Stanchezza cronica: le 6 cause più comuni che i medici vedono oggi
Non è solo stress: perché sempre più uomini si sentono esausti anche dopo aver dormito
C’è una stanchezza che passa con una notte di sonno, e poi ce n’è un’altra. Più sottile, persistente, difficile da spiegare. È quella sensazione di affaticamento continuo che non migliora nel weekend, che rende pesanti le giornate anche quando, sulla carta, tutto sembra sotto controllo. Negli ambulatori medici è una delle lamentele più frequenti, soprattutto tra uomini tra i 35 e i 55 anni: “Dottore, mi sento sempre stanco”.
La risposta, quasi sempre, non è una sola. La stanchezza cronica è un segnale, non una diagnosi. E oggi i medici individuano alcune cause ricorrenti, spesso sottovalutate, che spiegano perché l’energia non torna più come prima.
1. Sonno di scarsa qualità (anche se dormi 7–8 ore)
Dormire non significa necessariamente riposare. Sempre più persone rispettano le ore “giuste” ma si svegliano comunque affaticate. Il motivo è la qualità del sonno: risvegli notturni, micro-interruzioni, fasi profonde troppo brevi.
Apnee notturne leggere, russamento, stress serale e uso serale di schermi interferiscono con la produzione di melatonina e con il sonno REM. Il risultato è un riposo frammentato che non rigenera. Per i medici, è una delle prime cause da indagare quando la stanchezza è mattutina e costante.
2. Stress cronico e iperattivazione del sistema nervoso
Non è lo stress acuto a logorare, ma quello continuo. Email, notifiche, lavoro cognitivo incessante, pressione mentale costante: il corpo resta in uno stato di allerta permanente.
Questo mantiene elevati i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, che nel tempo altera il ritmo sonno-veglia, riduce la capacità di recupero e provoca una sensazione di stanchezza “nervosa”, diversa da quella fisica. È quella che ti fa sentire scarico già a metà mattina, anche senza aver fatto nulla di impegnativo.

3. Infiammazione silenziosa
Sempre più medici parlano di infiammazione cronica di basso grado: non dà dolore evidente, ma consuma energia. Può essere legata a dieta squilibrata, eccesso di zuccheri raffinati, sedentarietà, stress o disturbi intestinali.
Quando il corpo è costantemente impegnato a gestire uno stato infiammatorio, una parte dell’energia viene “dirottata” su questo fronte. Il risultato è una stanchezza profonda, spesso accompagnata da nebbia mentale, difficoltà di concentrazione e sensazione di peso generale.
4. Squilibri ormonali (non solo testosterone)
Negli uomini, il calo di testosterone è una causa nota, ma non è l’unica. Anche disfunzioni tiroidee lievi, spesso non diagnosticate, possono incidere pesantemente sui livelli di energia.
La tiroide regola il metabolismo: se lavora meno del dovuto, tutto rallenta. Ci si sente stanchi, freddolosi, poco reattivi. Il problema è che valori “borderline” vengono spesso considerati normali, mentre per il singolo individuo possono non esserlo affatto.
5. Alimentazione che non sostiene più il corpo
Saltare i pasti, mangiare velocemente, abusare di caffè e zuccheri: abitudini comuni che, nel tempo, destabilizzano i livelli glicemici. I picchi seguiti da crolli di zucchero nel sangue provocano stanchezza improvvisa, fame nervosa e cali di concentrazione.
Molti medici osservano che una dieta povera di proteine di qualità, fibre e micronutrienti essenziali può portare a una sensazione costante di affaticamento, anche in assenza di vere patologie.

6. Sedentarietà (o allenamento sbagliato)
Muoversi poco abbassa progressivamente i livelli di energia. Ma anche allenarsi male può avere lo stesso effetto. Overtraining, mancanza di recupero, allenamenti troppo intensi senza periodizzazione: il corpo entra in uno stato di affaticamento cronico.
I medici dello sport vedono sempre più pazienti che si allenano “tanto” ma recuperano poco. La stanchezza, in questi casi, non è un segnale di pigrizia, ma un campanello d’allarme.
Quando la stanchezza non è “normale”
Il punto chiave, secondo gli specialisti, è la durata. Se la sensazione di affaticamento persiste per settimane o mesi, interferisce con lavoro, concentrazione, allenamento o vita sociale, non va normalizzata.
La stanchezza cronica non è un difetto di carattere né una mancanza di motivazione. È spesso il modo più chiaro con cui il corpo chiede un cambio di rotta: nello stile di vita, nel ritmo quotidiano, o negli equilibri interni che lo tengono in funzione ogni giorno.