Le caratteristiche del dandy secondo Dries Van Noten


Tutte le scelte estetiche, in cinque punti, dal profumo alla rasatura giusta

di Eleonora Gionchi

Oscar Wilde e il Duca Bianco David Bowie ma anche Luchino Visconti o il giornalista inglese Hamish Bowles: dandy, contemporanei o del passato, dalla bellezza efebica e delicata, dal gusto impeccabile e amanti del dettaglio ricercato, che passa per l’indirizzo segreto della barberia londinese perfetta o per capelli fintamente spettinati. Dries Van Noten, in mostra a Parigi, si ispira a loro e alla loro estetica beauty. Ecco i tratti essenziali.

Bellezza efebica. Lineamenti delicati, incarnato molto chiaro, quasi pallido. La bellezza del dandy non è tanto virile quanto languida e ambigua.

È sempre rasato. Il dandy ha il volto sempre perfettamente curato, pre-shave, barba e dopo barba per lui non hanno segreti e la massima espressione di lusso è sedersi su una poltrona da barbiere nelle migliori barberie del mondo, meglio ancora se a Londra.

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Capelli. Lunghi al massimo fino al collo, come li portavano Oscar Wilde o Yves Saint Laurent, i capelli sono morbidi e generalmente non hanno bisogno del gel così da ottenere l’effetto di una chioma apparentemente naturale anche se perfettamente curata.

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Profumi. Indossare una fragranza è fondamentale, è il tratto distintivo di vanità e di massima cura che il dandy ha verso se stesso; lavanda e vetiver, le note maschili per eccellenza, sono le preferite. 

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Esoticità. Non soltanto nell’abbigliamento, scegliendo tessuti e stampe esotiche, ma anche nel beauty il dandy ama ingredienti e note olfattive che richiamino mondi lontani meglio ancora se l’Oriente come legno di sandalo, olio d’argan, oud.