A scuola di creatività

A scuola di creatività

di Paolo Lavezzari

Su invito della Domus Academy, Icon ha condotto un laboratorio con gli studenti. Come è andato? ve lo raccontiamo…

Così la redazione di Icon è tornata a scuola. Non tutto il team, una sua rappresentanza – direttore in primis – questa volta stando dall’altra parte, versante cattedra. Ma, data l’eccezionalità della situazione, e cioè l’invito della Domus Academy a ideare un laboratorio di comunicazione visiva della moda coinvolgendo sei gruppi di suoi studenti dell’anno di master provenienti da tutto il mondo, la cattedra è stata subito dimenticata per lasciare spazio invece a un dialogo con loro – un confronto che si è svolto in tappe per valutare e suggerire modifiche e aggiustamenti agli elaborati in fieri. Ma partiamo dal brief: “Creare contenuti di marca coerenti con il dna della rivista e proporre nuove immagini e strumenti innovativi al fine di rappresentare un’estetica contemporanea in un mondo in rapida evoluzione, indagando tutti i diversi canali di comunicazione dell’azienda (rivista fisica, sito web, social)”.  

L’invito a diventare protagonisti fattivi di Icon è parsa la scelta più naturale. Come? Vestendo i panni dell’ editor di moda, diventando per la prima e ci auguriamo non unica volta fashion stylist, cioè ideando una storia e traducendola in un servizio fotografico – con modelli, stylist, scelta degli outfit e della location – che una volta realizzato fosse “pronto”, vistato dal direttore per essere stampato. In tal senso è stato chiesto che avesse un breve editoriale di presentazione, un titolo, un layout coerente con tanto di didascalie posizionate. Per rendere tutto più vero, è stato proposto anche un lavoro di art direction perché la griglia grafica doveva essere in linea con una di quelle che normalmente sono usate su Icon per tali servizi. È stata inoltre richiesta la proposta di uno scatto che potesse essere sulla cover della rivista, esattamente come avviene abitualmente.

Data l’interconnessione con la parte digitale di Icon, il servizio doveva essere accompagnato da una proposta di promozione sui social, un video di 30 secondi max, e post. Come suggestioni stilistiche, ispirazioni estetiche e culturali sono stati proposti cinque macro temi – dal classico rivisitato, al surreale; dalle ispirazioni Seventies, al minimal alla visione quanto mai attualissima di cosa si intende oggi per famiglia. 

Belli gli elaborati finali che la verifica di midterm (alla fine c’era un mese per fare tutto, che non è molto!) con il team di Icon e il project leader per Domus Academy Ildo Damiano ha permesso di ricalibrare.  

Formalmente tutti intriganti, dei servizi finali ha sorpreso la fantasia complessivamente profusa dai giovani team, la ricchezza delle immagini realizzate – un home made che tale non sembra – l’abilità, con mezzi non certo da grande shooting, di creare comunque storie che non sfigurerebbero su molte riviste (a cominciare da Icon). 

Bravi tutti, e menzione d’onore al gruppo composto da Beibei Xiang, Enrico De Vivo, Miralda Gissila Madca e Supagan Kuwachkapun per come hanno raccontato un english gentleman che, dopo il lavoro, diventa uno stilosissimo quanto audace esploratore del metaverso più notturno.

Scorri la fotogallery per vedere alcune immagini tratte dai lavori di fashion styling