Moto Guzzi v7 850: due cilindri di nostalgia
Courtesy Moto Guzzi

Moto Guzzi v7 850: due cilindri di nostalgia

di Alberto Pasi

Per celebrare il centenario, a settembre è attesa una folla di centauri sulle rive di Mandello del Lario. Nel frattempo, ecco la motocicletta nuova. Con un motore più potente e i colori di quelle da competizione

Diciamolo in modo scaramantico, se il Covid finalmente non sarà più un problema, a settembre (dal 6 al 12, segnatevi questi giorni) ci saranno i fuochi d’artificio per festeggiare a Mandello del Lario i primi 100 anni della Moto Guzzi. A quanto risulta, sulle rive del lago non c’è già più un letto libero ed è credibile che arrivino in 50.000 a rendere omaggio a una fabbrica tra le più importanti al mondo. Nel frattempo, la prima novità legata al centenario è la V7 850, attuale best seller della Casa lariana. A vederla non si discosta giudiziosamente dalla precedente 750. Infatti, la linea è sostanzialmente la stessa, con alcuni dettagli rivisti e più accattivanti.

Il taglio del serbatoio e la forma del bicilindrico, che tanto si ricollegano alla mitica V7 Sport 750 del 1972, non potevano certo essere modificati, per rispetto della propria storia, ma anche perché questa silhouette è super identificativa e attraente ancora oggi. Nella nuova V7 850 c’è tutto il sapore dei modelli del passato – osannati in Europa come negli Usa e in Giappone – rivisto in chiave moderna per conquistare al tempo stesso i nostalgici e le nuove generazioni. Sul mercato, una naked così non esiste e basta dare una carezza al serbatoio per sentirsi appartenenti a un mondo unico e gratificante.

V7 Stone Centenario

Per ora la potete scegliere nell’allestimento Special – la versione più nostalgica con tante cromature e i cerchi a raggi – in due colorazioni, blu e grigio, mentre per la più aggressiva Stone – con i cerchi in lega a razze – ci sono tinte opache come il nero, l’azzurro e l’arancione oltre all’argento/verde, quest’ultima identificata come livrea del centenario, scelta in omaggio alla più incredibile realizzazione tecnica uscita dalla fabbrica di Mandello, ovvero la 500 GP a 8 cilindri degli anni Cinquanta. Ma non è soltanto con la nostalgia e il fascino di una lunga storia che si conquistano i clienti. Servono contenuti tecnologici.

Ebbene, la V7 850 si stacca dalla precedente 750 in modo netto. In comune, di significativo, restano il telaio (peraltro rinforzato) a doppia culla scomponibile, i freni e il basamento. Tutto il resto è nuovo. A cominciare dall’albero motore, decisamente meglio equilibrato per contenere le vibrazioni e sopportare l’incremento di prestazioni, al gruppo termico, con teste e cilindri derivati dal motore della V85 TT. Anche la trasmissione a cardano è tutta nuova. Del telaio abbiamo detto, ma non delle sospensioni che ora prevedono una coppia di ammortizzatori regolabili e posizionati in modo più inclinato per migliorare stabilità e comfort, anche in coppia. Rivisto pure il cambio a sei marce.Quindi, non sembri assurdo, dimenticate la precedente versione. Questa è una moto nuova e i passi avanti sono decisi.

Courtesy Moto Guzzi

Iniziamo da un serie di sensazioni che nascono al momento di salire in sella. Avviamento pronto (senza usare il gas, se no tentenna) e scarsissima coppia di rovesciamento da fermo quando si apre l’acceleratore. La prima marcia entra sicura, mentre in precedenza bisognava insistere più volte per arrivare a sentire col piede l’innesto. Frizione con leva più vicino alla manopola e molto leggera da azionare. L’abitabilità è buona, se non si è dei giganti. Il passeggero sta comodo, su una sella ben imbottita e per nulla cedevole, con le gambe piegate il giusto. Idem per il pilota che inforca un manubrio ben fatto, largo il giusto e che non ha la minima difficoltà nel controllare i comandi, anche quelli elettrici, intuitivi ma a onor del vero un po’ economici. Con la precedente V7 il punto in comune è dato dalla maneggevolezza che rende la moto per nulla impegnativa sia in città che sul misto, anche perché non pesa molto, sui 200 kg. Il miglioramento di guida lo si nota nella superiore stabilità – gli ammortizzatori lavorano molto meglio e hanno una maggiore escursione – e nella capacità di assorbire le irregolarità della strada, un bel vantaggio per il confort. Buona la frenata con ABS poco invadente.

Dove la V7 è cresciuta tantissimo è nel motore. Oltre ad essere bello esteticamente, la prima cosa a notarsi sono la drastica riduzione delle vibrazioni e la minor rumorosità delle punterie. Segue poi il cambio, finalmente più silenzioso e preciso negli innesti, facile da gestire pure senza l’ausilio della frizione e con rapportatura ottimale per il tipo di erogazione del bicilindrico. La differenza di CV si sente subito e i 13 in più (ora siamo a 65) fanno veramente la differenza su strada. Il range di utilizzazione più gradevole e di uso più frequente va da 2.500 a 5.000 giri, quando ci si muove già a ritmi più che buoni. Poi si può dare più gas in caso di allunghi veloci e finalmente non si ha più la sensazione di sentire un motore che “soffre e fatica” agli alti regimi.

V7 Stone Centenario

Il pregio del motore 850 è quello di essere sfruttabile da tutti e di rispondere sempre bene alle circostanze di guida. Ai neofiti non offre problemi di gestione in nessun caso, ai più esperti sa regalare ritmi svelti, tenendo sempre i consumi sotto controllo (facile stare sopra i 20 km/litro). Ragionevolmente è una moto che può toccare i 180 km/h senza grande affanno. Abbiamo guidato per molte ore di fila e il livello di stanchezza alla fine era piuttosto basso: immaginiamo quindi che anche nel turismo disimpegnato si possa trascorrere parecchio tempo in sella in serenità.Un aspetto cambia un po’ la guida tra Special e Stone. Il differente peso dei cerchi (e del maniglione cromato) sembra poca cosa (5 kg), ma in realtà rende la Stone un po’ più rapida in curva, istintiva e svelta d’avantreno. Fatto che si sposa anche con l’immagine più sportiva e giovanile che si contrappone a quella più elegante, diciamo chic, della Special.La Stone costa 8.840 euro, la Special – che si distingue per le tante cromature, il faro tradizionale, la strumentazione a due elementi, la sella marrone dedicata e i cilindri con alette fresate – è invece a listino a 9.140 euro. La colorazione del centenario richiede 200 euro in più e volendo ci sono molti optional, dal cavalletto centrale all’equipaggiamento per il turismo.

Courtesy Moto Guzzi
V7 Stone Centenario