I piumini dell’inverno 2026 sono i più cool di sempre
Dai colossi del lusso e dell’outdoor alle realtà di nicchia che tutti dovrebbero conoscere, questi sono i piumini (e i marchi) che hanno catturato la nostra attenzione questa stagione
Per anni il piumino è stato una scelta razionale prima ancora che estetica. Caldo sì, necessario pure, ma raramente desiderabile. Fortunatamente le cose sono cambiate: il piumino, proprio come ogni altro capospalla, può e deve essere pezzo centrale, identitario del guardaroba. D’altronde ricordiamoci che spesso è il primo (e unico) messaggio che un look manda quando le temperature scendono sotto zero.
Complice una nuova idea di performance e un dialogo sempre più stretto tra outdoor, lusso e moda urbana, il piumino maschile vive oggi la sua stagione più interessante. Le silhouette si fanno più precise o volutamente oversize, i volumi vengono scolpiti, i materiali diventano sottili ma ultra-protettivi. Nascono cosi capispalla che scaldano senza ingombrare, proteggono senza appesantire e, soprattutto, sempre più spesso funzionano tanto sulla neve quanto in città.
Il piumino oggi dialoga con la sartoria, flirta con lo street, assorbe codici dall’alpinismo e dal workwear, senza mai sembrare fuori contesto. E finalmente smette di essere stagionale nel senso più limitante del termine. Dai grandi nomi che hanno fatto della montagna un linguaggio globale, ai brand meno conosciuti che ripensano il concetto stesso di “giacca tecnica”, l’inverno 2026 racconta una nuova idea di calore: più intelligente, più mobile, più cool. E questi sono i piumini (e i marchi) che dominano la stagione.
Moncler

Se esiste un brand che più di tutti ha reso il piumino un linguaggio trasversale è Moncler. Il modello Biganos delle Grenoble, corto e compatto, è un esempio chiaro di come il marchio lavori oggi sul concetto di calore fashion e intelligente: leggero, performante, esteticamente impeccabile con una silhouette utilty che funziona tanto in città quanto fuori. Un piumino che mantiene una presenza forte ma controllata. Ovviamente, ridurre Moncler a un singolo modello sarebbe limitante. La forza del brand sta proprio nella sua capacità di coprire tutto lo spettro del guardaroba maschile. Dal businessman che cerca un capospalla essenziale, allo sportivo agonista che pretende prestazioni tecniche al top, fino a chi vive il piumino come statement high fashion. Cambiano volumi, materiali, costruzioni, ma restano costanti qualità, ricerca e una visione estetica riconoscibile.
Loro Piana

Continuiamo con il top del lusso. La giacca Lucio di Loro Piana è uno di quei capi che sfidano le categorie: è un piumino per proteggersi dal freddo, ma è confezionato come se fosse un oggetto sartoriale. Realizzato in tessuto Wish wool con tocchi di cashmere e protetto dal trattamento Storm System per resistere a vento e pioggia, mescola performance e raffinata sensorialità in una silhouette trapuntata dal taglio moderno. E nonostante la shape contemporanea, leggermente oversize e con collo a imbuto, questa ha un’aura particolare: del tipo che si adatta tanto a un ragazzo con baggy jeans e sneakers in città quanto all’après-ski più esclusivo di Courchevel sopra un dolcevita di cashmere. High quality senza compromessi e high fashion senza eccessi.
Armani

Anche nell’inverno 2026, Armani rappresenta quell’eleganza fatta di rigore e silhouette essenziali. Il blouson con cappuccio imbottito in piuma d’oca ASV è la traduzione più chiara di questa filosofia. Linee pulite, volumi misurati, nessun elemento superfluo: un capo che scalda davvero ma resta visivamente leggero, quasi sartoriale. È un modello moderno ma composto, pensato per inserirsi senza attrito in un guardaroba urbano raffinato. Funziona sopra un dolcevita e pantaloni sartoriali, ma anche con denim e maglieria essenziale. È il classico piumino Armani: minimal e impeccabile, dove il lusso sta nella qualità dei materiali e nella precisione delle proporzioni, non nell’ostentazione.
Gucci

