denso e grasso ma, per lo più, il termine viene usato dai sommelier per descriverne la pienezza dei profumi. Mai fuori misura o invadente, sempre discreto e con un’esuberanza espressiva di grande eleganza. Un vino cremoso è il compagno ideale della tavola, aperitivi inclusi. Christian Bellei, considerato il maestro emiliano del Metodo Classico, ha vinificato le uve del Lambrusco di Sorbara Trentasei di Cantina della Volta pensando ai più raffinati Champagne d’Oltralpe. Il risultato? Un vino dell’Eccellenza nella guida “I Vini d’Italia 2013” de L’Espresso. Medaglia d’Argento al concorso internazionale “Effervescents du Monde 2015” Chaintré France, cinque bottiglie nella guida “I Vini d’Italia” 2016 de l’Espresso
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DI GRAN CLASSE: quando le sensazioni gustative sono ben bilanciate il vino viene definito di gran classe. Come il Sauvignon Blanc che ha un’aromaticità che è difficile dimenticare e affascina come pochi altri vini al mondo. Infatti, quando alla sua naturale esuberanza unisce anche eleganza e stile, questo vino diventa un fuoriclasse assoluto. Non solo in Francia, patria d’elezione nella splendida Valle della Loira, ma anche in Italia. Peter Dipoli, vignaiolo altoatesino di Cortaccia tra i più curiosi in circolazione, è un punto di riferimento con il suo Voglar 2013: un Sauvignon Blanc complesso, fine, affascinante. In grado, aspetto non certo secondario, di evolvere magnificamente col passare degli anni
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ELEGANTE: quando i componenti del vino sono in equilibrio si può dire che ha raggiunto un certo grado di perfezione tra grazia, gusto e finezza e, quindi, si può definire elegante. Luce, il grande rosso di Montalcino firmato Frescobaldi, rispecchia questa definizione. Tra i vini preferiti da Leonardo Di Caprio, George Clooney e Matt Damon si caratterizza per il suo profumo profondo di violetta, mirtillo, mora, liquirizia e rosmarino
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FRESCO: nel gergo del vino, fresco si abbina ai termini vivo, fruttato e piacevolmente acido. Anche se si applica normalmente ai bianchi giovani è indicativo anche per i rossi leggeri che non indugiano sul palato. Le Macchiole Bolgheri Rosso è nato nel 2004 e l'uva utilizzata per produrlo viene da una serie di aree prevalentemente appartenenti ai vigneti più giovani. La vendemmia, la vinificazione e l'affinamento sono stati pensati per produrre un Bolgheri doc fresco, complesso ma facilmente apprezzabile, perfetto per la tavola ed eclettico negli abbinamenti
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FRUTTATO: lo si definisce tale quando un vino ha il sapore di frutta matura. Per la presentazione della nuova collezione Pinko #RisingStars a Milano la Valpolicella di Tedeschi ha selezionato due autorevoli etichette per celebrare la moda e il proprio territorio. L'Amarone della Valpolicella DOCG 2012, caratterizzato da una struttura robusta e rotonda, dove spiccano le note di vaniglia e di frutta dolce come ribes, mirtillo e ciliegia. E (in foto) l’Amarone della Valpolicella DOCG Classico Riserva Monte Olmi 2010.
· Maternigo Valpolicella DOC Superiore 2013, dal gusto fresco e dalle note di ribes rosso, amarena, ciliegia e prugna;
· Amarone della Valpolicella DOCG 2012, caratterizzato da una struttura robusta e rotonda, dove spiccano le note di vaniglia e di frutta dolce come ribes, mirtillo e ciliegia. Amarone della Valpolicella DOCG 2012, caratterizzato da una struttura robusta e rotonda, dove spiccano le note di vaniglia e di frutta dolce come ribes, mirtillo e ciliegia.
