Serena Williams torna in campo: perché il tennis non aveva mai smesso di aspettarla

Serena Williams torna in campo: perché il tennis non aveva mai smesso di aspettarla

di Matteo Serra

Quasi quattro anni dopo aver lasciato il circuito, la campionessa americana è rientrata al Queen’s vincendo il doppio con Victoria Mboko. Un ritorno che racconta molto anche del vuoto lasciato nel tennis femminile.

Per quasi quattro anni il tennis femminile ha dovuto immaginare Serena Williams. Rivederla davvero in campo, invece, è stata tutta un’altra storia. Al Queen’s Club di Londra, davanti a un pubblico accorso soprattutto per lei, la campionessa americana è tornata a disputare una partita ufficiale a 44 anni e lo ha fatto nel modo che conosce meglio: vincendo. In coppia con la canadese Victoria Mboko, una delle giovani più promettenti del circuito, ha superato Nicole Melichar-Martinez ed Erin Routliffe con il punteggio di 7-6(2), 6-2, ricordando a tutti perché il suo nome continua a occupare un posto unico nella storia dello sport. «Mi ero stufata di stare sul divano», ha scherzato al termine dell’incontro. «Non avevo niente di meglio da fare». Una battuta pronunciata con il sorriso, ma che non nasconde l’importanza di un ritorno che il mondo del tennis aspettava da tempo.


Perché Serena Williams è molto più di una campionessa

Nel corso di una carriera durata oltre venticinque anni, l’americana ha conquistato 73 titoli WTA, tra cui 23 Slam: sette Australian Open, tre Roland Garros, sette Wimbledon e sei US Open. A questi si aggiungono cinque WTA Finals e l’oro olimpico conquistato a Londra nel 2012.

Numeri che raccontano soltanto una parte della sua eredità. Per oltre due decenni Williams ha ridefinito gli standard del tennis femminile, imponendo un livello di dominio raramente visto nella storia dello sport. La sua forza atletica, la personalità fuori dal campo e la capacità di abbattere barriere culturali e sociali l’hanno trasformata in un’icona capace di andare ben oltre il tennis.

Anche per questo motivo il suo ritorno ha generato un entusiasmo che trascende il semplice risultato sportivo. Da quando ha lasciato il circuito, nessuna giocatrice è riuscita a occupare completamente lo spazio simbolico che Serena aveva costruito nel corso della sua carriera.

Negli ultimi anni il tennis femminile ha continuato a produrre campionesse straordinarie, ma nessuna è riuscita a diventare un fenomeno culturale globale con la stessa forza dell’americana. Serena Williams non era soltanto la giocatrice da battere: era il volto di un’intera epoca, una figura capace di influenzare moda, cultura pop, business e dibattito sociale.


L’addio del 2022 e gli anni lontano dal circuito

L’ultima immagine di Serena Williams da tennista professionista risale agli US Open del 2022. Negli anni precedenti gli infortuni avevano progressivamente limitato il suo rendimento, allontanandola dalle posizioni di vertice del ranking mondiale. A New York, nel torneo che nel 1999 l’aveva consacrata agli occhi del mondo, arrivò l’ultima apparizione prima di allontanarsi dal circuito. Nel frattempo, però, le indiscrezioni su un possibile ritorno non si sono mai fermate.

Le voci, l’annuncio e la scelta di Victoria Mboko

Negli ultimi mesi quelle indiscrezioni hanno iniziato a diventare qualcosa di più concreto. L’annuncio della partecipazione al Queen’s, storico appuntamento sull’erba londinese che precede Wimbledon, ha immediatamente acceso l’attenzione degli appassionati. Inizialmente si era ipotizzato un ritorno accanto alla sorella Venus, ma alla fine la scelta è ricaduta su Victoria Mboko, talento canadese nata nel 2006 e tra le giocatrici più promettenti della nuova generazione.


La vittoria al Queen’s e l’inizio di una nuova avventura

Quando Serena Williams ha fatto il suo ingresso sul campo del Queen’s Club, l’atmosfera era quella delle grandi occasioni. Il pubblico londinese le ha riservato un’accoglienza da leggenda e la campionessa americana ha risposto mostrando immediatamente di non aver perso il suo istinto competitivo.

Il servizio, da sempre uno dei suoi colpi distintivi, è apparso ancora efficace e incisivo. La mobilità non può essere quella dei giorni migliori, ma l’intelligenza tattica e la qualità tecnica restano intatte. Con il passare dei game, la coppia formata da Williams e Mboko ha preso il controllo dell’incontro fino a conquistare la vittoria in due set. Al termine della partita non ha nascosto il proprio entusiasmo. «Penso che sia fantastico sapere di avere ancora così tanto margine di miglioramento. E di avere la motivazione per migliorare».

Parole che raccontano bene lo spirito con cui ha deciso di tornare. Non un’apparizione nostalgica, né un semplice omaggio al passato, ma la volontà di mettersi nuovamente alla prova. L’ultimo punto è arrivato con un ace, quasi fosse una citazione della Serena che il tennis ha imparato a conoscere negli ultimi venticinque anni. Vale una vittoria nel tabellone del Queen’s, ma soprattutto restituisce al circuito una presenza che sembrava appartenere ormai al passato.