Gucci gioca con uno dei codici più riconoscibili della moda italiana, il motivo GG e il Web, ma lo fa con misura e disciplina, specialmente quando si tratta di un capospalla tecnico come questo modello imbottito in twill di nylon. La giacca combina funzionalità reale (imbottitura in piuma e piumino, cappuccio fisso, tasche con zip) con una estetica che sa essere distintiva senza risultare “too much”; il logo e gli inserti vengono integrati nella superficie del capo in modo da rinforzare l’identità del brand senza sacrificare l’armonia della silhouette. Questo modello mantiene un equilibrio tra riconoscibilità e sobrietà tecnica: lo riconosci come un Gucci, ma resta perfettamente versatile in outfit diversificati.
Herno

Herno interpreta il piumino con un linguaggio che sembra provenire da un altro capo: la camicia. Questo modello ricuce i confini tra giacca imbottita, camicia overshirt e capospalla tecnico, restituendo un capo pulito, sartoriale e sorprendentemente elegante. La silhouette mantiene la struttura familiare della classica camicia (colletto, spalle morbide, linea dritta) ma traslata in un piumino che scalda davvero senza risultare voluminoso o sportivo. Questa estetica, così apparentemente semplice, rappresenta il modo in cui Herno all’inverno: un piumino che non ostenta performance, ma le possiede comunque, grazie a materiali di alto livello e a un’imbottitura studiata per accompagnare la quotidianità metropolitana senza compromettere proporzioni e comfort.
Parajumpers

E che dire del Winter Union Parka di Parajumpers. Un pezzo più unico che raro destinato, preso di mira soprattutto da collezionisti e appassionati. Ma anche dagli estimatori del bello e ben fatto. Non a caso esistono solamente 100 esemplari numerati di questo modello in edizione limitata. Realizzato in nylon taffetà bianco e imbottito in piuma 90/10, il parka ha una silhouette imponente, decisa e allo stesso tempo essenziale. A renderlo unico è il dettaglio simbolico: le bandiere cucite a mano, che trasformano un capo tecnico in un segno di appartenenza, un tributo allo spirito collettivo degli sport invernali e all’idea di comunità globale. È un approccio che racconta bene Parajumpers oggi: performance reale, costruzione solida, ma anche una narrativa forte, che va oltre la funzione. Un piumino pensato per chi vive la montagna come spazio di incontro tra culture, discipline e stili. E per chi cerca un capo capace di distinguersi non solo per come protegge dal freddo, ma per ciò che rappresenta.
Stone Island

Stone Island è il marchio che ha trasformato la “giacca tecnica” in una cultura: nasce nel 1982 con Massimo Osti e costruisce la propria identità su ricerca sui materiali, trattamenti e garment dyeing (tingere il capo finito, non il tessuto), con un approccio da laboratorio più che da passerella. Come ben dimostra anche il piumino Crinkle Reps NY Recycled Nylon, soprattutto nell’accattivante variante rossa: una tonalità che non chiede permesso e rende il capo immediatamente “cool”, senza perdere credibilità tecnica. Il tessuto è un nylon rep riciclato a trama fittissima; la resinatura interna lo rende antivento e lievemente resistente all’acqua. Per via del trattamento poi, il colore penetra in modo non uniforme, creando quell’effetto crinkled (mosso, vivo) che è quasi una firma Stone Island.
The North Face

Passiamo alla performance più – ma non meno cool – con The North Face. E ci concentriamo sul piumino protagonista della nuova Summit Series Advanced Mountain kit, una collezione esclusiva in edizione limitata composta da 8 pezzi che spaziano tra abbigliamento, equipaggiamento e calzature. Come ci si può immaginare parliamo qui di altissime prestazioni. Con un focus su leggerezza, vestibilità, comprimibilità e resistenza, questa collezione (piumino incluso ovviamente) rappresenta il sistema tecnicamente più avanzato mai realizzato da The North Face. Lontano dai riflettori. Essere i più stilosi e equipagiatti della vetta è qui garantito.
Arc’teryx

