Una casa firmata Maison Margiela? Sì, esiste e si trova a Dubai
Courtesy Maison Margiela Residences

Una casa firmata Maison Margiela? Sì, esiste e si trova a Dubai

di Digital Team

La maison entra ufficialmente nel real estate con 25 residenze esclusive a Dubai, progettate da Carlo Colombo. Ecco come sarà l’abitare secondo Margiela

Maison Margiela smette di “vestire” solo i corpi e inizia a vestire lo spazio. La maison ha annunciato Maison Margiela Residences, il suo primo progetto residenziale in assoluto. Succede a Dubai, su Palm Jumeirah, e succede in formato iper-selettivo: 25 unità (pochissime, volutamente), sviluppate con Alta Real Estate Development e progettate dall’architetto italiano Carlo Colombo, in collaborazione con il team interno di architettura del brand.

Il progetto viene raccontato come un micro-mondo residenziale con servizi da club: infinity pool, fitness e spa, aree lounge e persino una dimensione più culturale, tra library e art gallery curate. Più che un condominio, un indirizzo. E, senza esagerare, nulla da invidiare ai club più esclusivi della città.

Maison Margiela Residences
Courtesy Maison Margiela Residences

Come sarà l’abitare secondo Margiela

Da quanto emerge dai materiali diffusi finora, l’estetica è quella di un Margiela architettonico: tonalità chiare, superfici materiche, travertino, resine e dettagli che sembrano incompleti ma sono studiati con precisione. Esattamente ciò che ci si aspetta dalla maison. I riferimenti al suo vocabolario visivo sono presenti ma mai didascalici: l’idea del décortiqué, delle tracce lasciate visibili, delle imperfezioni controllate. Una casa che si riconosce da chi la sa leggere, non da chiunque passi.

D’altronde, dietro c’è Carlo Colombo, uno degli architetti italiani più abituati a muoversi tra interior, prodotto e architettura. Ed è qui che il progetto alza davvero l’asticella. Oltre all’involucro residenziale (come se non bastasse) entra in gioco anche una collezione di arredi su misura, disegnata ad hoc per il progetto in dialogo diretto con il team creativo della maison. Letti, sedute, tavoli, luci: tutto nasce per far coincidere spazio e contenuto, come un total look pensato dall’interno. Non “arredi Margiela”, ma arredi secondo Margiela.

Maison Margiela Residences
Courtesy Maison Margiela Residences

Il punto non è che il brand faccia delle case, ma come decide di farle. Usa l’architettura non per produrre immagine, ma per testare la tenuta del proprio linguaggio fuori dal sistema moda. Nasce allora un progetto che non cerca il riconoscimento immediato e che sposta il centro del discorso: non tanto chi firma, ma come si abita. Che è poi il terreno più serio, e più raro, su cui misurare oggi l’autorialità.