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IMPENETRABILE: viene definito in questo modo un vino cromaticamente vivo alla vista ma denso nella struttura e dinamico al gusto. Nel vigneto più elevato dell’azienda Manaresi vengono coltivate uve Cabernet Sauvignon che perfettamente sposano questo termine. “Francesi” di nascita, ma qui adottate da più di un secolo, queste uve sono ormai di casa sui Colli Bolognesi. L’etichetta prende spunto dall’opera “Ritratto controluce” di Paolo Manaresi, pittore e nonno della proprietaria Donatella Agostoni. Un omaggio, certo, ma che ben descrive le peculiarità di un vino che, come l’autoritratto in “controluce”, sa essere scuro ma non cupo, animato dalla potenza e dalla luce che il territorio gli sa trasmettere
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INTENSO: questo termine viene usato quasi sempre in positivo per descrivere un sapore o un aroma più evidente e pronunciato degli altri. Ma se l’intensità è troppo forte la parola assume il significato di “prepotente” o “sbilanciato”. Il Lambrusco di Sorbara 2014 di Cleto Chiarli, premiato Tastevin 2016, viene definito come floreale, elegante, rigoroso. Una gamma di aromi completa, rapporto tra acidità e struttura senza compromessi, per un vino non facile ma di grande intensità
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LONGEVO: la longevità è la capacità d'invecchiamento di un vino legata al territorio da cui proviene. Per quanto riguarda i bianchi non è detto che debbano essere bevuti soltanto quando sono molto giovani. Un esempio è il Pinot Bianco coltivato in Alto Adige. Qui la Cantina di Terlano, oltre che per una gamma completa di vini che valorizza molti vitigni dell’arco alpino, è nota anche per delle bottiglie speciali dette, non a caso, Rarità. Queste, prima di essere messe in commercio, riposano in cantina dopo la vendemmia per almeno 10 anni. Il Pinot Bianco 2004 è una di queste: longevo, speziato e fruttato, sfodera una vivacità che lo fa sembrare appena “nato”
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MINERALE: è un termine che si usa definendo un vino che ha preso il sapore o l’aroma di minerali dal suolo del vigneto (come ferro, gesso, stagno o pietra focaia). Il profilo aromatico della Private Cuvée 2014, della Tenuta Pacherhof di Novacella (BZ) conosciuta da decenni per i suoi vini bianchi realizzati con uve monovitigno provenienti dalla Germania, spazia dalla frutta bianca, al floreale fino a toni balsamico-speziati. E si caratterizza per la grande freschezza acidulo-succosa decisamente sapido-minerale che sottolinea il territorio della Valle Isarco
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MUFFETTATO: Questo termine si riferisce a vini prodotti utilizzando uve attaccate da una muffa nobile (Botrytis Cinerea) che concentra aromi e profumi del vino.
L’unione di uve Semillon e Sauvignon Blanc costituisce la sezione aurea dei vini 'muffati' più famosi al mondo, i Sauternes di Château d’Yquem. Alessandro Fonseca, vignaiolo fiorentino della cantina Petreto, ha trovato sull'Arno condizioni microclimatiche simili a quelle della Garonna francese, che possono favorire lo svilupparsi delle muffe nobili. Il suo Pourriture Noble (Fattoria Petreto) è il risultato di questa ricerca: colore ambrato, agrumi, miele e zafferano e freschezza che fanno svanire la soggezione verso i cugini francesi. Raccomandato l’abbinamento con fichi e formaggi erborinati
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PIGIATURA: Pressione, schiacciamento, compressione manuale o meccanica dell'uva dalla quale si ottiene il vino. Il Conegliano Refrontolo Passito DOCG, uno dei pochi vini rossi passiti italiani che, dopo aver saltato la vendemmia 2014, è di nuovo disponibile. Non si può infatti ottenere questo vino in ogni annata, servono uve di grande qualità. Il risultato sono 3.500 bottiglie di “Fervo” Colli di Conegliano Refrontolo Passito DOCG, con il loro inconfondibile profumo di frutti di bosco e ciliegia, e un sapore mai stucchevole. Da bere fresco e abbinare anche ai dessert al cioccolato
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POTENTE: vino a gradazione alcolica elevata carico di aromi e sapori. A questa definizione si sposa il Capitel Monte Olmi 2007, l’Amarone della Valpolicella DOC Classico Riserva della famiglia Tedeschi, è arrivato a festeggiare il suo 52° anniversario. Per l’occasione sfoggia infatti la nuova etichetta che ne esalta l’essenza. Inserito nella lista dei 100 migliori vini italiani in degustazione a Opera Wine, l’evento di Vinitaly in collaborazione con la rivista americana WineSpectator, è stato definito un vino dallo stile tradizionale, con una trama tannica setosa e di grande struttura, con persistente intensità nel finale
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PULITO: quando un vino è privo di difetti, alla degustazione appare equilibrato e le sue caratteristiche sono facilmente riconoscibili si dice pulito. A queste caratteristiche appartiene Trasparenza dell'azienda Punto Zero sui Colli Berici che al Vinitaly presenta un bianco da uve di Pinot Bianco, un vino facile da bere e abbinare ad aperitivi, minestre e pesce