Nel capitolo delle altissime prestazioni, Arc’teryx è una presenza obbligata. Un brand che nasce in montagna e continua a progettare come se ogni capo dovesse superare una prova reale, non un feed di Instagram. E nonostante ciò, è sbalorditivo quanto funzioni bene anche in città. Il Cerium Hoody, ad esempio, è il classico jackpot: ultraleggero, altamente isolante, essenziale nel design. Nato come strato tecnico per l’alpinismo, oggi è uno di quei piumini che si indossano con naturalezza ovunque: sotto una shell in quota, sopra un maglione in città, nello zaino quando non serve. La silhouette è pulita, affilata, priva di qualsiasi teatralità: performance pura che diventa estetica. Il punto è questo: Arc’teryx non cerca di “urbanizzarsi”. Resta fedele alla sua funzione, ed è proprio questa onestà progettuale a renderlo credibile anche lontano dalla montagna.
Goldwin

Per chi ama esplorare strade meno battute ma con risultati sorprendenti, Goldwin è una delle realtà tecniche più interessanti del momento. Nato in Giappone negli anni ’50 come produttore di maglieria e poi specializzato in skiwear, il marchio ha costruito una filosofia di design basata sull’unione di prestazioni alpine autentiche e un’estetica urbana minimalista. Un equilibrio rarefatto tra outdoor e città che molti appassionati definiscono quiet gorpcore. Uno dei suoi modelli di punta di stagione è l’Highloft puffy jacket : piumino dalle linee morbide che richiamano l’estetica giapponese e realizzato con tessuti tecnici leggeri e isolanti ad alto volume. Super stiloso e originale, chiunque desideri distinguersi dalla massa non può che amarlo.
Post Archive Faction (PAF)

Nel capitolo più di nicchia e ricerca, il brand si Seoul Post Archive Faction gioca una partita diversa, e più ambiziosa. Nato a Seoul e rapidamente adottato dal circuito internazionale più attento, PAF lavora sul confine tra moda avant-garde e abbigliamento tecnico, con un linguaggio che sembra pensato prima per una passerella che per il guardaroba quotidiano. A conferma di ciò basta dare un’occhiata alla sua Air Jacket ne è la dimostrazione più chiara. Formalmente è un piumino leggero, ma la costruzione racconta altro: volumi compressi e poi espansi, chiusure diagonali, pannellature che spezzano la simmetria tradizionale. È una giacca degna delle grandi passerelle d’alta moda. Il caso è chiuso.
Norse Projects

Tornare in Europa per chiudere il nostro viaggio nei piumini più interessanti dell’inverno 2026 significa fare tappa in Danimarca, dove Norse Projects ha saputo costruire una voce unica nel dialogo tra funzionalità urbana e rigore estetico. Nato a Copenhagen all’inizio degli anni 2000 come progetto che fonde utility workwear e semplicità nordica, il marchio ha gradualmente ridefinito il minimalismo scandinavo, applicandolo tanto all’essenziale quotidiano quanto al capospalla tecnico. Il piumino Asger è la quintessenza di questa filosofia: niente orpelli, nessuna esibizione, solo proporzioni perfette, materiali di qualità e una sobrietà assoluta. In nero, la giacca parla un linguaggio calibrato: le linee sono nette, la silhouette pulita, l’imbottitura è incapsulata in una costruzione che sembra sospesa tra praticità e pura estetica. Una chiusura perfetta per un racconto che ha esplorato piumini di ogni estrazione, dai grandi nomi del luxury e della performance, fino alle voci più sottili ma non per questo meno influenti del panorama contemporaneo.