La geografia del comfort. Torna la lounge chair Karelia, ispirata ai golfi della Finlandia

La geografia del comfort. Torna la lounge chair Karelia, ispirata ai golfi della Finlandia

di Paolo Lavezzari

Zanotta riedita la Karelia chair, un suo classico pop firmato da Lisii Beckmann nel 1966

Prima o poi bisognerà che qualcuno faccia una mostra, un volume, un atlante, insomma un qualcosa che raccolga e racconti le storie dei tanti designer “forestieri”, così come quelle dei tanti non sempre sono ricordati come meriterebbero che hanno comunque segnato la nascita e lo sviluppo del design italiano. Di vicende interessanti e di personaggi altrettanto significativi ne verrebbero fuori, eccome. Intanto, godiamoci le “preview” e i ripescaggi che il continuo sondare e rileggere dei marchi dell’arredo nei loro archivi propongono a ritmo costante. Ultima, solo in ordine di tempo, è la figura della designer finlandese Liisi Beckmann (1924-2004) che, arrivata in Italia nei tardi 50 per lavorare nello studio sviluppo della Rinascente (altra fucina di talenti foresti, da Max Huber a Lora Lamm tanto per dirne due indiscutibili)  vi rimane per quasi un ventennio collaborando con varie aziende.

Karelia Zanotta House Milano

È il vulcanico Aurelio Zanotta a mettere in produzione nel 1966 la Karelia chair. Il nome è ancor più la linea a onde viene dalla repubblica di Carelia in Finlandia, terra natale della designer, terra che si sfrangia in golfi e insenature. Ben prima di tante oggi celebratissime, la Karelia è una delle prime sedute senza struttura, realizzata interamente in poliuretano espanso, oggi a quote differenziate per un comfort a tutta prova. La linea a onde trae ispirazione dalla terra d’origine della designer, la Repubblica di Carelia in Finlandia, frastagliata da insenature e golfi.  

 

KARELIA Zanotta riedizione 2022

Non tutti lo ricordano, ma questa passione per lo scontorno, per  il gioco di pieni e vuoti portò la designer a realizzare con sua Singer, nella sua suggestiva casa-studio di Cassano d’Adda, una serie di cuscini il cui centro – vuoto – riprendeva il profilo di personaggi storici famosi, come Tasso e Savonarola. Tornando  alla Karelia odierna, va ricordato che il rivestimento esterno è ora sfilabile e realizzabile solo nel tessuto bielastico Samba. I colori sono sempre cangianti e brillanti, ma finalmente non si rimane più incollati al vinilico degli anni 70, così vintage ma anche adesivo, specie nella stagione calda.

Nella foto di apertura il ritratto di Lisii Beckmann alla macchina da cucire per gentile concessione di Santi Caleca, fa parte di un servizio che il celebre fotografo realizzò nel 1974. Rimasto inedito da allora è ora per la prima volta esposto in Unknown Unknowns alla Triennale di Milano.