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ROTONDO: se un vino è equilibrato, morbido al palato e ha una moderata acità si dice rotondo. Come il Valpolicella Ripasso DOC Superiore Capitel San Rocco che, con la sua nuova etichetta, appare al naso intenso e pulito, richiamando le bacche del bosco in confettura, le prugne mature, i chiodi di garofano, la liquirizia amara e il tabacco aromatico. Secondo lo stile Tedeschi
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SAPIDO: la sapidità è il classico sapore salato dovuto alla presenza di sali minerali e tannini che si trovano nel mosto e nel vino. Tra i vini che meglio rappresentano questo termine c’è il premiato Tastevin 2016, Barrile IGT Isola dei Nuraghi Rosso della Cantina Contini. Nobile e di carattere, in bocca è caldo e avvolgente, di buon corpo e morbido, sapido e dai tannini levigati
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SOTTILE: All'esame olfattivo è un vino che indica profumi fini ed eleganti. Come Mutiliana, un progetto di lettura del territorio alto di Modigliana e delle sue tre valli: Ibola, Tramazzo, Acerreta. Il sangiovese qui ha uno stile unico e raffinato al quale si aggiungono i dettagli e le sfumature tipici delle tre diverse valli. Il progetto è di Giorgio Melandri, critico e wine writer, che per primo ha creduto e valorizzato i vini di Modigliana e oggi seleziona sul territorio le uve più interessanti grazie alla sua conoscenza territoriale. Acereta è la valle con i suoli più ricchi, con una quota di argille che si mescola a marne ed arenarie e porta il sangiovese ad esprimere al meglio il suo tannino. I vini sono fruttati, con il richiamo alla melagrana. La bocca è piena, carnosa e verticale
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SPEZIATO: dal caratteristico sapore di spezie a volte derivante da una varietà d'uva, come per esempio la Gewürztraminer. Alcuni vini ricordano nel bouquet il pepe di Cajenna, il chiodo di garofano, la cannella. Tipico di questa definizione è il Valpolicella DOC Superiore Maternigo (Riccardo Tedeschi), il frutto di un vigneto speciale, l’Impervio, in grado di produrre veri e propri cru (zona geografica) di forte intensità, dove note fresche e fruttate si amalgamano a sensazioni minerali e speziate
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TANNICO: è un termine usato per descrivere soprattutto i vini rossi che hanno un odore o un sapore tendenzialmente amaro e astringente. Alle pendici dell’Etna nasce il Cottanera Diciassette Salme che proviene da uve selezionate di un vigneto di circa 15 anni di età piantato su terreni della contrada Diciassettesalme, appunto. La composizione del terreno di questa piccola contrada è per lo più lavico, argilloso e per questo si può dire che sia un vino con una maggiore potenza e concentrazione di tannini, oltre a un colore intenso
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TERRITORIALE: I francesi hanno un solo termine che coniuga insieme l’impronta del vitigno, le caratteristiche naturali del luogo e la sapienza dell’uomo: terroir. Che il vino sappia restituire in chi lo beve il terroir nel quale è nato è un must. Anche per Ugo Bing, la sua Fattoria di Fiano e il suo Chianti Colli Fiorentini, un vino che unisce la tipicità delle uve del luogo (sangiovese, canaiolo e colorino), la caratteristica bevibilità e freschezza dei Chianti di questo areale, la grande meticolosità in vigna e in cantina di chi vi lavora con grande passione quotidianamente
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TRADIZIONALE: un tempo il Lambrusco formava le sue incisive bollicine direttamente all’interno della sua “casa”, vale a dire la bottiglia - in seguito sono arrivate le grandi autoclavi - dove riposava per mesi prima di essere messo in commercio. Continua a farlo anche oggi il Falconero Selezione 24 mesi, una delle più interessanti interpretazioni "tradizionali" del Lambrusco, prodotto da TerraQuilia nei suoi vigneti in collina a quasi 500 metri di altitudine. Un vino austero in grado di esprimere nel bicchiere un colore rosso acceso, fascino antico, deciso e di grande impronta stilistica all’uva Lambrusco
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VELLUTATO: scorrevole al palato, pieno e armonioso, senza punte di asprezza, con tracce di zucchero. Un esempio? Il Carpineto Chianti Classico Riserva un vino dal colore rosso rubino intenso, dal profumo elegante, armonico, persistente e dal sapore lungo, vellutato e pieno. Luogo di origine, il Chianti Classico, appunto, ossia un territorio che dal 24 settembre, giorno in cui ha compiuto 300 anni, è ufficialmente candidato a riconoscimento a Patrimonio Unesco dell'Umanità
Come e quale vino si ordina al ristorante? E soprattutto, come si può fare bella figura anche senza essere molto ferrati in materia? Ecco un facile dizionario che, dalla A alla Z, fa trovare le principali parole per scegliere la bottiglia giusta, ampliare le proprie conoscenze e divertirsi usando i termini corretti grazie anche all'abbinamento con tante bottiglie pregiate, note e premiate. E per chi ha voglia di approfondire il tema, da leggere l'intervista a Luca Martini, miglior sommelier 2013.