Russ

Russ

Nome d’arte scelto da Russell James Vitale, è diventato un colosso a sé stante nel mondo del rap, con una fanbase che è più una comunità, in continuo ascolto

di Federico Bernocchi

«Il significato delle parole cambia col tempo. Prendi per esempio “indipendente”. Quindici anni fa, quando ho cominciato a fare musica, esserlo era come un messaggio in codice: voleva dire che ti facevi le cose da solo, perché nessuna etichetta discografica era interessata a lavorare con te. Era un modo diverso per dire che non avevi un soldo, insomma. Oggi, invece, quella parola ha assunto un significato completamente differente.

Adesso essere indipendenti vuol dire essere liberi. Viviamo in un momento storico in cui per un artista esiste la possibilità di fare tutto quello vuole senza rinunciare alla cosa più importante: la proprietà su quello che uno crea. Per me, essere indipendente significa avere il proprio nome sui master.

La musica che faccio, tutte le decisioni creative che prendo, sono solo ed unicamente mie. Non significa più essere poveri, ma essere in grado di costruire qualcosa a lungo termine: una carriera piuttosto che una ricchezza momentanea».

Russ
Giacca, camicia, pantaloni, scarpe e baule Louis Vuitton

È la storia più vecchia del mondo, no? Un musicista affida il proprio talento a dei professionisti dell’industria, questi spremono tutto quello che si può spremere alla velocità della luce per poi passare al progetto o all’artista successivo.

Russ, nome d’arte scelto da Russell James Vitale, ha fatto una gavetta troppo lunga per cadere in un tranello del genere. Si è preso i suoi tempi, ma oggi sta raccogliendo i frutti di una carriera ormai lunga e costellata di successi.

Dal 2011 a oggi, grazie al collettivo Diemon fondato ad Atlanta, ha pubblicato oltre quindici album e un numero impressionante di singoli, diventando un colosso a sé stante nel mondo del rap. Questo vuol dire che a fianco di evidenti capacità manageriali, c’è anche una prolificità come artista davvero invidiabile.

Russ
Giacca Louis Vuitton

«Sì, sicuramente pubblico molto come musicista, ma onestamente penso che la prolificità sia semplicemente un effetto collaterale dell’amare davvero quello che fai. Faccio musica ogni giorno perché mi piace. E la mia ispirazione viene semplicemente dal vivere, dall’osservare quello che succede. Non voglio farla più facile di quello che è, ma se riesci a esser in sintonia, se riesci a essere consapevole di tutto quello che accade intorno a te, avrai sempre qualcosa da dire».

E per capire se effettivamente si è “in sintonia” con quello che ci circonda, basta aspettare la reazione del pubblico. Anche in questo ambito Russ ha una sua visione personale: «La mia è più una comunità che una fanbase. Dipende sempre dal fatto che non c’è un intermediario tra me e chi ascolta la mia musica, non c’è un’etichetta, ma un rapporto diretto.

Quando pubblico qualcosa è una decisione solo mia e posso sentire la risposta del pubblico subito e in modo diretto, quasi personale. Non c’è stato nessuno che ha influenzato in un certo modo un algoritmo per spingerli verso la mia musica. I miei fan mi conoscono, sono cresciuti con me, perché mi hanno scoperto loro. Questo cambia completamente il rapporto: fa in modo che ci si senta più vicini, più connessi. C’è uno scambio quasi diretto».

Russ
Camicia, pantaloni e borsa Louis Vuitton

Russ questo scambio diretto ce l’ha con fan che vengono da tutte le parti del mondo, anche da Paesi che non parlano inglese. Allora è lecito chiedersi: possibile che un genere musicale così legato al testo, all’importanza della parola, riesca a essere comprensibile per chi quelle parole non le capisce?

«La musica arriva sempre per prima. C’è qualcosa di emotivo nella melodia, nel flow, nella produzione, che parla all’ascoltatore ancora prima ancora delle parole. Una delle mie prime collaborazioni è stata con Seba, un rapper belga. Non avevo idea di cosa dicesse, ma suonava forte, e questo mi bastava. C’è qualcosa di umile in questo, perché ti toglie la dipendenza dalle parole e ti costringe a fidarti dell’orecchio.

Non dico che il testo non sia importante, anzi! A volte entra in gioco dopo: magari qualcuno decide di approfondire e questo sicuramente aggiunge altro significato. Le parole sono ciò che rende una canzone capace di andare oltre il tempo, ma la scintilla avviene attraverso il suono, quindi funziona indipendentemente da dove sei».

Russ
Piumino, pantaloni e scarpe Louis Vuitton

Russ però non comunica solo attraverso la musica. Da imprenditore di se stesso, ha differenziato e diversificato la sua instancabile creatività. Ha da poco pubblicato il suo secondo libro, il manuale di auto aiuto It Was You All Along, e soprattutto ha esordito sul grande schermo, interpretando un musicista di nome Parker Wayne in Trap, ultimo film del re dei colpi di scena M. Night Shyamalan.

«È stato surreale, entusiasmante e insieme un po’ stressante. M. Night ha una visione molto precisa, e stare in quel mondo, anche solo per poco, è stata una vera lezione su come lavora un regista a quel livello».

L’esperienza è stata così esaltante che Russ ha deciso di continuare: «A settembre uscirà Don’t Move, un horror. C’è stato un momento sul set in cui qualcosa è cambiato: sono uscito dalla testa ed entrato nel corpo. È stata una sensazione davvero coinvolgente, di quelle che ti possono rendere dipendente. Succede lo stesso quando una canzone funziona. Ne voglio ancora».

Nella foto d'apertura Russ indossa piumino, maglia, pantaloni e borsa Louis Vuitton. Photos by Antonio Macarro, styling by Pedro Canicoba. Grooming: David López @Another Artist. Styling assistant: Rubén Cortés. Production: Adriana Suárez.